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Balotelli lascia il Brasile, per la Confederations Cup serve un’impresa

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Italia Mondiale

L'Italia nei piedi di Pirlo dopo l'addio di BalotelliSiamo nelle mani, ma sarebbe meglio dire nei piedi, di Andrea Pirlo. L’Italia che insegue la prima Confederations Cup della sua storia dovrà fare a meno di uno dei suoi due alieni, nella semifinale con quella Spagna che di alieni ne ha ben più di due. Mario Balotelli infatti lascia il Brasile: dovrà curarsi in Italia, troppo alto il rischio di perdere il preliminare di Champions League. Va via controvoglia Balo, che non vedeva l’ora di giocarsi la rivincita con le Furie Rosse. Ma non c’era modo di trattenerlo e non sarebbe stato nemmeno saggio farlo, dato che comunque, al massimo, avrebbe dovuto sperare di giocarsi la finale al 30% della condizione e col rischio complicazioni dietro l’angolo. L’Italia, senza il suo campione più discusso ma forse più imprescindibile dopo Pirlo, con la Spagna sarà chiamata all’impresa. E la presenza di The Italian Maestro dopo domani non è nemmeno cosi scontata, dato che anche lui sta smaltendo un infortunio. Andiamo bene…

CONFEDERATIONS CUP, ALTROCHE’ TORNEINO DA 4 SOLDI – Intanto, in attesa di saperne di più su quale sarà la formazione di giovedi, chiariamo un paio di cose sulla Confederations Cup. Non è il torneo del rione, come qualcuno erratamente pensa. E’ una coppa che – per quanto il prestigio sia ovviamente inferiore ad Europei e Mondiali – sarebbe importantissima per l’Italia. Anzitutto perchè gli azzurri potrebbero fare poker: dopo Olimpiadi, Mondiali ed Europei manca infatti soltanto la C.Cup per far si che la nostra Nazionale arrivi all’en plein. In più, il montepremi è bello corposo: chi vince si porta a casa oltre 4 milioni di dollari. Davvero niente male.

LE FURIE AZZURRE – L’Italia, però, per raggiungere quel premio dovrà fare qualcosa di sensazionale. Gli exploit azzurri non sono ovviamente una novità: in ogni competizione i nostri partono sfavoriti, poi in qualche modo – salvo rare eccezioni – arrivano sempre in fondo o quasi. Per battere le Furie Rosse serviranno le Furie Azzurre: sul piano tecnico inutile giocarsela perchè loro sono evidentemente superiori, bisognerà combattere sul piano dell’agonismo e dell’intelligenza tattica. A centrocampo loro hanno Xavi e Iniesta, ma noi non ce la caviamo male se giocano insieme Pirlo e De Rossi (entrambi assenti col Brasile, ed i risultati li abbiamo visti tutti). Davanti non ci sarà SuperMario, potrebbe essere l’occasione di riscatto per Gilardino o la prova di maturità per El Shaarawy: il ballottaggio è tra loro due, di fianco all’ormai inamovibile Giaccherini che si è strameritato il posto da titolare smentendo anche i più scettici. Sarà necessaria una grande Italia, Prandelli dovrà tirar fuori una sinfonia da oscar per battere la Spagna. E se a dirigere l’orchestra ci sarà quel signor direttore che è Andrea Pirlo, allora anche l’impossibile potrebbe trasformarsi in opzione concreta. 

Vincenzo Galdieri 

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