Vincenzo Galdieri

Juve Scudetto – Il Pagellone di SportCafe24

Juve Scudetto – Il Pagellone di SportCafe24
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TORINO, 11 MAGGIO – Una cavalcata lunga 9 intensi mesi culminata col regalo più bello: lo Scudetto. La Juventus è arrivata al trionfo che aspettava da anni – 6 per la precisione – e lo ha fatto in grande stile, senza perdere nemmeno una partita e giocando un calcio totale, a metà tra il modello Barcellona ed i ritmi forsennati da Premier League. Un titolo meritatissimo, che ripaga i tifosi delle stagioni di sofferenza vissute negli ultimi tempi, tra Serie B e settimi posti. L’artefice dell’impresa è Antonio Conte, colui che assieme ai suoi ragazzi ha riportato il sole nella Torino bianconera dopo anni di buio. Sportcafè24.com ha provato a dare un giudizio complessivo ai vari protagonisti della stagione dei sogni, quella che ha riportato la Vecchia Signora ai vertici del calcio italiano. Tutti, dal primo all’ultimo, hanno contribuito in un modo o nell’altro a questo grande successo. Ecco il nostro pagellone dei Campioni d’Italia 2011\2012:          

BUFFON 8,5 – Signori e signore, riecco a voi il Numero Uno al mondo. Si era perso un po’ per strada complici qualche infortunio di troppo e delle motivazioni che gioco forza stavano diminuendo vista la situazione disastrosa della Juve degli ultimi anni. Il suo periodo buio è coiciso con quello della Vecchia Signora, ed appena i bianconeri sono tornati a dettare legge in Italia anche lui tutt’a un tratto si è ricordato di essere il migliore in assoluto. In completa simbiosi con la società di cui è diventato ormai una bandiera. Saracinesca invalicabile, in mezzo ai pali si è rimesso a fare il mostro e la squadra nel frattempo girava una meraviglia. E’ sceso in B con coraggio, adesso si gode questo Scudetto più di tutti. Titolo dedicato al suo amico Del Piero ed ai vari Nedved, Camoranesi e Trezeguet: quelli che quando la Juve sprofondò – con annesso abbandono della barca da parte dei più – si dimostrarono di un’altra pasta.

CHIELLINI 8 – Gigante in mezzo e sulla fascia, giocatore di statura internazionale. Era giovanissimo ai tempi della debacle post-Calciopoli e non si fece problemi ad accettare la B. Va da se’ che il trionfo assuma colori diversi pure per Re Giorgio, che negli anni è cresciuto e si è forgiato, trasformandosi in uno straordinario elemento dentro e fuori dal campo.

BARZAGLI 8,5 – Monumentale. Ha condotto in porto una stagione eccellente, perno della difesa meno battuta della A. Quando è arrivato a Torino un anno e mezzo fa tutti o quasi pensavano ad un acquisto di ripiego, uno destinato a fare panchina e basta. Invece in bianconero è rinato tornando ai livelli di Palermo: all’epoca lo volevano tutti e se lo accalappiò il Wolfsburg, adesso lo vorrebbero tutti ma è destinato a chiudere la carriera nella Juve tornata grande. Anche grazie a lui.

BONUCCI 7,5 – Voto che è la media tra il 6 del girone d’andata e l’8,5 di quello di ritorno. Il Bonucci svagato del primo anno e mezzo di Juve è già un lontano ricordo. Con Conte si ricorda di essere uno dei talenti emergenti più importanti del panorama nazionale ed arriva forse alla definitiva maturazione. Segna qualche gol importante, ma soprattutto si comporta da leader: precisissimo ed efficace dietro, si trasforma da febbraio in poi in regista difensivo. Quando Pirlo è marcato diventa lui la principale fonte di gioco della Juve perfetta. Davvero tanta roba.

LICHSTEINER 8 – Semplicemente il miglior terzino destro della Serie A, davanti anche al mastodontico Maicon che quest’anno ha vissuto una stagione fatta di tanti bassi e pochissimi alti. Licht invece si è dimostrato forte, fortissimo, ed anche tremendamente concreto. Battezza lo Stadium segnando il primo gol in partite ufficiali della Juventus nel suo nuovo avvenieristico impianto. Poi ne fa un altro, e nemmeno quello è banale perchè consegna di fatto ai bianconeri il titolo d’inverno. Per il resto avanti e indietro, indietro e avanti: instancabile, superlativo. Con Pirlo poi si trova che è una meraviglia: il lancio del Mozart bianconero per l’inserimento dell’orologio svizzero Licht è uno degli schemi chiave della Juve di Conte. In poche parole, straordinario. Alla faccia di chi credeva fosse soltanto un onesto gregario.

