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Virtus Roma in finale: grande festa al PalaTiziano

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L’Acea Roma vince 89-70 la sfida decisiva della semifinale playoff con la Lenovo Cantù e approda meritatamente in finale scudetto dopo un digiuno durato cinque lunghi anni. La truppa di Calvani attende ora la vincente dell’altra semifinale Varese-Siena, e in caso di vittoria del Montepaschi i capitolini avrebbero il fattore campo a favore e sarebbero virtualmente certi di un posto nel Qualifying Round di Eurolega. Abbandona invece i playoff la Lenovo, capace di battere quattro volte Sassari e che probabilmente vedrà partire Andrea Trinchieri, neo-allenatore della Nazionale greca.

In avvio subito 8-2 per i padroni di casa dopo 2 minuti di gioco, mentre Cantù si caccia nei guai con il secondo fallo fischiato a Ragland, rimanendo però a contatto con Leunen. Bobby Jones è in serata di grazia e con un paio di iniziative personali permette all’Acea di controllare il ritmo, la Lenovo risponde invece con il buon impatto di Tabu (18-16).
In apertura di 2° frazione l’Acea allunga con un break improvviso, 10-0 con firme di Datome e Goss (31-22) con i lombardi che riescono a trovare il canestro con continuità solamente con il leader Aradori (20). Datome (9) è infrenabile in attacco ma Roma si distrae nella metà campo difensiva e Ragland (16) può ricucire il divario con 6 punti in un amen. Il solito Goss (16) segna in svitamento sulla sirena mantenendo i suoi a +8 (42-32) alla pausa lunga.

La grande festa del Palazzetto

La grande festa del Palazzetto

Al rientro l’Acea ricomincia da dove aveva finito, martellando la retina avversaria con l’asse play-pivot Taylor-Lawal. La squadra di Trinchieri, scivolata a -16, prova a frenare Roma con la difesa a zona 2-3 ed un quintetto piccolo trovando di conseguenza buone soluzioni in attacco con Mazzarino (54-45). Cantù soffre terribilmente a rimbalzo concedendo troppi secondi tiri ai padroni di casa che con Jones possono riallungare, prima della grande giocata di Ragland in penetrazione per il 61-53.

D’Ercole (8) si iscrive a referto con una tripla di fondamentale importanza che costringe Trinchieri al time-out, ma i suoi ormai non ne hanno più e il mascherato Taylor (18) ridicolizza la difesa brianzola (72-55) con 7 punti consecutivi. Nel garbage time Roma amministra il punteggio con autorità grazie alla spinta del fantastico pubblico del PalaTiziano, dove la grande festa inizia prima della fine del match e prosegue con l’ennesima invasione di campo di una piazza che sembra aver ritrovato passione per uno sport passato in secondo piano.

 

Francesco Garibaldi

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