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In un paese di buone forchette, va di moda il cucchiaio: Pirlo docet

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Il cucchiaio di Pirlo ad Euro 2012

Il cucchiaio di Pirlo ad Euro 2012

ALTO RISCHIO – Il cucchiaio, non culinario si intende, è il nuovo gesto tecnico che imperversa nel battere i rigori. Da Totti a Candreva passando per il geometra Pirlo gli italiani hanno vissuto attimi di panico nel vedere quel lento pallonetto che entra in porta lasciando basito, nella maggior parte dei casi, il portiere avversario. Di certo questo stravagante quanto rischioso modo di tirare i rigori deve essere venuto in mente a qualcuno, ed il giocatore in questione è Antonin Panenka, autentico pioniere che tirò scucchiaiando il rigore decisivo per la finale dell’Europeo 1976 battendo Sepp Maier.

APPARIZIONI INTERNAZIONALI – La follia nel tirare un rigore così alberga sempre nelle menti dei grandissimi campioni, ma molte volte abbiamo visto pallonetti dal dischetto anche in competizioni non di grandissimo calibro. Dopo Panenka vari altri giocatori hanno estratto dal cilindro magie tali da far esultare milioni di tifosi dopo il necessario momento in cui il fiato rimane sospeso. Da Di Canio in Premier League a Totti nella famosa partita contro l’Olanda in cui Toldo si erse a pararigori, passando per Helder Postiga all’Europeo del 2004 contro l’Inghilterra per finire con Pirlo sempre contro i Leoni inglesi nello scorso Europeo. Molti altri giocatori come Pineda o Abreu hanno tentato il colpo sotto dagli 11 metri scavalcando il portiere, cosi come fece Zidane nella finale contro l’Italia ai mondiali del 2006: gesto poi oscurato dalla testata a Materazzi.

CUCCHIAI INDIGESTI – Eppure non è sempre un capolavoro questo scavetto furbo dato che qualche volta anche i migliori hanno rimediato davvero magre figure condannando addirittura la propria squadra ad un’eliminazione immeritata. E’ il caso di Maicosuel, giovane brasiliano dell’Udinese detto O’mago, che a causa della sua sfrontatezza sancì di fatto l’eliminazione dei friulani dal torneo con un cucchiaio che il portiere intercettò senza affanno. Un boccone amaro lo ingoio pure il Pupone Totti in un Roma – Lecce in cui il romanista si fece ipnotizzare da Sicignano, che accolse tra le braccia un pallone più che docile.

CUCCHIAINO RAMPANTE – Anche nella partita del cuore un personaggio che con il calcio non ha nulla a che fare la mise dentro con un pallonetto su calcio di rigore. Si parla di Fernando Alonso, che durante l’evento benefico giocatosi allo Juventus Stadium segnò il penalty con il pluricitato cucchiaio. Follia o sangue freddo? La risposta è dubbia, sta di fatto che per calciare così ci vuole molto più che semplice coraggio: serve soprattutto una buona dose di carisma, dote che noi italiani abbiamo spesso e volentieri dimostrato. Per informazioni, chiedere ai signori Francesco Totti ed Andrea Pirlo

Filippo Di Cristina   TWITTER – @Zio.fil.7

 

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