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Benitez, alle 17 si presenta a Napoli: manager o esorcista?

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Benitez allenatore Napoli

Vamos Rafa, tocca a te. Non aspettiamoci molto, poche parole e molti fatti: a questo ci ha abituato il personaggio, anche nella breve ma vincente esperienza all’Inter. L’anti-napoletanità per eccellenza, tutta logica e karma, poco show-man e molta pacatezza. Ma anche tanti, tanti risultati ed ovunque fra Valencia, Liverpool, Inter ed infine Chelsea. Ora la sfida più difficile, ma anche affascinante: portare all’ombra del Vesuvio il titolo nazionale.

Rafa Benitez, neo allenatore del Milan

Rafa Benitez

CHI, PERCHE’ E COME: L’UOMO DELLA SVOLTA – Cosa può portare Benitez che Mazzarri non aveva? Cosa ha in più del livornese capace di un autentico miracolo in quel di Napoli? Che rischi comporta, tale scelta? Nessuno, apparentemente. Perchè lo spagnolo è tecnico di successo, lo dice il palmares e la sua storia sin dalle origini. Miracoli, una parola adattissima anche al neo-tecnico partenopeo: perché vincere la Liga col Valencia ne vale 10 con Barça o Real Madrid. Per non parlare della rimonta-Champions più clamorosa nella storia del calcio, con un Liverpool certo non invincibile capace di superare il Milan di Stam, Nesta, Cafu, Maldini, Pirlo, Seedorf Crespo e Sheva. Pochi mesi all’Inter, ed eccolo Campione del Mondo oltre ad una supercoppa italiana, in un ambiente ostile, ritrovatosi con il rivale in casa dopo l’addio di papà-Mou. E poi al Chelsea, vale doppio: ancora nell’ombra dello Special indimenticato, e di un altro affezionatissimo dei blues, quel Roberto Di Matteo fresco di Champions League ed esonerato a novembre. Clima ostile, striscioni e fischi quotidiani: alla fine porterà il Chelsea in Champions League e a vincere l’Europa League, con la possibilità di disputare la Supercoppa Europea. Ecco cosa ha in più, perché non ci sono controindicazioni: curriculum europeo, mentalità vincente, esperienza internazionale e carisma da vendere. Napoli compenserà con il solito calore ed entusiasmo che lo contraddistingue, contagiando anche lo spagnolo fino a creare un mix letale per gli avversari.

Disciplina e sagacia tattica, chiarezza nei metodi ed ordine mentale: le idee sono precise, gli uomini sui quali puntare anche. Con o senza Cavani: ha vinto una Champions League con Baros in attacco, anche Calaiò sarebbe un salto di qualità a confronto. E poi c’è quella voglia di rivalsa, l’orgoglio tipico dei vincenti: l’esperienza all’Inter lo ha segnato, la meno positiva seppur vincente di una carriera vissuta nell’ombra e senza acuti.

Ma da numero uno, e di venerdi alle 17 si presenta a Napoli: per sfatare anche l’ultimo tabù. Il più arduo, nella città della scaramanzia.

Orazio Rotunno

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