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Il futuro parte da qui! Pardon Monsieur, la Giovin Francia ha i suoi fenomeni

Il futuro parte da qui! Pardon Monsieur, la Giovin Francia ha i suoi fenomeni
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Viaggio nella Francia degli Under: da Hazard a Lacazette, quanti talenti. Ma il migliore ce l'abbiamo in Italia: un certo Paul Pogba

Hazard Il calcio moderno, si sa, recita un ruolo fondamentale nella cultura generale. Non siamo più all’età della pietra ed è inutile nasconderci: il calcio non è solo un gioco. Non per chi lo ama. Nel bene e nel male condiziona il nostro umore e ci fa divertire, consentendoci, magari davanti ad un caffè e ad un quotidiano, direttori sportivi o commissari tecnici in erba. Le domande, per chi ama questo sport, sono legittime: quali saranno i campioni del futuro? E adesso come si comportano nel difficile calcio moderno? Come saranno strutturate le Nazionali più forti del mondo, da qui a dieci anni? L’argomento è stimolante a tal punto che qualcosa dentro di me mi ha spinto a pensarci(e a scriverci …) su. Di seguito le mie convocazioni virtuali per un torneo di future stelle. Oggi si inizia con la Francia, che tra il ’98 e il 2000, con giocatori del calibro di Zidane, Vieira e Barthez aveva dominato il mondo. Di seguito l’11 ideale del futuro e alcune riserve, per un totale di 23 convocati, come prevede il regolamento FIFA nel caso di tornei ufficiali. Sono naturalmente esclusi calciatori già affermati, seppur giovani, che hanno avuto la possibilità di farsi già conoscere in lungo e in largo; Sono inseriti invece, quei calciatori talentuosi, giovani, ma che non tutti ancora hanno avuto modo di conoscere a pieno. La formazione titolare è a mia personale discrezione e sicuramente discutibile.

 

Non azzardatevi a farvi beffe di Sarkozy, né attaccate mademoiselle Carla Bruni. Vero, il presidente francese non saprà a memoria il “Padre Nostro”(e intanto al Vaticano sbottano …) e la signorina Bruni non sarà propriamente una cantante del calibro di Whitney Houston o Aretha Franklin, ma la Repubblica transalpina non è povera di talento. Affatto.

Analizzandoli in campo calcistico, ci si accorge che nell’ultimo decennio sono venuti fuori talenti del calibro di Karim Benzema, Frank Scarface Ribery, Hugo Lloris, Samir Nasri, Gael Clichy e Adel Rami, ma nonostante questo, in campo internazionale, questa talentuosa generazione ha sempre stentato ad affermarsi ai livelli pronosticati dai più importanti cronisti sportivi. «La nuova Francia» ripetono da almeno un anno in ogni caffè di Parigi «vi sorprenderà. Qualcosa di incredibile. I nostri ragazzi sono i più talentuosi al mondo e i nostri settori giovanili sono alla pari di quelli più floridi d’Europa».

 

Dando un’occhiata alla lista che ho sotto mano, il modulo che più esprimerebbe al meglio le potenzialità dei francesi sarebbe un solido, ma eclettico 4-2-3-1. Il sistema è nato in Spagna, alla fine degli anni ’90, per mano del Celta Vigo e si è diffuso sempre nella penisola iberica, quando lo stellare Real Madrid di Florentino Perez aveva l’esigenza di far giocare contemporaneamente giocatori del calibro di Figo, Ronaldo e Zidane. Il 4-2-3-1 non è un modulo per muratori e guerrieri, ma per violinisti raffinati che suonano tutta un’altra musica. Un modulo che fa del fraseggio corto e prolungato la sua arma principale di logoramento nei confronti dell’avversario.

In porta è impossibile non citare l’estremo difensore del Tolosa, Alì Ahamada. Il ventunenne transalpino ha dimostrato una sicurezza tra i pali invidiabile, assicurandosi le attenzioni di parecchi top club europei. Sicurezza, fisicità e elasticità mentale i suoi punti di forza, che gli hanno assicurato anche di siglare un gol di testa nella stagione precedente(contro il Rennes) e di essere inserito nella lista di Don Balòn(che raccoglieva i migliori calciatori nati dopo il ’91) stilata nel 2012.

