Fabio Pengo

Udinese, Guidolin resta sulla panchina friulana: “Questa è casa mia”

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UDINE, 15 MAGGIO – Il cuore di tutti i tifosi friulani si è fermato per un istante quando Francesco Guidolin, allenatore dell’Udinese e artefice della rincorsa riuscita al terzo posto, aveva dichiarato in conferenza stampa, dopo la partita con il Catania, che aveva bisogno di staccare la spina per un po’ dal calcio. Tutti i suoi sostenitori hanno temuto un possibile allontanamento del tecnico dalla panchina bianconera e già si stavano facendo i nomi di Del Neri e Tesser ma per loro fortuna Guidolin è un uomo che porta a termine tutto quello che inizia, e su quella panchina ora è iniziato un ciclo storico per il club di Gianpaolo Pozzo.

Ieri durante la festa organizzata dalla dirigenza del club in Piazza Libertà a Udine, il tecnico di Castelfranco ha preso la parola sul palco e ha tranquillizzato tutti coloro che nelle ore precedenti erano rimasti sulle spine riguardo la sua situazione. “Questo successo, questo terzo posto è di tutti, speriamo di rimanerci e di rimanere comunque al top anche nel futuro. Io mi devo solo riposare, non vado da nessuna parte perché questa è casa mia. E’ il momento di godere di questa annata, perché non capita spesso a noi di piazzarci per due volte di fila in zona Champions. Ha il sapore dell’eccezionalità. La squadra ha compiuto un miracolo e nessuno aveva preventivato che potessimo essere ancora lì, ecco perché è più bello che l’anno scorso.” Dopo aver detto ciò rivolge i suoi migliori auguri a Prandelli in vista dell’Europeo di Polonia-Ucraina e appoggia la scelta del ct azzurro di aver convocato Totò Di Natale: “E’ molto importante che Totò sia in nazionale perché è un nostro giocatore e comunque penso che se l’è meritato ampiamente, ha fatto 100 gol in 3 anni. Se Guidolin avesse avuto o meno ripensamenti sul proprio futuro a Udine questo non è possibile saperlo immediatamente visto che sempre durante la festa di ieri ha evitato di rispondere a tutte le domande che andavano in quella direzione.  Forse la causa di quella prima impressione è stata la tensione c’è tra i club di Serie A dopo l’addio definitivo di Luis Enrique sulla panchina della Roma. D’altra parte  Zdenek Zeman, dalla vetta della Serie B con il suo Pescara, si è discostato dalle dichiarazioni del suo collega rispondendogli dalla Gazzetta dello Sport : “Capisco che il calcio possa anche essere fonte di stress. In alcune piazze ci sono pressioni. Se fosse per me continuerei ad allenare fino ad 80 anni.

Fabio Pengo

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