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Ciao Stefano Borgonovo, grande uomo dentro e fuori dal campo

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"Chi vivw lottando non muore mai" questo lo striscione della Fiesole per Borgonovo

Questo non vuole e non può essere un semplice articolo di sport, perchè quando si parla di campioni, eroi fuori e dentro il campo, come  Stefano Borgonovo ,una lacrima scende.

QUESTO E’ UN UOMO – Capita allora che nella stessa sera per un attimo purtroppo paragoni la classe, il coraggio, l’eroica battaglia di un uomo grande, grande come il suo cuore, alla futilità dei comportamenti dei nostri campioni di oggi, per un attimo è chiaro a tutti che le pettinature bizzarre, gli orecchini, le smorfie e i gossip alla Balotelli si scontrano in maniera così macroscopica con la grandezza umana di un campione come Stefano Borgonovo, un semplice, di poche parole, che era un grande uomo anche prima della malattia, ma che dopo ha dimostrato quello che nessun contratto milionario potrà mai dare: ha dimostrato di essere uomo, uomo con la u maiuscola, uomo che sapeva ridere, sapeva “incazzarsi” con le dichiarazioni di Pessotto che aveva tentato il suicidio, urlando “Io voglio vivere”, con una dignità umana rara, rarissima.

Roberto Baggio e Stefano Borgonovo

LA SLA L’HAI SCONFITTA COMUNQUE – Stefano Borgonovo ha affrontato una malattia che lo aveva privato di tutto ciò che per ognuno di noi è normale, scontato, combattendola senza mai subirla, a muso duro, ma soprattutto ha fatto moltissimo per la ricerca in merito alla SLA, una malattia semisconosciuta ai tempi in cui Stefano ne fu colpito, si è fatto triste ma determinato e caparbio testimonial della volontà di vivere al di sopra di tutto, portando giorno dopo giorno un messaggio di speranza che assume un valore gigantesco e di straordinaria potenza proprio all’interno di un mondo in cui gossip, fidanzate illustri, ingaggi record e arbitraggi discutibili hanno spesso tolto poesia e spensieratezza, ed anche speranza nei valori. Stefano Borgonovo non è un semplice calciatore malato che ci ha lasciato, è l’emblema di una forza, di una umanità che il mondo (e non solo quello del calcio) avrebbero bisogno di recuperare. Per tutto questo, se è vero che in fondo la ragione del passaggio di ognuno di noi su questa terra è fondamentalmente nel messaggio che riusciamo a lasciare, possiamo dire che Stefano, anche se è rimasto meno tra noi, ha vissuto davvero, ha dato una ragione per sè e per gli altri alla sua vita.

Il coraggio e la gioia di vivere pur nella malattia purtroppo non si insegnano, grazie di averci provato con tutti noi.

 Francesca Merz

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