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Cissé insulta, Barbera provoca, Dovizioso scalcia: ma perché non vi date un bacio?

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Andrea Dovizioso, pilota della Moto GP

Andrea Dovizioso, pilota della Moto GP

Il morso di Suarez, le grottesche simulazioni di Charlie Morgan e David Luiz, il braccio teso di Katidis, le sceneggiate di Lanzafame, il folle gesto di Josè Jimenez, il calcio di Dovizioso eccetera, eccetera. La sensazione che il mondo dello sport, e del calcio in particolare, sia sull’orlo di una crisi di nervi è ormai diffusa, e la cronaca di questi giorni non fa che confermarla e accentuarla sempre più.

MISTER OXFORD – Prendete, ad esempio, il caso del mancato trasferimento – dato quasi per scontato fino a qualche giorno fa – di Djibril Cissé dal Queens PR al Montpellier. L’attaccante francese è noto per il suo talento (quest’anno 9 gol in 26 presenze in Premier League) ma anche per le sue numerose attività extra-calcistiche: “Cissé? No, è fuori questione. Non voglio un ragazzo che fa il dj nei locali” ha dichiarato al quotidiano Midi Libre Louis Nicollin, il presidente del Montpellier, motivando sbrigativamente le ragioni del suo rifiuto. Non l’avesse mai fatto: “E’ una vergogna” – ha twittato l’inviperito giocatore – “colpa del presidente Nicollin. E’ un idiota che insulta tutti“. Da che pulpito, verrebbe da dire. Ma non è finita qui: l’ira funesta di Mr. Lenoir (così è conosciuto Cissé nel rutilante mondo della moda e delle discoteche) è incontenibile, e ispira un’altra soave considerazione: “Mi spiace per i tifosi del Montpellier, avere un presidente così str… non dev’essere facile”.

BARBERA-DOVIZIOSO: MA CHE BEI MOMENTI! – Ok, il mondo del pallone è questo, e ne (ri)prendiamo atto: il giocatore dj si esprime come un rapper del Bronx e il presidente Nicollin, che non ama gli eccessi, festeggia la vittoria del campionato tingendosi i capelli di blu e arancione e facendosi la cresta. Tutto normale. Ma se dal mondo dei pittoreschi protagonisti del football volgiamo lo sguardo a quello delle due ruote il panorama, in quanto a bon ton e senso della misura, non cambia. Ne hanno dato prova, durante la Q1 della Moto GP sul circuito olandese di Assen, il nostro Andrea Dovizioso e lo spagnolo Hector Barbera, protagonisti di un pericoloso litigio “in corsa” (fatto di reciproche scorrettezze, contatti ravvicinati e insulti vari: è lo spagnolo, tanto per cambiare, a dare il via allo show, ma questo conta fino a un certo punto) concluso dal calcetto “intimidatorio” rifilato dal ducatista alla moto del rivale. Ma che bei momenti! Dovizioso, poi, a motori spenti e a mente fredda, si è reso conto e ha chiesto scusa. Peccato: se al momento giusto avesse tenuto a mente l’insegnamento del Grande Maestro Civelli tutto questo non sarebbe successo.

L’esempio del Maestro risale a poco più di due mesi fa, e fortunatamente ha già cominciato ad essere imitato. Durante Paris Saint-Germain-Nizza (3-0 il finale) dello scorso aprile l’argentino Renato Civelli, infastidito dalle continue provocazioni di Ibrahimovic, reagì appioppando al fuoriclasse svedese un bel bacio sul collo: dopo un attimo di smarrimento, Ibra si mise a ridere di gusto e la tensione si scaricò nel migliore dei modi. Così si fa, e Neymar – che pure è bel tipetto – sembra averlo capito al volo: il suo bacio a distanza indirizzato all’uruguayano Alvaro Gonzalez a pochi minuti dalla fine di Brasile-Uruguay di Confederations Cup era forse più provocatorio che ironico, questo è vero, ma è sicuramente meglio di un insulto o di un gestaccio. E la regola non vale solo sui campi di calcio: vale ovunque.

Enrico Steidler

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