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Palermo, Miccoli nei guai: accusato di estorsione. Ha insultato anche Giovanni Falcone

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Fabrizio Miccoli comincia ad essere davvero nei guai. Dopo essere stato accusato di accesso abusivo a sistema informatico per aver utilizzato quattro schede telefoniche intestate a persone estranee e del tutto ignare, gli investigatori della Dia hanno recapitato al fantasista pugliese un avviso di garanzia riguardante l’ipotesi del reato di estorsione.

RECUPERO CREDITI – Si tratta di una accusa alquanto clamorosa, ma non lo sembra così tanto se si pensa alle passate voci in cui ci si ipotizzavano dei rapporti di Miccoli con persone non proprio “affidabili”. Infatti il capitano del Palermo, avrebbe commissionato al suo amico Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa arrestato a settembre 2011, il recupero di alcune somme dai soci di una discoteca di Isola delle Femmine. Recupero attuato con modi non proprio gentili. Ora il giocatore verrà quindi interrogato come indagato, non più come testimone (ruolo che avrebbe dovuto assumere nel processo per le schede telefoniche).

Giovanni Falcone

Giovanni Falcone

“QUEL FANGO DI FALCONE”“Quel fango di Falcone”. Con queste parole Lauricella e Miccoli appellavano il giudice Falcone, ucciso nel tragico attentato di Capaci. A quanto pare, sono state ritrovate altre intercettazioni ambientali in cui i due apostrofavano il magistrato con parole ancora più irrispettose.

LA RISPOSTA DI MARIA FALCONE – E’ arrivata immediata la risposta della sorella di Giovanni Falcone che si esprime con queste parole: “Non ho aggettivi per qualificare Miccoli, ritengo che non valga la pena spendere una parola. Che una persona dello sport che ha partecipato alle Partite del Cuore, quando dedicava i suoi gol proprio a Falcone e Borsellino, si esprima in quella maniera è inqualificabile. Si vede che preferisce i boss alla legalità. Scarsissima sensibilità: era meglio non partecipare a quelle manifestazioni“. Non si può certo non condividere le parole di Maria, perchè un campione che si definisca tale, dovrebbe esserlo prima fuori e soltanto poi, nel campo.

Roberto Santacroce

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