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Formula 1

F1, Ecclestone minaccia Monza: il GP d’Italia rischia il taglio

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Dopo 83 edizioni l’Italia rischia di perdere il suo Gran Premio di Formula Uno, appuntamento storico per milioni di appassionati di motori in tutto il mondo. Come riportato dal settimanale Panorama in edicola da domani in un’intervista esclusiva, il grande capo del circus, Bernie Ecclestone, getta nubi sul futuro della Formula Uno a Monza, circuito che ha ospitato ben 77 edizioni del GP d’Italia. Parole preoccupanti quelle del patron inglese che preannuncia settimane calde sul fronte del rinnovo della licenza: “Se dovessimo rinunciare a Monza, e dico se, perche’ nessuna decisione e’ stata presa, sarebbe solo per motivi economici. Certo la qualita’ del circuito e l’organizzazione potrebbero essere migliori ma non e’ quello il punto cruciale”.

INTERESSI ECONOMICI – Non è certo la prima volta che l’autodromo di Monza rischia di perdere la possibilità di ospitare il suo Gran Premio e, come spesso accade, alla base ci sono motivi economici e gestionali, nonostante il contratto che lega la Formula Uno al circuito brianzolo scada nel 2016. Già negli scorsi anni si era parlato di spostare l’appuntamento italiano in un circuito cittadino a Roma, ipotesi poi sfumata ma chiaro sintomo di come Ecclestone e il management monzese non siano in grandi rapporti: non è un mistero che le strutture e l’organizzazione del Gran Premio d’Italia non siano rimaste al passo coi tempi e, per un paladino dello sviluppo e della comunicazione globale come il boss della F1, è un fattore che non può essere trascurato in sede di scelta e composizione del calendario.

NUOVE FRONTIERE – Certo rimane il dubbio sulle vere strategie di Ecclestone anche guardando alle sue mosse mediatiche che stanno portando il mondo F1 in lidi sempre più esotici. La continua ricerca di nuovi mercati e le nuove potenze economiche asiatiche che ambiscono ad ospitare futuri GP sui loro scintillanti circuiti, sono indizi ben chiari su come il movimento automobilistico più famoso del mondo si stia spingendo verso nuove frontiere, mettendo a rischio gare storiche ma sicuramente con meno appeal dal punto di visto economico. Così, dopo aver perso per gli stessi motivi negli anni gare su circuiti storici come Magny-Cours (FRA), Zeltweg (AUS) e il Nurburgring (GER), rischiamo ora di doverci dimenticare di un’altra pietra miliare della storia dell’automobilismo italiano ed internazionale, palcoscenico di epiche sfide e campioni indimenticati. Seguiremo con attenzione e speranza l’evolversi della vicenda nelle prossime settimane, con la convinzione che per Bernie Ecclestone tenga in considerazione sia gli aspetti economici ma anche quelli “sentimentali”, base fondante dello sport e dei suoi tifosi.

Andrea Bonfantini

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