DE CEGLIE 7 – In netta crescita rispetto agli anni passati. A 26 anni il giovane De Ceglie capisce che è il momento di dare una svolta alla propria carriera e da eterna promessa si trasforma in godibile realtà. Sempre più sicuro dietro, alla proverbiale corsa aggiunge pure una buona dose di qualità. Adesso arriva il difficile: se l’anno prossimo dovesse confermarsi su questi livelli la Juve avrebbe finalmente trovato il suo esterno sinistro.

PIRLO 9,5 – Musica, maestro. Non ci sono parole per descriverlo. Scaricato dal Milan come un pacco qualunque, alla Juve rinasce e torna sui livelli inverosimili del 2006. Il miglior centrocampista del mondo assieme a Xavi ed Iniesta, l’unico calciatore italiano che giocherebbe titolare nel Barcellona. Tutte le azioni di Madama passano da lui, dai suoi piedi delicati e dal suo cervello superiore. Genio allo stato puro, quando ha la palla tra i piedi hai l’impressione che per lui sbagliare sia impossibile. Si toglie pure lo sfizio di segnare 3 gol, scodella una quantità industriale di assist vincenti. Alla fine vince lo Scudetto e piange in mezzo ai suoi compagni. Dicevano che non poteva fare più la differenza a 32 anni suonati, lui se ne infischia e le suona a tutti. Alieno.

MARCHISIO 8,5 – L’anno della consacrazione. Trascina la sua Juve per lunghi tratti nel girone d’andata e da anatroccolo carino si trasforma una volta per tutte in cigno. Gol a grappoli, grinta da comandante, corsa da maratoneta. Ha sofferto anche lui le pene della B, era giovanissimo ma le ha sofferte eccome. Questo Scudetto è la rivincita sua e di tutti quelli che hanno sempre creduto nel ritorno ad alti livelli della società più titolata d’Italia. Il Principino è finalmente Re.

VIDAL 9 – Un mostro. Quando quest’estate sbarcò a Torino per una dozzina di milioni quasi nessuno si rese conto del colpaccio realizzato dalla società di Corso Galileo Ferraris. In molti pensavano al solito mediano da combattimento senza un briciolo di qualità, uno di quelli che trovi al supermercato. I pochi che lo conoscevano bene invece si resero subito conto dell’affare spaziale realizzato da Paratici e Marotta. Vidal si prende subito la Juve con un gol da cineteca alla prima contro il Parma, poi scivola in panchina in nome di un 4-2-4 che Conte abolisce esclusivamente per lui. Troppo forte per non essere schierato. Talmente forte da costringere il tecnico a rivoluzionare idee tattiche e filosofia di gioco. Nella Juve che corre il triplo degli altri, Re Artù corre il quadruplo pure rispetto ai suoi compagni. E’ l’incubo di ogni avversario, un Davids in versione 2.0 con più qualità rispetto al fortissimo mediano olandese che fece la storia della Juve. Ma oltre a correre e ramazzare, l’ex Leverkusen fa anche tanti assist e tantissimi gol: 7 per la precisione, e tutti di pregevole fattura. La rete al Napoli è una perla, la doppietta con cui stende la Roma un bijiou. Si avvia a diventare uno dei centrocampisti più forti del pianeta. A velocità supersonica.

MATRI 7,5 – Tutti si ricordano di quel girone di ritorno un po’ cosi, ma Matri è anche quello che in inverno ha trascinato la Juve a suon di gol, coronando il tutto con una rete nello scontro diretto col Milan a febbraio e mettendo di fatto la propria firma indelebile sullo Scudetto. Miglior marcatore stagionale con 10 realizzazioni, è stato sicuramente un grande protagonista dell’incredibile stagione che si avvia alla conclusione. E poi un plauso va fatto all’abnegazione ed all’impegno che mette in ogni gara. Perchè Matri è tutto tranne che un bellimbusto da gol e basta.

VUCINIC 8,5 – In una parola, sontuoso. Completamente trasformato da Conte, si dimentica la spocchia a Roma e diventa un grande combattente. Si sacrifica per la squadra, corre come un matto avanti e indietro ed è punto di riferimento costante per i compagni: ciononostante riesce anche a piazzare le sue proverbiali giocate da urlo quasi in ogni partita. Re degli assist in campionato, mette a segno anche gol decisivi: quello all’Inter, ad esempio, ma anche la perla che ha dato il la’ alla rimonta-Scudetto della Juve in quel di Firenze. Cresciuto esponenzialmente nel girone di ritorno, quando spesso e volentieri si è caricato la squadra sulle spalle. Se ieri era genio e sregolatezza, oggi finalmente è genio e basta.

