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Margherita Hack, si è spenta una stella

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Il sorriso della compianta Margherita Hack
Margherita Hack

Margherita Hack

Il divertimento della ricerca scientifica è trovare sempre altre frontiere da superare, costruire mezzi più potenti d’indagine, teorie più complesse, cercare sempre di progredire pur sapendo che probabilmente ci si avvicinerà sempre di più a comprendere la realtà, senza arrivare mai a capirla completamente”. Margherita Hack, una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana, è morta ieri a Trieste all’età di 91 anni. Ricoverata una settimana fa all’ospedale di Cattinara per l’improvviso aggravarsi dei problemi cardiaci che l’affliggevano da tempo, la celebre astrofisica e divulgatrice (60 opere al suo attivo) era membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society. ”Icona del pensiero libero e dell’anticonformismo” (come la definì Umberto Veronesi), la Hack – fiorentina di nascita ma triestina d’adozione – è stata assistita fino all’ultimo dal marito Aldo De Rosa (sposato nel febbraio del 1944) e dalla carissima amica Marinella Chirico, la giornalista della Rai che ricorda così gli ultimi giorni di vita della straordinaria scienziata: “Sono stati sereni, i problemi di salute che aveva erano pesanti ma li viveva con leggerezza assoluta”.

UNA VITA DA PROTAGONISTA – Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack si laureò in fisica nel 1945 con una tesi sulle variabili cefeidi (stelle le cui caratteristiche consentono di misurare con grande precisione la distanza che ci separa dalle galassie cui esse appartengono) e nel 1959 fu autrice – insieme al geniale astrofisico Otto Struve – di un trattato (Stellar Spettroscopy) che è ancor oggi considerato un vero e proprio “classico” della letteratura scientifica. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico nel nostro Paese, quello di Trieste (dal 1964 al 1987), la Hack è stata professoressa ordinaria di astronomia all’Università del capoluogo giuliano dal 1964 al 1992 e ha collaborato per lungo tempo con l’Agenzia Spaziale Europea e con la NASA. All’infaticabile attività scientifica, didattica e divulgativa, Margherita Hack ha saputo accostare il grande impegno civile (garante scientifico del Cicap – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale – dal 1989, presidente onorario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti dal 2002 e iscritta all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica) e la passione per la politica: eletta per due volte alle regionali (2005 e 2010) e alle politiche del 2006 con il Partito dei Comunisti italiani e la Federazione della Sinistra, ha però sempre rinunciato all’incarico per dedicarsi allo studio e all’insegnamento. Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura, nel 2010 è stata premiata come “Personaggio gay dell’anno” per aver sostenuto a gran voce il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.

INTELLIGENZA AGNOSTICA, SENSIBILITA’ FRANCESCANA – L’inesauribile sete di conoscenza, la curiosità e l’onestà intellettuale, l’avversione per le risposte preconfezionate e ogni forma di superstizione hanno sempre contraddistinto l’attività della grandissima scienziata italiana: “La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento calato dall’alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede”. Il suo disincantato distacco da ogni credo religioso (“Penso che il cervello sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove rincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti”) non era che l’aspetto forse più noto di una personalità straripante – e a volte, forse, un po’ spigolosa: “fra me e Aldo c’è sempre stato grande amore ma pure tanti ‘azzotti – e ricchissima di sentimenti di empatia e di partecipe solidarietà nei confronti di tutti gli esseri viventi, in particolar modo quelli più indifesi. Paladina dei diritti dei diversamente abili e dei bambini, per i quali si è prodigata fino all’ultimo, Margherita Hack adorava gli animali (conviveva con otto gatti e un cane) ed era vegetariana “da sempre” (“Quando vedo un animale, quando vedo il suo comportamento, soprattutto dal punto di vista affettivo e istintivo, mi riconosco. Son tanto simili a noi“).

LE REAZIONIGiorgio Napolitano: “Apprendo con commozione la triste notizia. E’ stata una personalità di grande rilievo del mondo della cultura scientifica, che con i suoi studi e il suo impegno di docente ha costantemente servito e onorato l’Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini. Partecipo con sinceri sentimenti di vicinanza al cordoglio di tutte le persone che l’hanno avuta cara”. Enrico Letta: “Esprimo il mio profondo cordoglio personale e del Governo per la scomparsa di Margherita Hack. L’Italia e la comunità internazionale perdono una protagonista assoluta della ricerca scientifica. Una donna che è stata, inoltre, capace di affiancare con passione l’impegno professionale a quello sociale e politico. Una testimonianza che resterà preziosa”. Matteo Renzi: “E’ stata una grande scienziata che riusciva a spiegare a tutti, con parole semplici e chiare, il mistero dell’universo, della fisica e delle stelle. Ci ha insegnato ad appassionarci al cielo e alla scienza tutta e ha saputo divulgare, con parole chiare e spirito indipendente, le grandi leggi e scoperte del cosmo”. Emma Bonino: “La notizia della scomparsa di Margherita Hack mi rattrista molto. E’ stata una figura straordinaria, amata dai giovani per la sua capacità di spiegare la scienza con grande semplicità e prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia”.

Enrico Steidler

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