Connect with us

Football

L’analisi di Italia-Haiti

Pubblicato

|

Italia rimandata. La figuraccia rimediata ieri con Haiti ha dato a Prandelli poche indicazioni sulla condizione attuale degli azzurri, attesi domenica alla prova della verità contro il Messico nell’esordio della Confederations Cup.

POCHE GIUSTIFICAZIONI – Diverse le scusanti per l’Italia, arrivata da poche ore in Brasile dopo un lungo volo e in campo con le seconde linee, ma l’atteggiamento mostrato non è stato dei migliori. Gli azzurri hanno affrontato la sfida con sufficienza, sottovalutando un avversario carente dal punto tecnico ma a suo agio nel torrido clima di Rio de Janeiro.

PROMOSSI E RIMANDATI – Si sono salvati in pochi, uno tra questi è Emanuele Giaccherini, autore del gol più veloce della storia della Nazionale dopo 19 secondi, e protagonista di una gara attenta e con tanta buona volontà, confermandosi come alternativa utile per gli schemi di Prandelli. Rimandati Astori e Cerci, che avrebbero potuto sfruttare l’amichevole per mettersi in luce e sono stati invece gli anelli deboli della squadra. Il difensore del Cagliari ha regalato un rigore ingenuo sul 2-0 a pochi minuti dalla fine, mentre l’esterno ha giocato una partita svogliata, bel al di sotto degli standard a cui ci ha abituato nel corso dell’ultima stagione.

SI TORNA AL 4-3-1-2 – Da rivedere anche il modulo. L’Italia si è presentata ieri con il 4-3-3, alla ricerca di un’identità tattica in grado di esaltare maggiormente le doti realizzative degli attaccanti, ma, nonostante questo modulo sembri essere il più adatto alle caratteristiche della rosa, non sono arrivati i risultati auspicati. Pochi palloni in area per la punta centrale e gli esterni non sono mai stati particolarmente incisivi, se non in poche occasioni. Con il Messico Prandelli tornerà probabilmente al 4-3-1-2, bocciato dopo il match contro la Rep.Ceca, ma servirà un’Italia diversa, più motivata e concentrata per evitare nuove figuracce.

Antonio Casu

MEDIA PARTNER

Pubblicità

Trending