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L’Italia non è ancora un paese per giovani

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Devis Mangia

Questa sera la Nazionale Under 21 italiana, allenata da Devis Mangia, sfiderà nella finale dell’Europeo di categoria la Spagna.

Sconfiggere le Furie Rosse non sarà facile ma, comunque andrà, gli azzurri non potranno che ritenersi soddisfatti per il percorso fatto.

UN GRANDE GRUPPO – L’Italia è infatti arrivata all’atto finale di Gerusalemme dopo aver superato squadre ostiche come Olanda e Inghilterra, raggiungendo un risultato che mancava dal 2004.

Il gruppo costruito da Mangia, e prima di lui da Ciro Ferrara, è importante e pieno di qualità in ogni settore del campo.
Elementi come Verratti, Florenzi, Borini, Insigne e Destro giocano in grandi squadre e hanno già avuto l’onore in più occasioni di vestire la maglia della Nazionale maggiore, proponendosi come innesti utili in vista del Mondiale del prossimo anno

LA SERIE A LI SNOBBA – La maggioranza della rosa è tuttavia costituita da giocatori validi e in alcuni casi molto promettenti che non hanno ancora avuto, o avuto in poche occasioni, la possibilità di calcare il palcoscenico della Serie A,  snobbati dalle squadre di vertice della massima serie.

L’esempio più clamoroso riguarda la difesa titolare, composta interamente da calciatori nati nel vivaio dell’Inter e mandati poi via in prestito in diverse squadre della Cadetteria, puntando invece per la prima squadra su giocatori che in molti casi non hanno reso secondo le aspettative o su molti stranieri.
Talenti come i già citati Borini e Verratti sono sfuggiti dalle mani delle Big del nostro campionato e giocano ora in Premier e Ligue 1.

Julen Lopetegui ct Spagna Under 21

L’ESEMPIO SPAGNOLO – La storia cambia, e tanto, per quanto riguarda il nostro avversario odierno, la Spagna.

La squadra di Julen Lopetegui (si dice che sia il prossimo allenatore della nazionale maggiore per il dopo Del Bosque) ha in organico giocatori che provengono per buona parte da Barcellona e Real Madrid, cresciuti nei settori giovanili e inseriti gradualmente in prima squadra con ottimi risultati, mentre altri sono già protagonisti in grandi club come Malaga e Atletico Madrid.

Stessa cosa vale per l’Olanda semifinalista, che ha presentato una rosa con elementi che giocano quasi tutti nella massima serie, molti dei quali tra le fila di PSV e Ajax.

UNA SCOMMESSA PER IL FUTURO – Gli investimenti sui settori giovanili in Italia sono cresciuti, e tanto, negli ultimi anni, portando in poco tempo ottimi risultati, non ultimo la vittoria nella scorsa stagione della Next Generation Series da parte dell’Inter Primavera.

Manca però ancora un cambio di passo nell’inserimento di questi talenti in prima squadra e una dose di coraggio in più nello scommettere al 100% su di loro, invece che puntare sempre sul talento argentino o brasiliano di turno. I talenti ci sono, basta saperli aspettare e non fargli credere a 20 anni di essere dei fuoriclasse assoluti..

Antonio Casu

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