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Udinese in Champions, il giusto premio per una società esemplare

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UDINE, 14 MAGGIO – Ieri si è concluso il campionato di serie A e le gare dell’ultima giornata hanno emesso i verdetti che ancora non erano stati definiti dai 37 turni già andati in archivio. Tra le questioni ancora aperte c’era anche quella dell’assegnazione del terzo posto, l’ultimo utile per la qualificazione alla prossima Champions League, che alla fine se lo è aggiudicato l’Udinese grazie alla vittoria ottenuta sul campo del Catania per 2 – 0. Un grande risultato quello ottenuto dai bianconeri friulani che a distanza di 12 mesi acquisiscono nuovamente il diritto a partecipare alla massima competizione europea per squadre di club al termine di un campionato che alla vigilia non li vedeva di certo tra i possibili protagonisti.

LA CAMPAGNA ACQUISTI DELL’ESTATE 2011 – Come detto prima dell’inizio di questa stagione pochi addetti ai lavori avrebbero pronosticato un campionato di vertice per gli uomini di Francesco Guidolin. Nonostante il quarto posto dello scorso anno che garantiva già allora l’accesso ai preeliminari di Champions la campagna acquisti 2011 dell’Udinese era stata improntata soprattutto sulle cessioni dei pezzi pregiati che si erano messi in evidenza nel corso della passata stagione. Erano quindi partiti Zapata, passato al Villareal in Spagna, Inler, approdato all’ambizioso Napoli di Walter Mazzarri, e soprattutto Alexis Sanchez, cercato da tutte le big del vecchio continente e acquistato poi dal Barcellona di Pep Guardiola. Gli acquisti sembravano delle scommesse o quasi e venivano ritenuti non all’altezza di sostituire i partenti e si pensava che l’organico dei bianconeri si fosse notevolmente indebolito. Nomi come Danilo in difesa e Torje in attacco non scatenavano certo la fantasia dei tifosi dell’Udinese che avevano anche una certa preoccupazione per quello che poteva essere il rendimento della loro squadra.

I MERITI DEI GIOCATORI – E invece ancora una volta il gruppo a disposizione di Francesco Guidolin si è dimostrato assolutamente all’altezza essendo in grado addirittura di migliorare di una posizione il quarto posto ottenuto al termine dello scorso campionato. Ancora una volta determinante è risultato Toto Di Natale che alla soglia delle 35 primavere ha realizzato 23 reti risultando ancora una volta uno dei migliori cecchini del campionato. Il capitano friulano ha segnato in tutti i modi, su rigore, su punizione, di rapina, di testa, con tiri dal limite ed ha capitalizzato al meglio il lavoro di una squadra che ha nuovamente messo in evidenza pezzi pregiati da mettere all’asta nella prossima sessione di calcio mercato estivo. Accanto alla punta di origine campana da segnalare l’ennesima grande stagione del portiere Samir Handanovic, ormai diventato uno dei migliori numeri uno non solo d’Italia ma dell’intero continente europeo. L’estremo difensore sloveno ha attirato su di se le attenzioni di Sir Alex Ferguson che sta valutando se portarlo a Manchester sponda United a dimostrazione della classe e del valore raggiunti dal portiere dell’Udinese. Oltre a quello di Handanovic anche nomi come quelli dei difensori Pablo Armero e Medhi Benatia e dei centrocampisti Kwadwo Asamoah e Mauricio Isla sono sui taccuini dei dirigenti di tutte le grandi del calcio europeo e molto probabilmente faranno il salto di qualità trasferendosi in qualche compagine in grado di garantire loro maggiori possibilità di successo. Degna di nota è anche stata la stagione dei difensori Dusan Basta e Danilo Larangeira, del centrocampista Giampiero Pinzi e degli attaccanti Diego Fabbrini e Gabriel Torje, giovani prospetti con il futuro assicurato.

LA SOCIETA’ E LO STAFF TECNICO – Grandi meriti dei successi ottenuti nelle ultime stagioni dall’Udinese vanno alla società e allo staff tecnico. La filosofia che caratterizza la società friulana, gestita con sapienza e maestria dal patron Giampaolo Pozzo dall’ormai lontano 1986, è quella di acquistare illustri sconosciuti, valorizzarli e poi venderli a peso d’oro una volta dimostrate nel corso degli anni le loro qualità. Tutto questo è reso possibile dal lavoro quotidiano di scouting portato avanti da un pool di persone, coordinato da Andrea Carnevale, che visiona dal vivo e in DVD centinaia di partite con migliaia di giocatori coinvolti allo scopo di individuare prima delle altre società i giovani talenti su cui puntare. Sono così scandagliati i campionati di tutto il mondo e spesso i giocatori acquistati non vengono portati subito in Friuli ma fatti maturare nelle società satellite tra cui spicca il Granada che nella stagione in corso ha partecipato alla Liga spagnola riuscendo a salvarsi per un solo punto di vantaggio nei confronti del Villareal. Grande importanza riveste poi lo staff tecnico della società bianconera che ha trovato in Francesco Guidolin la guida ideale in grado di coniugare al meglio i risultati con la maturazione tecnica e personale dei giocatori a sua disposizione. Il tecnico veneto nel corso di questi anni ha ricevuto più di una proposta da altre squadre ma ha sempre preferito restare a Udine in un contesto che lo apprezza tantissimo e che è in grado di valorizzare al meglio le sue doti di tecnico.

L’Udinese rappresenta quindi un esempio di come sia possibile ottenere ottimi risultati senza avere grandi risorse economiche, lavorando con impegno, serietà e competenza. Nella prossima campagna trasferimenti assiteremo probabilmente ad altre illustri cessioni che andranno a rimpinguare le casse dei friulani e saranno compensate da acquisti a basso costo ma di grandi prospettive per poter così consentire a Di Natale e compagni di continuare ad occupare le posizioni di vertice del calcio italiano.

a cura di Mauro Leone

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One Response to Udinese in Champions, il giusto premio per una società esemplare

  1. Federico 14 maggio 2012 at 17:50

    Un esempio che hai cosiddetti "Top Club" non va affatto a genio come dimostrano i commenti contro l'Udinese di tanti pseudo-tifosi italioti!

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