Orazio Rotunno
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Confederations Cup, parla Abete: il bilancio degli azzurri in Brasile

Il presidente della Federcalcio commenta il day-after il terzo posto nella manifestazione iridata

Confederations Cup, parla Abete: il bilancio degli azzurri in Brasile
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E’ stata una Confederations Cup 2013 di bilanci, rivelazioni, scoperte e conferme, nonostante non sia maturato l’approdo in finale, quella vissuta dall’Italia del Ct Cesare Prandelli. Il day-after il pirotecnico pareggio (2-2) con vittoria ai rigori contro l’Uruguay, maturato ieri a Salvador de Bahia, al termine di una competizione che ha portato in dote 10 gol realizzati e 10 al passivo. Tante le “toppe” di cui gli Azzurri avranno bisogno fino al 2014- messo in mostra diversi “outsiders”, da Giaccherini a Candreva fino a De Sciglio passando per Diamanti e fornito indicazioni mediche per il futuro (troppi infortunati e acciaccati.

Giaccherini, vero jolly della nazionale di PrandelliPARLA IL PRESEIDENTE DELLA FIGC, IL BILANCIO: E’ tempo di commenti per il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. “E’ stato un mese lungo e impegnativo, un mese durante il quale abbiamo giocato otto partite di cui sei ufficiali fra cui quella di qualificazione contro la Repubblica Ceca e credo che alla fine le risposte siano state buone, anche dal punto di vista dell’impegno. Io credo che quello dell’impegno e della dedizione sia uno dei segnali di maggiore soddisfazione di questa squadra. Sappiamo quanto il calcio sia legato ai problemi sociali e vedere questi ragazzi quanto erano motivati anche nella finale del terzo e quarto posto è per noi solo motivo di soddisfazione, visto anche quanto siamo legati alla maglia azzurra“.

Il presidente ha ammesso che la vittoria finale comunque rende meno amara l’eliminazione con la Spagna, in una partita che gli Azzurri avrebbero potuto vincere: “Buffon scherzando ha detto che avrebbe potuto ponderare meglio le parate sui rigori, al di là delle battute uscire con un successo è motivo di soddisfazione contro una nazionale importante che ci ha sconfitto, anche se immeritatamente, in occasione della partita fatta a Roma per il centenario. Bravi quindi a tutti i ragazzi“.

Abete è tornato anche sulla questione calendario, che già anche Prandelli aveva sollevato in merito ai pochi giorni di riposo fra una gara e un’altra. “La Confederations è diversa dal mondiale. Però è inutile negare che qui le distanze ci sono e sono importanti e i giorni di recupero sono veramente ridotti. Questa finale poi giocata alle 13, a nemmeno tre giorni di distanza dalla semifinale, lascia un po’ pensare. I calendari sono complessi, ma le partite decisive sono sempre le ultime. Anche la Spagna, prima della semifinale, aveva evidenziato che il giorno in più di riposo poteva sicuramente contare. Queste differenze alla fine possono essere importanti in un torneo del genere e di questo bisogna tenerne conto.

Luca Guerra

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