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Campagna abbonamenti Roma 2013/2014, che flop mediatico!

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Campagna abbonamenti RomaL’immagine scelta dalla Roma per promuovere la campagna abbonamenti 2013/2014 a primo impatto sembra un lavoro ben fatto, ma presenta sviste clamorose.

IL MESSAGGIO – “Nessuno ha più fame di noi“. Questa la frase ad effetto scelta dalla Roma per lanciare la campagna abbonamenti per la prossima stagione, ma che vicino all’immagine scelta come sfondo le fa fare brutta figura, perché se da una parte le parole vogliono esaltare la voglia di riscatto, dall’altra la foto sembra quasi voler invogliare a procedere per una via piena di insuccessi. L’immagine infatti ritrae un branco di lupi che si appresta a percorrere un tunnel diretto verso il campo da gioco con la curva giallorossa a fare da cornice.

Secondo Dagospia, sono tre le principali sviste che caratterizzano la campagna abbonamenti della Roma.

LA PRIMA – Nell’antica Roma i lupi e le fiere in generale che scendevano nell’arena erano considerate semplice carne da macello. Non avevano la “statura” che può avere ad esempio il toro che affronta il torero in Spagna. Il lupo si muove in branco, non da solo, e nell’immaginario non e’ un animale fiero e coraggioso, ma al contrario una bestia che vive nell’ombra e che caccia la preda per fame, prendendola alla sprovvista.

LA SECONDA – Quella luce in fondo al tunnel non e’ affatto la luce di una nuova era, ma anzi e’ una trappola. I lupi venivano fatti digiunare e poi attirati verso l’arena dove però non trovavano una facile preda, ma dei gladiatori armati e pronti a scuoiarli per la soddisfazione del pubblico voglioso di sangue.

LA TERZA – Ed infine quella che davvero suona come una leggerezza imperdonabile per lo staff della Roma. Andiamo per gradi: chi, nell’arena dell’antica Roma, deteneva il vero potere? Non certo i lupi, e’ chiaro, ma nemmeno i gladiatori, che erano poco più che schiavi. Si potrebbe dire che il pubblico aveva la sua influenza, certamente. Ma chi davvero aveva il potere assoluto e divino, tanto da poter, con un solo gesto del pollice, decretare la morte o concedere la vita, era l’imperatore, o chi ne rappresentava il potere nelle varie province. E qual e’ il simbolo del potere imperiale, davanti al quale i gladiatori si inchinavano ? Ebbene sì, l’aquila, proprio la stessa che nel 1900 fu scelta per essere lo stemma della Società podistica Lazio, poi diventata S.S. Lazio.

Quindi proprio per questi motivi possiamo capire la scelta dei fondatori della Lazio nel designare come simbolo della prima squadra della capitale l’aquila imperiale.

Sebastiano Mongelli

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5 Comments

5 Comments

  1. Mark

    21 giugno 2013 at 10:27

    cronista LAZIALISSIMO! VERGOGNA!

  2. Martin De la Rocha

    21 giugno 2013 at 13:53

    che articolo imbarazzante

  3. adriano ercolani

    21 giugno 2013 at 17:16

    Da un lato tre argomentazioni fondate, dall’altro insulti fini a sé stessi.

  4. Alessandro Masci

    21 giugno 2013 at 18:06

    Dirigenza della roma1927 state facendo uno splendido lavoro….i lupi so 7!!!!!!!!!!!

  5. Matteo

    5 luglio 2013 at 6:07

    articolo a dir poco imbarazzante… penoso…

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