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Il mistero dei numeri di maglia

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Ritiro numeri di maglia: Diego Armando Maradona

Ritiro numeri di maglia: Diego Armando Maradona

Negli ultimi giorni si è riaperto il discorso per i numeri di maglia non assegnati. Infatti secondo fonti non autorevoli (poi smentite), il cileno Arturo Vidal avrebbe chiesto la maglia numero 10, che fu di un certo Alessandro Del Piero (non uno qualunque), ai dirigenti della Juventus. Sono tanti nel mondo del calcio e dello sport a domandarsi se sia giusto ritirare il numero oppure no. Sarà davvero giusto procedere in questo modo? Proviamo a far chiarezza su questo complicato discorso.

LA STORIA – Fu la National Basketball Association nei primi anni ’90 a dare luogo a questa tendenza. Nel calcio, il problema non si creò inizialmente poiché i numeri assegnati ai calciatori erano dall’1 all’11, ma quando i numeri di maglia iniziarono ad essere scelti dai giocatori stessi, il problema iniziò ad emergere. Fu il caso del Napoli, che decise di ritirare la numero 10 del “Pibe de oro” Diego Armando Maradona, considerato un Dio in quel del Capoluogo campano, così come la 6 ritirata dal Milan in onore di Franco Baresi, che giocò per i rossoneri dal 1977 al 1997. All’unanimità venne deciso di ritirare, in onore dei giocatori deceduti, i numeri di maglia indossati da loro per l’ultima volta. Il Brescia ritirò il “13″ a Vittorio Mero, morto in un incidente stradale nel 2002; il Chievo Verona ritirò la “31″ del congolese Jason Mayélé, che morì qualche mese più tardi rispetto Mero. In nazionale invece l’Argentina provò a levare la numero 10. Accadde durante il mondiale del 2002 in Corea e Giappone, quando nelle convocazioni la numerazione fu comprensiva di un numero 24 (che escludeva di fatto la 10). Sepp Blatter si impuntò a tal punto da obbligare la Federazione argentina ad assegnare la mitica maglia numero 10, destinatario fu Ariel Ortega quella volta. Anche per le tifoserie, per il ringraziamento del loro supporto negli incontri più importanti, è stato deciso di ritirare un numero. In questo caso viene identificato con il numero “12” e tra le squadre italiane che hanno effettuato quest’operazione troviamo Atalanta, Cesena, Genoa, Lazio, Lecce, Parma e Torino.

IL PENSIERO Decidere di ricordare un calciatore, un compagno di squadra, un idolo per i tifosi con quel numero di maglia è profondamente giusto. E’ così che accade con le persone a cui si vuole bene, lo si ricorda per un particolare che lo contraddistingueva dagli altri. Decidere di ritirare invece certi numeri di maglia per ricordare grandi campioni non è ugualmente giusto. Chiunque da bambino desidera di giocare in grandissimi Club, come Juventus, Roma, Milan o Napoli; ha quindi il diritto di sognare per ereditare quel numero dal proprio campione preferito (la 6 di Baresi e di Aldair, la 10 di Maradona e di Del Piero), ed è un diritto inalienabile di ogni giocatore sognare di possedere quel numero di maglia. Non lo si chiede a gran voce, ma lo si conquista con le prestazioni, con il sudore e con le giocate che facciano felici i tifosi. Perché a questi giocatori troppo strapagati, gli si chiede semplicemente questo: giocare a calcio per regalare delle emozioni che nessun altro sport sa regalare.

Mirko Di Natale

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