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Confederations Cup 2013: l’Italia vuole dire la propria

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Confederations Cup: l'Italia di Andrea Pirlo

Confederations Cup: l’Italia di Andrea Pirlo

La seconda partecipazione consecutiva in Confederations Cup (la prima da Campioni del Mondo) rappresenta per l’Italia ed il Commissario Tecnico Cesare Prandelli, un invito a preparare al meglio il mondiale dell’anno prossimo in Brasile.

CI VOGLIAM PROVARE – Allenare la Nazionale italiana in una Nazione in cui il calcio è tutto è un compito arduo e difficile. Cesare Prandelli lo ha sperimentato sulla propria pelle, soddisfacendo però fino a questo momento dei buonissimi risultati. Chiamato a ricostruire la squadra dopo il tracollo di Sud Africa 2010, quando l’Italia venne eliminata al primo turno del Mondiale, fu subito molto chiaro e preciso con le proprie scelte. I primi ad essere convocati e a far parte del suo progetto furono Antonio Cassano e Mario Balotelli, chiamando poi tantissimi giocatori che invece nella precedente gestione non trovarono molto spazio. Fu così che all’Europeo 2012 disputato in Polonia ed Ucraina, l’Italia arrivò a sorpresa in finale (eliminando tra l’altro Inghilterra e Germania nei turni precedenti) ponendo poi le armi allo strapotere spagnolo, che ci annientò in finale con un perentorio 4-0. Con la qualificazione quasi in tasca alla prossima Coppa del Mondo, il c.t. può provare a fare degli esperimenti nel luogo in cui si terrà la manifestazione il prossimo anno, sfruttando poi i tanti calciatori componenti dell’attuale Under 21 che stanno facendo benissimo in Israele.

LA ROSA – Rispetto al passato, non ci sono più nomi altisonanti a comporre la rosa della nostra nazionale. Il progetto crede tantissimo nei giovani e ne è una prova la presenza dei tre milanisti al di sotto dei ventitré anni di età: Mario Balotelli (22 anni), Mattia De Sciglio e Stephen El Shaarawy (20 anni). Di Germania 2006 sono rimasti solo in 4 (Gianluigi Buffon, Andrea Barzagli, Daniele De Rossi e Andrea Pirlo); quest’ultimo è la stella di una squadra fondata su un gruppo solidissimo che, grazie alla cooperazione di tutti insieme, può raggiungere risultati importantissimi e giocarsela contro le migliori (il pareggio in amichevole con il Brasile ne è una riprova). Sotto quest’aspetto la nazionale italiana può essere paragonata alla Juventus di Antonio Conte, per la coesione del collettivo e la capacità di ottenere grandissimi risultati quando è sotto pressione.

PUNTI DEBOLI – Prendere sotto gamba l’avversario e giocare non mettendo il massimo in se stessi, è uno dei punti deboli dell’Italia di Prandelli. L’assurdo pareggio contro Haiti ne è una dimostrazione chiara e netta di questo concetto, ma per trovare altri esempi potremo tranquillamente ricordare le amichevoli disputate contro squadre inferiori (Russia, Stati Uniti ed Irlanda), tutte perse abbastanza ingenuamente. C’è da riscattare l’ultima deludente partecipazione alla manifestazione, frutto del magro bottino di una vittoria all’esordio con gli Usa e le due sconfitte nelle due partite successive, con Egitto e Brasile.

ECCO LA ROSA DEI 23 CONVOCATI DA CESARE PRANDELLI:

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Federico Marchetti (Lazio), Salvatore Sirigu (Paris Saint-Germain).

Difensori: Ignazio Abate (Milan), Davide Astori (Cagliari), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Mattia De Sciglio (Milan), Christian Maggio (Napoli).

Centrocampisti: Alberto Aquilani (Fiorentina), Antonio Candreva (Lazio), Alessio Cerci (Torino), Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Diamanti (Bologna), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Milan), Andrea Pirlo (Juventus).

Attaccanti: Mario Balotelli (Milan), Stephan El Shaarawy (Milan), Alberto Gilardino (Bologna), Sebastian Giovinco (Juventus).

Mirko Di Natale

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