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Cronaca

Ciao Stefano!

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Un'immagine per la festa di Stefano Borgonovo
La coppia B2, Baggio e Borgonovo

La coppia B2, Baggio e Borgonovo

MALATTIA MORTALE – La Sla, abbreviazione di Sclerosi laterale amiotrofica, è una malattia che non lascia scampo e alla quale purtroppo non si è ancora trovato rimedio. Si sospetta possa derivare da fattori genetici o ambientali ed è molto rara, colpisce infatti 2 persone ogni 100.000 in media. La prima descrizione che troviamo di questa malattia è addirittura precedente all’unità d’Italia quando il francese Charcot ne parlò e spiegò i sintomi. Nel caso di molti calciatori, morti per questa malattia si sospetta che la malattia possa derivare da alcune sostanze presenti nei campi da gioco ma nulla è ancora stato accertato.

STEFANO E LA SLA – Ha lottato come un leone, come esempio di forza, dignità, con quel sorriso sempre pronto, sincero, quasi a voler rassicurare chi soffriva per lui. Oggi Stefano Borgonovo non è più tra noi: si è arreso alla SLA, la “Stronza”, come lui la definiva. Nato a Giussano il 17 marzo del 1964, l’ex giocatore di Milan, Fiorentina e Como è stato per tutti un esempio per la forza d’animo con cui ha affrontato la malattia. Tutto il mondo del calcio è in lutto per il calciatore che insieme all’amico Roberto Baggio (nella foto, i due insieme) a Firenze con la maglia viola ha formato per anni la coppia «B2» tanto amata dai tifosi della Fiorentina.

GLI ANNI IN CAMPO –  In carriera fu calciatore di ottimo livello, nella vita è stato un fuoriclasse, per la grandezza con cui ha affrontato la sua malattia, per la voglia di combatterla, dalla quale è nata la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus. , Stefano ha militato anche con le maglie di Milan (coi rossoneri ha vinto una Champions, un’Intercontinentale e una Supercoppa Europea), Sambenedettese, Udinese, Fiorentina, Pescara e Brescia. Nel suo curriculum anche 3 presenze in Nazionale. Nel 2008 la terribile scoperta: la sclerosi laterale amiotrofica, malattia che immobilizza gli arti ma non la sua mente, sempre lucida, sempre capace di mostrare una forza disarmante di fronte alla sua difficile situazione. Oggi la SLA gli ha tolto la vita dopo cinque anni di battaglie, svolte soprattutto tramite la sua fondazione sostenuta anche da molti colleghi scesi in campo negli anni in partite benefiche per lui e nella speranza di trovare una cura alla sua malattia. Una battaglia combattuta avendo sempre a fianco la moglie Chantal e i figli Andrea, Alessandria, Benedetta e Gaia. A loro la redazione di Sportcafe24 si unisce. Addio, Borgo. E grazie per tutto.

Filippo Di Cristina  
Twitter – @Zio.Fil.7

 

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