STORARI 6,5 – Grande numero 12, preziosissimo uomo spogliatoio. Quando chiamato in causa non demerita pressochè mai. In genere è seduto vicino a Conte e trasmette grinta e sicurezza ai compagni con continui incitamenti dalla panchina.

MANNINGER 6 – Non gioca mai ma merita almeno la sufficienza per la professionalità dimostrata.

CACERES 7,5 – Acquistone. Nelle grazie dei tifosi c’era già visti i trascorsi bianconeri – giocò nella Juve 2009\2010 – ad entrare in quelle dell’allenatore ci mette pochissimo. Il tempo di arrivare e fa una doppietta in Coppa Italia al Milan, poi in campionato sigla il gol del vantaggio contro l’Inter dimostrando una particolare predilezione per le milanesi. Giocatore eclettico, giovane, determinato e qualitativo: è il futuro della Juve.

GIACCHERINI 7,5 – Una delle scommesse più belle vinte da Conte. Il giorno dell’esordio allo Stadium sembra impaurito, timido, impacciato. Piano piano si scioglie e diventa una brutta gatta da pelare per tutti gli avversari. Scattante, sfuggente, sembra avere energie infinite. Si cala nella realtà Juve con una personalità invidiabile, all’occorrenza fa anche il mediano. Si è guadagnato la riconferma e pure la convocazione agli Europei: davvero uno spettacolo.

MARRONE 6,5 – Il ragazzino promette bene davvero. Conte lo chiama in causa un po’ di volte e lui si inserisce perfettamente nei meccanismi, quasi li conoscesse a memoria. Un’altra bella scoperta.

PADOIN 6,5 – Arriva a gennaio e si ritrova proiettato in un sogno, lui che era abituato ai combattimenti di provincia. Segna alla Fiorentina, dà il cambio ai vari Pirlo, Vidal e Marchisio quando necessario. Duttile e tenace, contribuisce al successo della Juve: ottimo elemento, davvero.

PEPE 8 – Speedy Pepe è stato una delle chiavi dello Scudetto di quest’anno. Parte a tremila sbaragliando la concorrenza di esterni più accreditati quali Krasic ed Elia, nel girone d’andata segna gol a ripetizione e sulla fascia sembra Cristiano Ronaldo. Poi la benzina diminuisce, va in riserva e scivola in panchina, salvo tornare in auge nel gran finale di stagione: la bellissima rete realizzata contro la Lazio e qualche ottima prestazione gli permettono di concludere alla grande un’annata in cui da onesto gregario si è trasformato in inatteso grande protagonista.

ESTIGARRIBIA 7 – Arrivato tra lo scetticismo generale si rivela un acquisto azzeccatissimo. Conte lo fa giocare parecchio e lo “modifica” a suo piacimento: il paraguiano ieri era un esterno bello a vedersi con l’ossessione di saltare l’uomo, oggi è un tornante concreto che quando in forma fa impazzire le difese senza dimenticarsi di coprire la propria fascia di competenza. Segna pure un bel gol al Napoli, tra l’altro. E’ in prestito e verrà riscattato.

ELIA 6 – Qualcuno potrebbe sostenere sia la grande delusione della stagione. La realtà però è che è stato schierato talmente poco che diventa difficile e soprattutto ingeneroso dargli un voto che vada sotto la sufficienza. Le poche volte che scende in campo lascia intravedere grandi doti tecniche ed ottima velocità. Conte però non lo vede perchè non lo ritiene adatto al nuovo progetto tecnico, fatto soprattutto di grande applicazione. Peccato.

KRASIC 6 – Vale lo stesso discorso fatto per Elia, con qualche attenuante in meno ed un gol in più, realizzato alla quarta giornata di campionato. Lo scorso anno aveva fatto faville, in questo non riesce ad adattarsi ai nuovi schemi e diventa cliente fisso della tribuna. Ma anche lui ha messo la firma sullo Scudetto: magari senza quel suo gol ad inizio autunno l’invincibile Juve avrebbe potuto subire la prima sconfitta in campionato già dopo un mese.

QUAGLIARELLA 7 – Si sblocca contro il Novara, dopo 3 mesi di campionato in cui aveva avuto tanti dubbi sulla sua permanenza alla Juve visto lo scarso utilizzo. Conte in realtà lo stava soltanto preservando e con l’incalzare della primavera l’ex Napoli gioca spessissimo. E segna pure. Dopo il grande girone d’andata dell’anno scorso, ecco quello ottimo di ritorno nella stagione dello Scudetto. Il primo obiettivo per il 2012\2013 è quello di acquisire continuità: 1+1 fa 2.

