Vincenzo Arnone
No Comments

“Con te non tratto più”: se il calciomercato si fa all’Asilo Mariuccia

Il calciomercato diventa terreno di scontro tra società che non si "amano". Il rischio però è di inasprire polemiche che al calcio non fanno bene.

“Con te non tratto più”: se il calciomercato si fa all’Asilo Mariuccia
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
L'ata hotel di Milano, sede del calciomercato italiano

L’Ata hotel di Milano, sede del calciomercato italiano

C’era una volta il calciomercato delle strette di mano, degli accordi verbali validi come dei patti di sangue, di contratti firmati sui tovaglioli di un ristorante e onorati come se fossero stati scritti su una pergamena antica. Oggi, nell’era della comunicazione globale, il mercato ha perso parte del suo fascino e, cosa paradossale, le società comunicano poco e in modo poco proficuo, a causa di litigi, sgambetti e dispetti del recente passato. L’Ata Hotel, sede ufficiale di tutte le trattative e moderno tempio del calciomercato italiano, mai come quest’anno rischia di trasformarsi in tutt’altro: un giardino d’infanzia.

JUVE E FIORENTINA, GALEOTTO FU UN BULGARO – Che la Juventus volesse Jovetic lo sanno anche i sassi, che la Fiorentina fosse poco disposta a trattare con i bianconeri altrettanto. Le due società sono sempre state rivali ma da un anno a questa parte i rapporti tra le dirigenze sono tesi come una corda di violino. Tralasciando i discorsi extracalcistici, che hanno comunque influito (i rapporti tra la famiglia Agnelli e la famiglia Della Valle non sono particolarmente cordiali, men che meno ora che la Fiat sta mettendo le mani sul Corriere della Sera), viola e bianconeri si punzecchiano da quando Marotta si è intromesso nell’affare Berbatov. Il calciatore bulgaro, poco meno di un anno fa, era atteso a Firenze per sostenere le visite mediche e firmare il contratto che lo avrebbe legato ai viola ma, complice una sosta del suo volo a Monaco di Baviera, riceve un’offerta migliore dalla Juventus ed è pronto a vestire il bianconero. Poche ore dopo Berbatov diventa un giocatore… del Fulham, ultima società a fargli un’offerta apprezzabile con un notevole sgravio, per l’attaccante, di costi di trasloco: da Manchester a Londra anziché in Italia. Le italiane salutano Berbatov nella sessione di calciomercato e si mettono sul piede di guerra tra loro. Conoscendo il giocatore (che già nel 2008 aveva illuso i tifosi del City per poi accordarsi con lo United e ancora prima, nel lontano 20o1, si era accordato con il Lecce per poi andare al Bayer Leverkusen), l’impressione è che non avesse la minima intenzione di giocare in Italia, viola o bianconero che fosse il colore della sua maglia. Ma da quel giorno sull’asse Torino-Firenze è calato il grande freddo, diventato gelo totale dopo le ultime dichiarazioni di Marotta (“Adesso siamo a posto così. Come sapete, con la Fiorentina c’è una difficoltà di rapporti che hanno complicato la trattativa. Il calcio è così: quello che non succede oggi può succedere domani. Magari la Fiorentina cederà Jovetic in prestito gratuito…”) a margine della presentazione di Fernando Llorente sulla trattativa Jovetic.

CAGLIARI E ROMA, MA ALLA FINE ARRIVA RADJA? – Non ci sono solo Juve e Fiorentina a darsi “battaglia”. Il 23 Settembre dello scorso anno si sarebbe dovuta giocare la partita di campionato tra Cagliari e Roma. Il club rossoblu ha una nuova casa, l’impianto di Is Arenas a Quartu, ma il Prefetto di Cagliari, a causa di presunti problemi di agibilità, ordina che la partita venga giocata a porte chiuse. Il patron sardo, Massimo Cellino, non ci sta e invita i tifosi a recarsi ugualmente allo stadio. A quel punto la Prefettura decide di rinviare la partita e la Roma incassa una vittoria per 3-0 a tavolino. Seguono mesi di carte bollate fino allo scorso maggio, quando il Consiglio di Stato, dopo una lunga trafila tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva, consegna definitivamente alla Roma i tre punti (che, a posteriori, a poco sono serviti alla Roma e altrettanto a poco sarebbero serviti al Cagliari). Scende il gelo anche tra Cagliari e Roma. La dirigenza giallorossa, in questo calciomercato, presenta a Cellino un’offerta di 10 milioni più le comproprietà di Verre e Viviani per Nainggolan ma riceve un sonoro due di picche dal presidente del Cagliari, poco propenso a cedere uno dei suoi gioielli proprio alla società che ha tratto il vantaggio maggiore dal “pasticciaccio brutto” di Is Arenas. C’è anche la possibilità che Cellino stia cercando solo di aumentare il prezzo del giocatore ma, ad oggi, un futuro in giallorosso del belga sembra abbastanza lontano.

PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE – Ma tutte queste beghe avranno ripercussioni solo sull’andamento del calciomercato? C’è semplicemente da augurarselo. Quando per ragioni calcistiche o pseudocalcistiche, infatti, si registrano degli episodi di violenza in Italia, tutte le società del nostro calcio sono pronte a stigmatizzare quanto accaduto e a sottolineare che i veri tifosi sono altri, non i violenti. Ma certe dichiarazioni rientrano nella tipologia del troppo semplice e troppo comodo, ahimè. Non è azzardato sostenere che anche i comportamenti tra le dirigenze, soprattutto nel calciomercato, siano in grado di inasprire gli animi delle frange più estreme delle tifoserie, con le potenziali conseguenze che purtroppo conosciamo. Nel nostro paese quello di predicare bene e razzolare male è il secondo sport nazionale, subito dietro il calcio e anche quest’ultimo non sembra essere esente da certi comportamenti. Le strette di mano e gli accordi verbali del calciomercato di un tempo servivano anche a questo: a dare un’immagine di concordia tra tutte le squadre, concordia che, al momento, sembra qualcosa di irraggiungibile e inarrivabile. Ed è un peccato, perché se vogliamo davvero veder crescere l’importanza del calcio italiano in Europa, i primi a dover crescere siamo noi, tutti quelli che al calcio sono legati, per passione o professione, e tutti quelli che vorrebbero rimanesse soltanto un gioco. Bellissimo e appassionante, ma pur sempre un gioco.

Vincenzo Arnone

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *