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Barzagli bradipo, Pirlo re del Maracanà: Top & Flop di Italia-Messico

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Cesare PrandelliBuona la prima e sfatato il tabù Maracana. Vittoria convincente dell’Italia contro il Messico nella prima sfida del girone preliminare di Confederations Cup. Una prestazione di rilievo quella offerta dalla Nazionale che, nonostante uno condizione psicofisica precaria, ha dominato la gara contro i campioni olimpici in riserva di ossigeno causa i tre impegni settimanali nelle qualificazioni ai Mondiali in Brasile.

Ottima la prima mezz’ora disputata dagli uomini di Prandelli: tecnica, intensità e inserimenti dei centrocampisti hanno portato più volte gli azzurri vicinissimi al gol, come testimoniano le occasioni divorate in sequenza due volte da Balotelli e dall’ottimo Giaccherini.
L’unico brivido per la difesa di matrice juventina è stata la traversa scheggiata da Guardado su deviazione plastica di Buffon.

L’Italia passa in vantaggio al 27′ grazie ad una punizione magistrale dipinta dai piedi di Pirlo, che raccoglia la standing ovation del pubblico brasiliano. La partita sembra incanalarsi verso una goleada ma  Barzagli si rende protagonista di uno svarione da terza categoria perdendo palla in area e stendendo platealemnte Giovanni Dos Santos. Dal dischetto Chicharito Hernandez spiazza Buffon. Tutto da rifare

Nella ripresa il Messico passa al 3-5-2 e l’Italia stende a sfondare il fortino issato dal Messico a protezione della difesa. Ma al 78′ Giaccherini serve in no-look Balotelli che con un ‘compasso’ aggira la marcatura di Rodriguez e di forza infila la palla alle spalle di Corona.
Nel finale flebile assalto del Messico che non riesce ad impensierire un serafico Buffon.

FLOP ITALIA-MESSICO

Barzagli ItaliaBarzagli 4.5: rischia di compromettere la discreta prestazione degli azzurri con una serie di giocate incomprensibile. Lento ed impacciato, sembra il lontano parente di quello ammirato dall’altra parte dell’Oceano. Soffre la velocità degli avversari, e contro Dos Santos commette un’ingenuità che poteva costare cara.

Marchisio 5: la brutta copia di se stesso. Il centrocampista della Juventus è uno degli uomini meno in forma, e lo si nota proprio contro il Messico. Difficilmente è al centro dell’azione, e raramente lo si nota. Sembra eclissarsi dalla manovra, dimostrando di soffrire il nuovo ruolo affidatogli da Prandelli. Merita la sostituzione, in attesa di tempi migliori.

TOP ITALIA-MESSICO

De Sciglio 7: se Pirlo è il professore del centrocampo, lui (anagraficamente) potrebbe essere considerato un allievo, ma calcisticamente ha dimostrato di avere una maturità davvero invidiabile. Sulla sua fascia di competenza è protagonista assoluto. Si propone con assiduità, e i compagni lo cercano senza timori. Bene anche in fase difensiva. Per avere 20 anni – non dimentichiamoci che il terzino rossonero è un classe 1992 – la sua diligenza in campo è da standing ovation (o da ola, come preferiscono sicuramente in Brasile).

BalotelliBalotelli 6.5: due volti di un personaggio controverso. Si sacrifica (e non poco) per la squadra. Lotta come un leone contro la non irreprensibile difesa avversaria. Prova in più di un’occasione la conclusione, impensierendo Corona. Ha la maturità di lasciare le punizioni a Pirlo, intuendo che per lui ci sarebbero state altre occasioni. Il “riscatto” arriva in occasione del gol, quando sbugiarda Rodriguez prima di insaccare alle spalle del numero 1 messicano. Ritorna Balotelli quando, dimenticando la regola dei cartellini gialli che tiene in apprensione tutta la truppa azzurra, si fa ammonire per aver tolto la maglia in occasione dell’esultanza. Si notano però passi in avanti notevoli.

IL PROTAGONISTA

Confederations Cup Andrea PirloPirlo 7.5: Ciak, si gira. Va in onda dal Brasile, in prima serata su Rai Uno, il personalissimo show di Andrea Pirlo da Brescia, ribattezzato dai tifosi carioca “Pirlinho”. A centrocampo regala continuamente perle di saggezza e di rara bellezza. Incastona i suoi passaggi come perle in un mosaico perfetto. Quando è in possesso di palla sembra danzare, e difficilmente gli avversari riescono a bloccarlo. Il suo calcio piazzato beffa l’estremo difensore messicano Corona. Vuoi l’aria brasiliana, vuoi il Maracanà, ma una cosa è certa: Pirlo sembra essere tornato quello dei tempi migliori, quello dei tempi in cui veniva soprannominato “Trilli campanellino”.

Enrico Gorgoglione e Massimiliano Riverso

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