Come terzino destro, ho deciso di schierare Raphael Varane, che in una sola stagione è riuscito a conquistare, con la sua tecnica smaliziata e la sua mentalità da giocatore consumato, un pubblico esigente come quello del Santiago Bernabeu. Il ragazzo, che ha solo vent’ anni, ha una valutazione stimata intorno ai 25 milioni di euro. Non male se si considera che è anche talmente duttile da poterlo schierare, oltre che come terzino destro e centrale di difesa, anche come mediano, esperimento fatto da Josè Mourinho in primavera. Un giocatore incredibile, Varane, che riesce ad avere una straordinaria capacità di costanza di rendimento a soli vent’anni. Il ruolo di primo difensore centrale spetta invece a Samuel Umtiti, ragazzotto classe ’93, dotato di una fisicità impressionante e di un piede tutto sommato educato, piede che gli consente molteplici lanci lunghi, utili ai suoi compagni del Lione, utili a scavalcare le difese avversarie. Ma Umtiti piace a tutti per la sua incredibile cultura tattica, una dote, questa, che gli permette di leggere le movenze avversarie sempre con qualche secondo d’anticipo e che gli consente di agire proprio come un libero d’altri tempi. Chi non lo conosceva ha potuto ammirare il suo gol da cineteca nei sedicesimi di finale di Europa Leauge contro il Tottenham e farsi un’idea. Qualcosa di davvero stupefacente.

Al fianco di Umtiti, come non schierare Kurt Zouma? In Italia il calciatore è ricercato soprattutto dalla Juventus, ma le prestazioni del calciatore del Saint Etiènne ne hanno fatto aumentare in maniera vertiginosa la quotazione di mercato. Intanto l’Europa brama di farlo suo già l’anno prossimo e intanto lui continua a portarsi dietro l’etichetta di nuovo Lilian Thuram. Descritto come «mentalmente solido e dalla tecnica sopraffina» dai numerosi osservatori, Zouma è nel mirino dei top club più importanti di tutto il Vecchio Continente e non stupisce vederlo, nonostante la giovanissima età, collezionare gettoni di presenza consistenti in Ligue One. Fisico imponente, duelli aerei costanti, coraggio e muscoli d’acciaio sono le caratteristiche con cui si presenta senza dubbio nella lista dei talenti più floridi del mondo.

Lucas Digne è la mia scelta per la fascia destra, uno dei ragazzi del settore giovanile di quel Lille tanto noto negli ultimi anni per aver dato i natali calcistici ad un talento cristallino come Eden Hazard. Il francesino ha appena diciannove anni, un viso da fotomodello ed una corsa da purosangue. A colpire è la tecnica, certamente inusuale per l’età, il coraggio con cui si propone costantemente nella partecipazione della manovra e il grande lavoro tattico, parte che riesce ad esaltare partita dopo partita, dimostrando sicurezza, maturità e prontezza di riflessi. Da migliorare la parte difensiva, ma per questo calciatore non costituisce un handicap, visto la fase, comunque discreta, che riguarda la copertura. Per ora il prezzo è accessibile(si parla di 10-15 mln), e la Roma è talmente vicino al suo acquisto che pare poterlo toccare. In Italia è la Juve che contrasta i giallorossi, mentre all’estero il Real, il Barca e lo United sono già intenzionati a staccare assegni milionari per le sue prestazioni.

