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Jose Jimenez, el repudio de todos

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Jose Jimenez

Le immagini provenienti dall’Argentina si commentano da sé, e parlano di un uomo che per un gesto spregevole perde in un sol colpo, oltre alla testa, il lavoro e la reputazione.

IL DISGUSTO CORRE SUL WEB – Il prologo della scena è di quelli già visti mille volte sui campi da gioco di tutto il mondo (e che provocano sempre i sorrisi e le risate dei calciatori e del pubblico): un cagnolino fa un’improvvisa (ma pacifica) invasione di campo e corre su e giù inseguendo il pallone nell’attesa di essere preso in braccio o accompagnato con qualche richiamo (e molte carezze) al di fuori del “sacro” suolo. Ma un epilogo come quello al quale hanno assistito (inorriditi prima, inviperiti poi) gli spettatori della partita fra San Juan e Bella Vista è davvero singolare e inaudito: il giocatore del Bella Vista Josè Jimenez, visibilmente spazientito, afferra il cane stringendolo a due mani per il collo e tenta un improbabile lancio verso le gradinate. Rimbalzato sulla griglia di protezione, il cagnolino ritorna rovinosamente in campo, ma si rialza subito e (apparentemente sano e salvo) corre via in cerca di luoghi meno mal frequentati.

Dal pubblico si levano subito urla e invettive nei confronti del giocatore, che prima schiva fortunosamente una bottiglia scagliata dagli spalti e poi viene circondato con fare minaccioso dai giocatori della squadra avversaria, imbufaliti per il suo gesto e desiderosi di vendicare, se non altro a parole, la povera bestiola. I compagni accorrono per difenderlo, ma si vede che il loro intervento è solo “d’ufficio”, e mentre l’arbitro mostra a Jimenez la roja directa – e i poliziotti presenti sul campo si preparano a proteggerlo dalle intemperanze del pubblico – i tifosi di entrambe le squadre gli dedicano una bordata di insulti più assordante dei fischi. “Non so cosa mi sia successo” – le prime parole del frastornato giocatore dopo l’episodio – “non faccio altro che piangere” .

IL PREZZO DELLA FOLLIA – E ne ha motivo Josè Jimenez, che forse in passato aveva accarezzato il sogno di guadagnarsi la notorietà per meriti sportivi e ora, invece, rischia di essere travolto dalla risonanza mediatica provocata dal suo gesto insensato e di rara brutalità. La dirigenza del Bella Vista ha immediatamente rescisso il suo contratto, e da tutto il mondo (Argentina in testa, dove il video è tanto cliccato quanto corredato da insulti) gli piovono addosso le critiche che nessuno augurerebbe neppure al peggior nemico. E nella terra del tango – e dei morti ammazzati negli stadi – molti già si interrogano sul futuro di uno sport ormai così segnato dalle ossessioni collettive e dallo squilibrio dei singoli.

Enrico Steidler

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