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Calcio Estero

Iniesta a piedi uniti su Mourinho: “Ha rovinato la Liga”

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Andrèes Iniesta come Kovacic
Xavier Hernández Creus

Xavier Hernández Creus

Quando il gatto non c’è i topi parlano, e schizzano veleno. Lo Special One ha da poco concluso la sua esperienza nella Liga (1 campionato, 1 Coppa del Re, 1 Supercoppa spagnola e 3 semifinali di Champions il suo Palmarès in tre anni alla guida dei Blancos, un bottino forse non “galactico” ma sicuramente di tutto rispetto) per ritornare alla corte di Roman Abramovič, e gli avversari di sempre ne approfittano per entrare a piedi uniti da dietro sull’allenatore di Setùbal, roba da roja directa. “Certo, il tecnico ora al Chelsea ha le sue responsabilità” – scrive la Gazzetta dello Sport – “ma adesso è antipatica, fastidiosa e stucchevole la polemica montata proprio in queste ore: prima Xavi, poi Iniesta giù duri contro Mou. Adesso, prima però tutti muti… Bah”.

XAVI L’«ESTETA» – “Non è possibile che un grande club giochi come il Real Madrid di Josè Mourinho” – sbotta il centrocampista del Barça dalle pagine del Pais – “Non voglio che la gente pensi che attacco sempre Mourinho” – aggiunge, forse consapevole di cosa penserà chiunque leggendo le sue parole – “perché non è mia intenzione, però è evidente che non mi piace il calcio che mostra in campo. Invece mi faceva rabbia vedere giocare così bene il Real dei Galacticos, perché aveva un’idea e un concetto. Zidane, Roberto Carlos… Erano incredibili, dominavano il gioco sotto ogni aspetto. Dovevi arrenderti all’evidenza e ammettere che erano i migliori. Come il Madrid della ‘Quinta del Buitre (“La coorte dell’Avvoltoio”, cioè il quintetto di fuoriclasse – idealmente guidato dall’attaccante Emilio Butragueño – che costituiva l’ossatura del Real vincitore di 5 titoli consecutivi della Liga, dal 1986 al 1990, ndr), altro squadrone, una filosofia di gioco chiara. Invece il Real di Mourinho non ha nulla di tutto ciò e non ha lasciato nulla per il futuro. Noi invece abbiamo vinto, abbiamo perso, abbiamo pareggiato, però sempre seguendo la stessa filosofia di gioco”.

INIESTA IL «VENDICATORE» – “Mourinho è stato dannoso per il calcio spagnolo” – taglia corto Andrés Iniesta, che rincara la dose con poche, pesantissime parole: “In generale ha fatto più male che bene al nostro calcio e alla Liga. Parlano i fatti in merito a questo argomento. In ogni caso” – conclude il fuoriclasse blaugrana – “non ho nessun interesse nel parlare di questo personaggio e, se non vi dispiace, non ne voglio più parlare”. Risentimento di vecchia data, quello nutrito da Iniesta nei confronti di Mou, che risale perlomeno ai tempi della mancata remuntada contro l’Inter nella semifinale di Champions League del 2010 (le parole e gli atteggiamenti dello Special, in quella circostanza, di certo non contribuirono a rasserenare gli animi) e che si è via via approfondito fino a degenerare nel battibecco di un mese fa, quando il giocatore prese le difese di Iker Casillas (il portiere del Real e della nazionale spagnola messo “in castigo” dal tecnico lusitano) innescando una polemica resa infuocata dall’intervento di Josè Antonio Iniesta, padre di Andrés, che venne in soccorso del figlio sparando a zero contro lo Special: Mourinho non conosce il rispetto e la vergogna, cerca sempre la rissa” – tuonò dai microfoni di Radio Marca – “Il Real lo ha sostenuto ma a poco a poco si sta rendendo conto di chi si tratta“.

NON SOLO MOU – Chiuso il capitolo Mourinho con le lusinghiere considerazioni di cui sopra, Iniesta prosegue l’intervista rilasciata al Pais soffermando l’attenzione sull’imminente impegno delle Furie Rosse in Confederations Cup (“Ho l’opportunità di giocare in un torneo che non ho mai affrontato, visto che nel 2009 ero infortunato, in un paese importante per la storia del calcio. Vogliamo vincere, è un trofeo che ancora non abbiamo alzato. Siamo campioni del mondo, abbiamo una responsabilità molto grande e vogliamo assumercela con orgoglio. I problemi tattici? Con il ‘falso nueve’ abbiamo vinto l’Europeo, forse ora siamo obbligati a fare qualcosa di diverso per sorprendere i rivali. In passato ci siamo imposti giocando così, con tanti tocchi e la pazienza. Il nostro obiettivo è la vittoria, con un centravanti puro o senza”) e la conclude dichiarandosi più che soddisfatto della stagione dei blaugrana: “Sono orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare, le complicazioni sorte durante l’anno hanno reso tutto speciale. Non è facile rimanere per mesi senza il proprio allenatore, è una figura imprescindibile. Non siamo peggiorati rispetto al passato, è impossibile vincere la Liga con così tanti punti (100, ndr) e un vantaggio così netto se non fai le cose come dovrebbero essere fatte. Il nostro ciclo non è finito, anche se molta gente lo desidera. Siamo vivi, è un dato di fatto: vogliamo vincere ancora”.

Se poi si vince stando alla larga dalle polemiche da Bar dello Sport, meglio ancora.

Enrico Steidler

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