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The Italian job: Di Matteo, Mancini e Ancelotti. Alla conquista di un “titulo”

The Italian job: Di Matteo, Mancini e Ancelotti. Alla conquista di un “titulo”
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I nostri tecnici tentano di portarsi a casa un "titulo"...

Allenatore del Chelsea

Roberto Di Matteo, tecnico del Chelsea

LONDRA, 11 MAGGIO – Quella che si sta avviando verso la conclusione potrebbe rivelarsi una stagione di grande spolvero per il calcio italiano d’esportazione. Roberto Mancini questa settimana, e Roberto Di Matteo e Carlo Ancelotti la prossima, potrebbero portare a termine il proprio cammino verso il successo mettendo mano sui titoli tanto sparati quanto sofferti nel corso dell’anno.

IL MANCIO ALLA CONQUISTA DELLA PREMIER – Il Manchester City è atteso dall’ultimo tratto. Servirà una vittoria contro il Qpr per assicurarsi la conquista del terzo campionato della propria storia. In Inghilterra non esistono partite facili, come ricordato nelle scorse ore da Sir Alex Ferguson, manager dei diretti rivali dello United, e la sfida casalinga contro i londinesi sarà quindi tutta da sudare, lottando su ogni pallone e senza il lusso di concedersi disattenzioni in fase difensiva. Il successo di misura nel derby contro i Red Devils ha permesso ai Citizens di tornare padroni del proprio destino, avvantaggiandosi di una prevalenza in quanto a differenza reti (+63 contro +55) quasi impossibile da colmare nel giro di 90 minuti.

UN ITALIANO A LONDRA (E A MONACO) – Il 20 maggio sarà invece il grande giorno della finale di Champions League. I riflettori di mezzo mondo saranno puntati sulle due protagoniste Chelsea e Bayern Monaco. I tedeschi saranno favoriti, sulla carta, dall’opportunità di giocare sul proprio campo ma troveranno un avversario che ha dimostrato al Camp Nou di non soffrire il condizionamento esterno. La scelta da parte dei Blues di affidare la squadra al tecnico italiano si è rivelata col tempo migliore di quanto previsto: conquista dell’Fa Cup ai danni del Liverpool e del pass per l’Allianz Arena nonostante i favori del pronostico fossero tutti rivolti al Barcellona, battuto 1-0 all’andata grazie ad un gol di Drogba e fermato sul 2-2 al ritorno. Poco importa se la scalata verso il quarto posto non ha dato i suoi frutti. L’accesso alla prossima edizione della massima competizione europea per club sarebbe realtà qualora venisse acquisito il privilegio di alzare la coppa dalle grandi orecchie.

CARLETTO TENTA L’IMPRESA IN LIGUE1 – Il Paris Saint-Germain di Carlo Ancelotti è invece in piena lotta con il Montpellier, in vantaggio però di tre punti sulla compagine allenata dall’ex tecnico di Juventus e Milan. Il suo approdo sulla panchina del Psg non ha sortito i risultati che la dirigenza parigina si aspettava disfandosi di Kombuare. Tuttavia l’obiettivo, a due giornate dal termine, è alla portata e il Rennes (in casa) e il Lorient (fuori) non appaiono come due ostacoli invalicabili. Parzialmente diverso il discorso per Giroud e compagni, attesi prima dall’insidioso incrocio con il Lille, terzo in Ligue 1, e poi dalla trasferta sul campo dell’Auxerre ultimo in classifica, ma con dalla loro un +32 in quanto a differenza reti contro il +30 dei ragazzi di Ancelotti. Lo scenario potrebbe subire notevoli variazioni.

a cura di Alessio Tuveri

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