BORRIELLO 7 – Conte insiste tantissimo su di lui, ma SuperMarco non sembra proprio volerne sapere di segnare. Come d’incanto si sveglia a Cesena, in uno dei momenti più difficili della stagione: la Juve non riesce a sbloccarsi, lui entra e risolve tutto. Si ripete a Novara tre giorni dopo e mette anche lui la firma su questo trionfo. Conte stravede per lui, che è in prestito dalla Roma: probabilmente verrà riscattato.

AMAURI ng – Non gioca mai, anche se la firma sullo Scudetto la mette eccome: ceduto alla Fiorentina a gennaio, il suo gol contro il Milan permette il sorpasso della Juve sui rossoneri.

IAQUINTA ng – Tra esclusioni ed infortuni, non scende in campo un minuto. Va al Cesena ed i romagnoli retrocedono: davvero una stagione no.

TONI ng – Apprezzato dai compagni per la grande professionalità, non scende mai in campo ed a gennaio emigra in Arabia. Gli rimane la soddisfazione per avere segnato il primo gol allo Juventus Stadium in amichevole contro il Notts County.

PAZIENZA ng – Soltanto spiccioli per l’ex Napoli, a gennaio passa all’Udinese.

DEL PIERO 10 – Il voto è simbolico, ma nemmeno troppo. Del Piero merita dieci perchè il dieci è stato il suo numero di maglia per 19 anni, merita 10 per la sua professionalità, per la sua educazione, per la sua classe dentro e fuori dal campo. Merita 10 per essere sceso in Serie B da Campione del mondo e per aver accettato in silenzio le innumerevoli panchine nell’anno dello Scudetto. Ma oltre che per una sorta di tributo al più grande Campione della storia della Juve che forse si avvia a concludere la propria storia d’amore con Madama, il voto 10 è anche per il giocatore che è oggi e non esclusivamente per quello che è stato. Soltanto gol d’autore, ma tutti decisivi: quelli a Roma e Milan in Coppa Italia sono bellissimi, ma adesso stiamo parlando dello Scudetto. Nessun problema, perchè Ale ha inciso anche nella vittoria del titolo: segnando da fenomeno il 2-0 all’Inter con un inserimento degno di un 25enne, innanzitutto. E poi quella punizione sublime alla Lazio: era il minuto 84 e la Juve pareggiava, col Milan pronto al sorpasso decisivo e gli uomini di Conte sempre più nervosi dopo una gara dominata ma che stava portando soltanto un misero punticino in saccoccia. Il capitano ha tranquillizzato tutti, riportando in vantaggio i suoi e sfoderando per l’ennesima volta la linguaccia più bella del mondo. In sostanza, Del Piero ha fatto il gol Scudetto. Come si può permettere che uno cosi non concluda la carriera con la maglia dei suoi sogni?

CONTE 12 – Mitico. Torna lui, torna la Juve: quella vera. Come in una favola. Non si lascia andare mai a proclami senza senso, non pronuncia la parola Scudetto nemmeno quando sa di avere la vittoria in tasca. Restituisce credibilità ad una società che stava lentamente perdendo la propria identità, la propria mentalità vincente. Plasma la squadra a propria immagine e somiglianza: cinica, cattiva, concreta, determinata all’inverosimile. E poi il Bell’Antonio rende bellissima la Vecchia Signora: vince sfoggiando il gioco esteticamente più interessante della Serie A e non perde mai una partita. Intelligentissimo perchè cambia uomini e moduli a seconda delle situazioni: lo tacciavano di essere integralista, si dimostra invece un autentico camaleonte della panchina. I giocatori lo seguono come se fosse un guru. Fa sentire tutti importanti: con lui al timone i suoi ragazzi remano nella medesima direzione ed i risultati arrivano con una naturalezza disarmante. Non è casuale il fatto che abbiano segnato 20 giocatori di movimento su 23 a disposizione, non è casuale il fatto che la Juve dal giorno dell’arrivo di Conte non conosca la parola “sconfitta”. La sua squadra verrà ricordata come la Juventus degli invincibili. Stramerita questo Scudetto, stramerita gli attestati di stima di mezzo mondo. E’ già nella storia della Juve, se riuscisse a confermarsi anche l’anno prossimo su questi livelli entrerebbe di diritto nella leggenda.

Vincenzo Galdieri

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One Response to Juve Scudetto – Il Pagellone di SportCafe24

  1. Nicolò Bonazz 14 maggio 2012 at 17:06

    Vincenzo sei un grande, un pagellone che rispecchia la situazione per come si è svolta!!! 🙂

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