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Carlos Tevez, il fallimento di Adriano Galliani

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Adriano GallianiPovero Zio Fester. Dopo le notti folli a Bahia in compagnia dell’Apache e dell’alter ego viveur di Ahmadinejad, dopo i voli di Oltremanica diretti al cuore della City of Manchester, l’amministratore delegato del Milan ha dovuto issare bandiera bianca. Il passaggio di Tevez alla Juventus verra’ ricordato come una delle piu’ cocenti disfatte dell’uomo simbolo del mercato nostrano, sverniciato all’ultima curva da una ‘derrapata’ di Beppe Marotta e Fabio Paratici.

L’intoppo nella trattativa tra l’attaccante argentino e il Milan e’ frutto dei primordiali veti imposti da Lady Berlusconi e Papi Silvio alla cessione di El Shaarawy al City (“Non essendo partito nessuno – ha dichiarato Galliani – non potevamo andare avanti nella trattativa. La nostra politica è che non arriva nessuno se non parte nessuno“.).

Per rimediare alla diatriba interna al club di via Turati Galliani ha proposto il Faraone a piu’ pretendenti, senza ricevere pero’ segnali di interesse (Stephan e’ un talento assoluto, ma le sue quotazioni di mercato sono al momento inarrivabili per i club della Serie A). Adesso si e’ aperta una finestra di mercato con la Fiorentina dei Della Valle, ma la proposta e’ fantascientifica: El Sha in cambio di Jovetic, un’ipotesi al momento assurda in virtu’ dell’odio politico-sportivo che intercorre tra i Viola e la dirigenza rossonera.

Ma torniamo al mesto Zio Fester. Il sorriso di plastica mostrato dall’ad rossonero a contorno del Consiglio di Lega di Serie A entra di diritto nella top ten delle 10 facce piu’ strane mostrate da Galliani ai media, come ricorderemo la sua replica al fallimento dichiarato da stampa e giornalai: ” Non voglio essere ripetitivo ma abbiamo cinque attaccanti in rosa che qualitativamente e numericamente sono più che sufficienti. L’argentino – prosegue Galliani – ha detto che la Juventus lo ha voluto più del Milan? Ha ragione Tevez, ma questo perché non è partito nessuno. Ci siamo dovuti tirare indietro perché non è partito nessuno“.

 

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