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Le pagelle di Italia-Giappone 4-3: Giak si gira, svolta Giovinco

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Gigi Buffon; sempre ottime le sue pagelle, ma stasera era impossibile più di 6

 

Italia che vince col carattere, più che con la tecnica. Giaccherini è l’emblema della nuova Nazionale, ma che spettacolo Giovinco e De Rossi; di seguito le pagelle.

BUFFON 6 – Subisce 3 gol nella partita più pazza degli ultimi 30 anni in nazionale. Incolpevole in occasione del rigore, ma il fischietto argentino vede l’impossibile. Ci mette un paio di pezze quando la difesa italica balla. Per il resto, lo salvano pali, traverse e imprecisione nipponica. Lui ha il merito – da capitano – di non lasciare la nave mentre stava affondando.

DE SCIGLIO 6 –  Prova sufficiente per il giovanissimo terzino di proprietà del Milan. Contro avversari davvero indemoniati, il classe 1992 non perde mai la concentrazione. In difesa contiene davvero bene, in avanti si propone spesso e volentieri a supporto della manovra. Non a caso, dalla sua parte il Giappone non riesce a sfondare come vorrebbe.

CHIELLINI 5 – Sbanda (e non poco) anche lui, che di esperienza ne ha da vendere. Comico il suo intervento in occasione del gol di Kagawa, poi pian piano si riscuote. Sale in cattedra solo nel finale, e probabilmente anche lui è in debito d’ossigeno dopo l’ottima stagione alla Juve.

BARZAGLI 5,5 – Certamente meglio dell’ultima uscita. Nonostante gli avversari siano veloci e funambolici – a tratti imprendibili -, lui mantiene alta la concentrazione, sbagliando quanto meno possibile. Soffre Maeda e Okazaki, ma stringe i denti nel finale.

MAGGIO 4 – Contro il Giappone l’esterno del Napoli è davvero imbarazzante. Dalla sua parte Nagatomo e compagnia sembrano fenomenali. Viene saltato sistematicamente, senza riuscire ad opporre resistenza. Non si fa mai vedere in avanti, e Prandelli preferisce sostituirlo. Non a caso è il peggiore nelle pagelle insieme ad Aquilani.

ABATE 6 –  Molto, molto meglio del suo collega di reparto. Stringe maggiormente, ricucendo la difesa italiana anche quando i nipponici attaccavano a testa basta sovrapponendosi a velocità elevata. Attento e coraggioso al punto giusto, quando entra lui l’Italia corre meno pericoli.

DE ROSSI 6,5 – Soffre tremendamente il caldo brasiliano, ma sa stringere i denti. Nel momento in cui tutto sembrava perso, la sua incornata è vincente e sprona i suoi compagni. Lotta come un leone a centrocampo, ma sbaglia troppo nel primo tempo e nei momenti topici. Non avrà i piedi sopraffini dei suoi compagni, ma quando apre il compasso riesce a disegnare buone trame. Spettacolare il passaggio col quale innesca Marchisio-Giovinco per il 4-3. Contro il Brasile per lui un riposo forzato, tornerà a ruggire in semifinale.

PIRLO 5,5 –  Anche per lui una partita non eccezionale, ben al di sotto delle aspettative. Imbrigliato dalla gabbia nipponica ben orchestrata da Zaccheroni, il metronomo italiano è spesso impreciso e troppo macchinoso. Perde qualche palla di troppo, esponendo i suoi compagni a qualche contropiede pericoloso. Probabilmente avrebbe bisogno di riposare, ma per Prandelli è indispensabile.

MONTOLIVO 5 –  Gioca da mezzala, ma il regista del Milan è evidentemente in difficoltà in un ruolo non suo. Soffre quando deve sistematicamente raddoppiare sui nipponici “furiosi”. Lo “tormenta” la tecnica di Honda e Kagawa, forse più del dovuto, ma si riscuote gradualmente compiendo diversi interventi preziosi. 

AQUILANI 4- Paurosamente impalpabile in campo. Non si fa mai vedere, è troppo lento, e non da mai aiuto alla fase propositiva. Evidentemente il ct Prandelli aveva altro in testa, ma fa bene a cambiarlo dopo 30 minuti.Non a caso è il peggiore nelle pagelle insieme a Maggio.

GIOVINCO 7 – Entra la “formica atomica” ed è lui a cambiare volto all’Italia. La sua fantasia supporta a dovere Balotelli. Il trequartista della Juventus ci mette cuore e tecnica per riportare a galla l’Italia. Non a caso il gol del 4-3 porta la sua firma, ma prima della rete decisiva ci aveva provato con coraggio in altre occasioni.

GIACCHERINI 6,5 – Più forte delle critiche, più forte delle invidie, più forte di tutto. Dimostra di meritare la maglia italiana con una seconda parte di gara da favola. È lui a prendere per mano l’Italia e a tirarla su quando serve. La rete del 2-2 nasce dalla sua tenacia. Alle spalle di Balotelli produce tanta quantità, qualche volta è impreciso, ma la sua prestazione è da applausi. Torna anche in difesa a fare “legna” con umiltà e spirito di sacrificio davvero invidiabili. E’ tra i calciatori più criticati, ma le sue pagelle vanno sempre oltre la sufficienza

MARCHISIO 6 – Buona la seconda per il “principino” juventino. Contro il Giappone si esprime meglio rispetto al match contro il Messico, proponendosi bene in fase offensiva e ripiegando in caso di necessità. È il più lesto di tutti in occasione del 4-3. Serve in maniera precisa e deliziosa il compagno Giovinco, a cui spetta solo il compito di spingere la palla in rete.

BALOTELLI 7 – Umiltà e classe. Per una volta, il genio lascia la sregolatezza a casa. L’Italia si regge sulle sue spalle, e lui spicca laddove tanti altri topperebbero. Fa respirare bene la squadra quando ne ha l’occasione, pur essendo fin troppo isolato in avanti. Ci prova sempre e comunque SuperMario, la sua progressione a tratti è disarmante. Lotta, ruggisce, si sacrifica per la squadra. Dal dischetto è glaciale, segnando il 19esimo rigore su 19. Sale a 10 gol in azzurro, prima di lui nessun altro aveva segnato tanto a 22 anni.

PRANDELLI 5 – Il primo tempo della “sua” Italia è paragonabile alle partite che settimanalmente si giocano nelle grandi comitive tra scapoli e ammogliati. Disegna una nazionale imbarazzante, con tanti protagonisti fuori ruolo (vedi Giaccherini, Aquilani e Montolivo) e nella prima mezz’ora il Giappone fa quel che vuole. I nipponici fanno bello e cattivo tempo, le scorribande dei samurai di mister Zaccheroni sono lampi per una squadra allo sbando, punita da Kagawa e Honda. Poi arriva la scossa: indovina il cambio Aquilani-Giovinco, striglia a dovere i suoi negli spogliatoi, e la musica cambia. Azzeccati anche gli altri cambi: decide di sostituire al momento opportuno un inguardabile Maggio per Abate e un esausto Giaccherini per Marchisio. Contro il Brasile, però, una prestazione così imbarazzante porterà soltanto imbarcate, e, si sa, contro i carioca nessun capitano potrà salvare la nave dall’affondare.

Enrico Gorgoglione

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