Orazio Rotunno
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Cassano, il campione di provincia: ultimo round per il Mondiale

Con Donadoni prova a strappare l'ultimo biglietto per i Mondiali in Brasile, all'ennesima avventura di provincia per ripartire e rilanciarsi. A 31 anni non ci sono più altre occasioni

Cassano, il campione di provincia: ultimo round per il Mondiale
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Roberto Donadoni punta tutto su Antonio Cassano

Roberto Donadoni

Tredici anni fa, in un banale Bari-Inter, nasceva la stella di Antonio Cassano, “stop di tacco” e palla all’angolino, il tutto fatto ad una velocità incredibile. Il nuovo “enfant prodige” del calcio italiano si presenta così al calcio che conta, Fascetti suo “mentore” lo esalta e il talento di Bari Vecchia fa subito il grande salto e si trasferisce alla Roma campione d’Italia. Inizia da qui la lunga e tormentata carriera di Fantantonio.

ROMA E MADRID: CHE FOLLIA, POI LA SVOLTA SAMP – Qui trova Capello e Totti, uno lo bacchetta e lo esalta, con il capitano invece si crea subito un feeling dentro e fuori dal campo, regalando da subito giocate meravigliose in coppia con il “pupone”. Tutto bello, tutto meravigliosamente normale trattandosi di un talento puro, invece dopo l’idillio iniziale, “el pibe” di bari inizia a farsi conoscere per le “cassanate”, litiga con il tecnico e con Totti, finisce l’amore con la Roma. Lascia la capitale e arriva l’occasione della vita, va al Real Madrid dei “Galacticos”, ma anche qui Antonio si fa conoscere più per la sua “follia” che per i colpi in campo: vita notturna, merendine e “imitazioni”, famosa quella di Fabio Capello che lo manda direttamente fuori rosa. Sembra una stella caduta ormai, non gioca più, è “grasso”, ma per lui in Italia c’è sempre un posto e arriva così la Sampdoria. Stagione meravigliosa e coppia d’attacco super con Pazzini, ed è Champions League. A Genova, con i due attaccanti, sembrano rivivere le gesta di Vialli e Mancini. Con la Samp sembra essere amore eterno, si sposa, fa un figlio, “peter pan” sembra essere finalmente diventato uomo e in più si crea un’empatia particolare con Garrone.

L’ILLUSIONE, DIAVOLO ED ACQUA SANTA – La scintilla della sua carriera sembra essere finalmente scoccata, è il leader della squadra, gli altri corrono e lui dipinge calcio, ma il “male” che affligge Fantantonio esce ancora fuori clamorosamente e un bel giorno litiga in maniera “cruda” con il presidente blucerchiato che lo manda via immediatamente. Finita? No, Cassano è un artista riconosciuto e per lui a sorpresa arriva il Milan. “Sopra il Milan c’è il cielo”, “questa volta non sbaglierò”, si presenta così a Milanello ed è subito scudetto. Ibra lo adora, Galliani lo coccola, il talento si illumina. Nel momento migliore arriva il problema al cuore, questa volta lui non c’entra e deve fermarsi sei mesi, ma al ritorno nulla è più come prima, Cassano resta ai margini, Allegri non lo vede più e litiga con Galliani, reo di non aver mantenuto le promesse e chiede a gran voce la cessione. Cassano si è sempre professato tifoso dell’Inter e nell’estate scorsa arriva la trattativa shock, scappa da Moratti, al Milan va Pazzini, si proprio loro, i “gemelli del goal” di Genova, si scambiano la maglia e cercano di risorgere scambiandosi il “naviglio”.“Se dopo il Milan c’è il cielo, con l’Inter cosa c’è??”, “l’Inter è oltre il cielo”, si presenta così ad Appiano.

L’Inter sembra il film della sua carriera, inizia e lo amano tutti, Strama lo adora e i compagni lo esaltano, ma poi, come sempre è accaduto, litiga con tutti e scoppia l’inferno. Arriviamo ad oggi, l’Inter se ne libera e va al Parma, dove lo aspetta Donadoni, uno che ha creduto in lui in Nazionale e che è pronto a rilanciarlo. Da molti definito campione “malato” o semplicemente, un uomo che non ha saputo fare la “stella” tra le stelle, ma ha sempre voluto essere l’unico centro di gravità, riparte dalla Provincia. Scommettiamo che Antonio riconquista la Nazionale? Scommettiamo che Parma si innamorerà di lui?

Scommettere su di lui: lo hanno fatto in tanti e spesso chi ha vinto la scommessa subito dopo l’ha anche persa. Prendere o lasciare, è fatto così e dispiace che un talento del genere debba essere ricordato come una stella mai brillata.

Gaetano Reale

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