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Calcio Estero

Besiktas e Fenerbahce escluse da competizioni UEFA, Platini non perdona

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Michel Platini, presidente dell'UEFA

Dopo aver perso la faccia un’infinità di volte, l’Uefa la ritrova improvvisamente nella circostanza più favorevole, e la fa feroce, anzi ferocissima, con turchi e rumeni. La commissione disciplinare e di controllo (CDC) della massima istituzione del calcio europeo, infatti, ha deciso di escludere il Fenerbahce dalle prossime tre competizioni Uefa per le quali si dovesse qualificare (inclusa, quindi, la prossima edizione della Champions, conquistata arrivando secondo in campionato alle spalle del Galatasaray). Identico trattamento (estromissione dall’Europa League 2013-2014), ma solo per un anno, è stato riservato alle Kara kartallar (Aquile nere) del Besiktas: entrambe le squadre di Istanbul pagano il loro coinvolgimento nello scandalo sulle gare truccate che ha infiammato il calcio turco nel 2011. Per il Fenerbahce la squalifica relativa alla terza stagione è stata sospesa per un periodo probatorio di cinque anni. Sub judice anche l’esclusione – per un problema legato ai criteri di ammissione – della Steaua Bucarest (unica squadra, insieme alla Stella Rossa di Belgrado, dell’Europa orientale ad aver vinto la Coppa dei Campioni), che potrà quindi partecipare alla Champions League 2013-2014. Tutte le squadre raggiunte dal provvedimento potranno ricorrere al Tribunale di arbitrato dello Sport (Tas).

UN OCCHIO APERTO E UNO CHIUSO – Sia chiaro: se le responsabilità delle due squadre di Istanbul e della Steaua saranno riconosciute anche dal Tas, la squalifica è da considerarsi sacrosanta. Sono anni, infatti, che un po’ tutti invochiamo maggiore severità nella repressione di coloro che calpestano o aggirano le regole del gioco, e ora che questa (finalmente) è arrivata non è certo il caso di storcere il naso. Ma la legge, per essere rispettata e rispettabile, deve essere uguale per tutti, e il sospetto che all’Uefa essa sia considerata più uguale per alcuni e meno per altri non è campato in aria, purtroppo. E’ giusto, si chiedono in molti, che i turchi vengano presi a bastonate per una vicenda di partite truccate e i francesi del Lione, invece – protagonisti due anni or sono di una delle gare più scandalose degli ultimi trent’anni – la passino clamorosamente liscia?

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – Sicuramente molti ricorderanno Dinamo Zagabria-Lione 1-7. Era il dicembre del 2011, e in programma c’era l’ultima partita della fase a gironi della Champions League. Nel gruppo D, dominato dal Real di Josè Mourinho, l’Ajax era secondo con 8 punti (6 gol fatti e 3 subiti), il Lione terzo con 5 (2 e 6) e la Dinamo ultima a 0 (2 e 15). Per qualificarsi agli ottavi i francesi avrebbero dovuto vincere a Zagabria con almeno 5 gol di scarto e sperare che i Lancieri venissero sconfitti in casa dalle Merengues con un passivo di almeno tre reti. Mission impossible, almeno in teoria. Ma in pratica, invece, il sogno diventò realtà: dopo il primo tempo, finito sul risultato di 1 a 1, il Lione dilagò nella ripresa e mise a segno 6 reti in 31 minuti, roba da record, e la partita finì nell’occhio del ciclone (risultato a parte) per l’occhiolino di intesa rivolto dal croato Vida all’attaccante francese Gomis come a dire “tranquillo, ora sulla torta ci mettiamo pure la ciliegina…”. Lo stesso Gomis, di lì a poco, e poi Briand fissarono il punteggio sul definitivo 7 a 1 per la squadra transalpina.

platini fair play finanziario

Platini

OUI, JE SUIS MICHEL PLATINI – E non è finita qui. Mentre a Zagabria si consumava il fattaccio, ad Amsterdam il fischietto portoghese Manuel De Sousa annullava due gol regolarissimi ai padroni di casa sul risultato di 1 a 0 per il Real. Il match si chiuse 3 a 0 – guarda caso – per i Blancos e Frank De Boer, allenatore dell’Ajax, commentò l’operato dell’arbitro lusitano con parole di fuoco: “Questo è uno scenario che non avremmo potuto immaginare nemmeno nei nostri incubi peggiori”. Tutta l’Europa gridò allo scandalo e le immagini dell’occhiolino di Vida fecero il giro del mondo, ma il presidente dell’Uefa Michel Platini non ci trovò “nulla di anomalo” e si lasciò andare a dichiarazioni francamente imbarazzanti: “Rispetto quanto succede sul campo di gioco” – un po’ meno se questo è in Turchia, evidentemente, ndr – “È normale che la stampa si interroghi ma, se c’erano dei dubbi, questi sono stati subito dissipati (??). Io credo nell’integrità di chi partecipa alle competizioni”.

La Dinamo Zagabria” – aggiunse poi Platini fra il serio e il faceto – “non ha una buona difesa”. Già, ma quella di Roi Michel è anche peggio.

Enrico Steidler

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