 

Passando a centrocampo, la lista diventa più folta e c’è quasi difficoltà nella scelta. La Francia ha costruito ragazzi cattivi, fisici, guerrieri dal piede educato e lo ha fatto soprattutto prendendo esempio dalla scuola spagnola. Una Francia, quella della mediana, che balla la samba e contemporaneamente pratica le arti marziali. Coppia d’assi, quella mediana, con Geoffrey Kondogbia, diamantino del Siviglia adulato da Real e Barcellona, e Paul Pogba, grande rimpianto di Sir Alex Ferguson e colpo di mercato di Beppe Marotta. Il primo ha stregato la Liga Spagnola, abbinando caratteristiche tattiche e movenze da vero leader a colpi da maestro, che ne fanno un jolly anche nella scacchiera di gioco, potendolo schierare con successo sia al centro della mediana e sia come terzino sinistro, posizione nella quale ha potuto esprimere a pieno la sua impressionante fisicità. Il Siviglia gli ha affidato le chiavi del centrocampo facendolo giocare titolare. Sono 47 i gettoni di presenza in tutta la stagione, 2 i gol segnati e ben 6 gli assist forniti, roba non da poco se constatiamo che parliamo di un ragazzo di appena vent’anni. Discorso analogo per Paul Pogba, ormai vero beniamino della tifoseria della Vecchia Signora. A quello che molti definiscono l’erede di Patrick Vieira(«ma ha anche qualche movenza di Zizou» sostengono alcuni) sono bastate poche partite per far capire ai supporters bianconeri di che pasta è fatto. Un giocatore, Pogba, che per un momento ha fatto barcollare persino la posizione dei tre intoccabili del centrocampo di casa Juve, i tre moschettieri che rispondono al nome di Pirlo, Marchisio e Vidal. «Deve giocare titolare» è l’urlo della metà dei tifosi. «Assolutamente sì» risponde l’altra. Un grido univoco che è spiegato dalla strepitosa stagione del ragazzo di Lagny Sur Marne, capace in 48 presenze tra Juve e Francia, di segnare la bellezza di 8 reti e di assicurare 2 assist. Coordinazione aliena(chiedete a Napoli e Udinese, per favore), personalità dirompente(anche se a tratti bizzosa) e piede educato,  Pogba si candida ad entrare di diritto nella futura top 11 transalpina.

 

Discorso particolare per il terzetto a supporto dell’unica punta centrale del modulo. Lo schieramento prevede solitamente tre trequartisti puri, ma negli ultimi anni si è anche affiancato ad un unico trequartista centrale, due esterni di pura corsa; Sulla fascia sinistra spazio ad Antoine Griezmann. Dove gioca? Real Sociedad e se volete saperlo, costa già 20 milioni di euro. Ha solo ventidue anni, ma qualcuno ripete da tempo che potrebbe ripetere le gesta di Ribery, non certo un tizio qualunque.  Fisico minuto, pettinatura ribelle, fa del dribbling nello stretto la sua arma principale, cosa che gli permette di riuscire ad uscire da situazioni davvero particolari … sinistro naturale, sa usare naturalmente(e ottimamente) anche il destro. Particolarmente freddo sotto porta(39 presenze, 12 reti, 6 assist, rendimento eccellente per un centrocampista), è bravissimo ad inserirsi senza palla.  Wenger ne è rimasto praticamente rapito ed ha avviato già i contatti per portarlo all’Emirates Stadium, contatti che finora si sono rivelati inconcludenti. Trequartista puro è Clemènt Grenièr, centrocampista centrale con licenza di offendere(e dunque possessore delle caratteristiche per giocare qualche metro più avanti rispetto alla mediana) del Lione. Il ragazzo è talmente noto in Francia che qualcuno ha azzardato il paragone con un grande campione del nostro calcio: Andrea Pirlo. Un giocatore, Grenièr, dalla tecnica innegabile e dal senso tattico invidiabile, ma che ancora necessita di ulteriore fiducia per esprimere a pieno le proprie potenzialità, senza dubbio vastissime. Ultimo del terzetto, ma solo di ordine, è quell’ Alexandre Lacazette che in patria fa impazzire tutti, ma proprio tutti. Un rendimento sotto porta, il suo, di certo non da goleador (43 presenze, 6 reti e 10 assist), ma comunque costante. Lacazette è un esterno d’attacco atipico, che cerca più l’assist che la finalizzazione. Ma questo non significa che non ami cercare la soddisfazione personale. Infatti, è stato capocannoniere del mondiale U20 del 2011 giocato in Colombia, realizzando ben cinque reti. Il ragazzo del Lione nasce tecnicamente prima punta, tuttavia è nel ruolo di ala destra che ha dato il meglio di sé.

