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Primavera, Lazio campione d’Italia: 3-0 all’Atalanta

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La Lazio Primavera festeggia lo scudetto

Ieri sera alle 21:00 al Pietro Barbetti di Gubbio è andata in scena la Finale Campionato Primavera tra Lazio e Atalanta. Gli aquilotti si aggiudicano il titolo di campioni d’Italia grazie ad un netto 3-0 sui bergamaschi.

5° SCUDETTO – Per il secondo anno consecutivo la squadra allenata da Alberto Bollini riesce ad arrivare in finale, quest’anno però l’epilogo è diverso. Lo scorso anno fu l’Inter a non far avverare il sogno biancoceleste, quest’anno invece gli avversari bergamaschi pur vestendo gli stessi colori non hanno potuto far nulla contro una Lazio così compatta e così piena di giocatori di qualità.

Lazio, Danilo Cataldi protagonista della finale PrimaveraLA SINTESI – La Lazio spinge fin dal primo minuto di gioco e Keita al 5′ di gioco si procura un calcio di punizione al limite dell’area di rigore. Sul pallone va deciso Cataldi che sorprende il portiere avversario sul proprio palo con un tiro piazzato finito all’incrocio portando così in vantaggio i biancocelesti. L’Atalanta però non ci sta e si impossessa del centrocampo cercando di imbastire azioni che riescano a perforare la difesa avversaria. La Lazio basa il proprio gioco sulle ripartenze in contropiede e in due occasioni Keita spara alto sopra la traversa. Il secondo tempo comincia con una Lazio più grintosa ed infatti dopo pochi minuti di gioco Tounkara si invola sulla fascia destra mettendo al centro un pallone che Keita in scivolata non riesce a spingere in rete, cosa che fa invece Cataldi inseritosi alle spalle dei difensori avversari. Doppietta dunque per il giovane aquilotto e Lazio che si porta sul 2-0. Bollini vuole chiudere definitivamente il match e chiede ai propri ragazzi di fare un ultimo sforzo.Ci pensa il duo Keita-Tounkara a chiudere il discorso scudetto, uno-due tra i due giocatori di origini senegalesi cresciuti nella cantera del Barcellona e Tounkara, classe 1996, supera il portiere con un semplice tocco rasoterra siglando così il 3-0 in favore dei biancocelesti. L’Atalanta si fa viva soltanto grazie a qualche iniziativa di Mangni che però non riesce mai a presentarsi davanti al portiere, e con Cais che però viene neutralizzato dal portiere avversario Strakosha.

SOTTO GLI OCCHI DI… – Ad assistere alla finale erano presenti Lotito, Tare e il tecnico biancoceleste Vladimir Petkovic. Chissà se uno di questi giovani aquilotti possa approdare in prima squadra nella prossima stagione come fatto da Onazi esattamente un anno fa. Lotito ai microfoni di Sportitalia elogia i ragazzi di Alberto Bollini: “È una vittoria meritata, il coronamento di una stagione importante. La squadra ha sempre dimostrato il suo valore, ha centrato un risultato netto che zittisce chi parlava di Lazio fortunata. Abbiamo tanti giocatori forti e alcuni arriveranno in prima squadra, questo è merito di Tare che segue personalmente la Primavera“.

Il tecnico Alberto Bollini nella conferenza stampa post-gara ha parlato del successo e del suo futuro: “Volevamo questa vittoria, il “concetto maglia”. La Lazio ce l’ha nel DNA. Siamo felicissimi. Tanti mi hanno detto di una rivincita dell’anno scorso, ma forse questa sensazione ce l’hanno avuta più quei 6-7 ragazzi che lo scorso anno hanno perso contro l’Inter. Io invece dico che alla fine di una stagione ce n’è sempre un’altra, da cui ripartire. Quando diciamo che la Lazio è una delle squadre più giovani d’Italia, diciamo la verità, ma è anche una grande mix, composto anche con tanti altri giovani. Vincere uno scudetto è una gioia che ripaga tutti i sacrifici. Oggi ai ragazzi ho detto, “E’ l’ultimo giorno che stiamo insieme”, quindi ho chiesto loro di dare il massimo e quello che hanno fatto stasera, è un nostro marchio di fabbrica. Hanno corso tutti in campo. Questa vittoria me la godo, in una famiglia dove ho la stima di un numero uno. Perchè che si voglia o no, Lotito è un vincente e anche quest’anno lo ha dimostrato. Io nel calcio dei grandi? Ci andrò, ma ora non ci penso“.

Sebastiano Mongelli

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