Come prima punta sarebbe eretico non schierare il giovane pupillo di Adriano Galliani. Non si può negare che M’Baye Niang sia considerato dagli addetti ai lavori come uno dei talenti più cristallini della nuova generazione. Il ragazzo quest’anno ha collezionato numerosi gettoni di presenza, ma non ha segnato molto. Da dire a sua discolpa è il minutaggio, per niente costante, a cui è stato sottoposto da Allegri. In futuro Niang potrà sicuramente dire la sua e chissà che non inizi proprio dalla nazionale francese.

 

Se già sognate nel vedere l’11 iniziale schierato, aspettate di leggere i nomi sulla panchina, calciatori che in futuro difficilmente si accontenteranno di ruoli da comprimari e che, giustamente, cercheranno a tutti i costi di imporsi nel calcio mondiale. In porta spazio ad un ottimo prospetto: Quentin Beunardeau, portierino diciannovenne del Le Mans. Per la difesa altri nomi interessanti sono quelli di Nicolas Isimat Mirini del Valenciènnes, Benjamin Mendy del Le Havre(bloccato dalla Juve, Conte avrebbe l’intenzione di metterlo in prima squadra), Massadio Haidara, acquistato già quest’anno dall’ambizioso Newcastle, dove ha collezionato presenze convincenti e Eliaquim Mangala, centrale difensivo del Porto, per cui si chiedono già cifre apocalittiche. Centrocampo ricco con Jordan Veretout, che abbina regia e fisicità, in forza al Nantes; Adrien Rabiot, mezz’ala fantasiosa del PSG in prestito al Tolosa; Morgan Sanson, diciottenne del Le Mans dalla corsa incredibile e dalla tecnica discreta; Opa N’Guette, esterno(d’attacco e di centrocampo) del Valenciènnes, autore di una stagione al di sopra delle aspettative degli osservatori e il trequartista Florian Thauvìn, militante nell’umile Bastia. Il ragazzo ha qualità così evidenti che alla fila del piccolo club francese non c’è mai stata così tanta fila. Le 40 presenze stagionali ne fanno un probabile pilastro della futura formazione transalpina e le 15 reti e i 3 assist avvalorano questa convinzione. Rapido, dal baricentro basso, elegante ed efficace, i giornali ne hanno portato a conoscenza la stretta amicizia con Paul Pogba. E chissà che Beppe Marotta non decida di fare un regalo alla Serie A(e alla Juve, ovviamente) muovendosi d’anticipo e portandolo in Italia. Il prezzo, per ora, è senza dubbio accessibile. Le quotazioni lo indicano tra i 10 e i 12 milioni, ma se ripeterà la stagione appena conclusa, non ci sarà da stupirsi se a Giugno 2014 il Bastia vorrà fare cassa con almeno 25 milioni. Gran chiusura in attacco con Yassine Benzia del Lione, detto anche «il nuovo Benzema» dagli osservatori di tutto il mondo. Il ragazzo ha una splendida propensione alla fantasia ed una disarmante abilità nelle varie giocate che, puntualmente, gli riescono senza alcuna fatica; C’è poi da segnalare la crescita di Hervin Ongenda, attaccante centrale del PSG, da molti paragonato per movenze a Ronaldo(il brasiliano).

 

La Francia è dunque piena di talenti, giocatori fisici, ma dal piede regale; portieri goleador, difensori con leadership incontrastata nonostante la giovane età, centrocampisti fantasiosi e innegabilmente preziosi per ogni top club europeo e attaccanti rapaci e opportunisti. E dunque, cari colossi d’Europa, affrettatevi a prenderli. Il mondo ha già assistito alle meraviglie di Zidane e Ribery, perché negargli quelle di Griezmann e Lacazette?

Matteo Iacobucci 

 

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