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Calciomercato Roma, Blanc in prima fila per la panchina

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 Laurent Blanc, candidato principale per la panchina della Roma


Laurent Blanc, candidato principale per la panchina della Roma

La conferma di Allegri sulla panchina del Milan è stata l’ennesima mazzata presa dalla Roma nei due anni di gestione americana.

DUE RIFIUTI CHE FANNO MALE
I piani di Baldini e Sabatini per la panchina giallorossa sono stati così totalmente stravolti. Quest’anno, dopo i fallimenti marcati Luis Enrique e Zeman e il breve regno di Andreazzoli si era deciso di puntare su un identikit preciso dio allenatore: italiano, carismatico e in grado di valorizzare il parco giocatori. Queste tre caratteristiche portavano a due nomi: Mazzarri e Allegri. Ebbene, il primo ha scelto l’Inter, il secondo è rimasto al Milan.

BLANC IN PRIMA FILA
Il mancato accordo con uno dei due tecnici toscani è l’ennesimo fallimento del duo Baldini-Sabatini. Ora la dirigenza giallorossa si trova a cercare all’estero un’alternativa credibile per la panchina. Il primo nome sulla lista è Laurent Blanc. L’ex ct della Francia ha rifiutato i giallorossi quando fu cercato per sostituire Zeman, perché non vedeva un abbozzo di programma. Ora, partendo a bocce ferme, potrebbe dire di sì. Il problema è che su di lui c’è anche il Paris Saint Germain alla ricerca di un tecnico in grado di sostituire Ancelotti, nel caso in cui il tecnico di Reggiolo si accasasse al Real Madrid. E’ chiaro che la Roma non può aspettare un altro tira e molla come avvenuto per Allegri, ma è altrettanto chiaro che, tra la possibilità di allenare il Paris Saint Germain e quello di sbarcare a Roma, non c’è gara in questo momento. Ecco perché si sondano piste alternative.

TANTI NOMI, ZERO CERTEZZE
Sempre in Francia c’è Rudi Garcia appena liberatosi dal Lille. Contro il tecnico francese gioca però la scarsa esperienza internazionale e il problema dell’adattamento alla serie A. Di esperienza internazionale ne ha parecchia Bielsa, ma con El Loco, la Roma rischia di ripetere le storie di Luis Enrique e Zeman: troppo offensivo e troppo poco diplomatico per trovarsi a suo agio nella Capitale. Altro nome che circola è quello di Frank Rjikaard, desideroso di riscatto, ma che non convince appieno, per metodologia d’allenamento e capacità carisamatiche, mentre è quasi impossibile arrivare a Brendan Rodgers, graditissimo alla proprietà americana, ma che sta da Dio a Liverpool e difficilmente abbandonerà i Reds. Chi ha dato il beneplacito ad allenare la Roma è Roberto Mancini, ma il suo passato da laziale sarebbe troppo forte per farlo digerire alla tifoseria. Potesse scegliere Sabatini, il suo prediletto sarebbe Stefano Pioli, già vicino ai giallorossi due anni fa, prima che fosse scelto Luis Enrique, ma che ha un contratto con il Bologna e pare avere intenzione di rispettarlo. Sabatini poi, ha recentemente dichiarato di avere dei nomi a sorpresa per la panchina e allora, tutto è possibile: da Roberto Martinez del Wigan (un FA Cup vinta contro il City di Mancini, ma anche una retrocessione in First Division) a Heynckes, passando per Lucescu.

BALDINI PENSA ALLE DIMISSIONI
Tanti nomi che però sono indice di forte confusione da parte della dirigenza giallorossa. Dopo due anni fuori dall’Europa (in realtà tre, vista l’eliminazione al turno preliminare di Europa League di due anni fa) non ci si può più permettere errori. Per questo occorrerà necessariamente fare la scelta giusta, scegliendo un allenatore in grado di tenere in pugno la squadra e che non si faccia condizionare troppo dalla Piazza, evitando però di innervosirla. La scelta dell’allenatore potrebbe essere seguita da un rimpasto societario: Baldini, infatti, pare intenzionato a dare le dimissioni non appena verrà ufficializzato il nuovo tecnico, dimissioni che, a differenza di quanto accadde un anno fa, potrebbero essere accolte questa volta.

CAMPAGNA ACQUISTI RIPUDIATA
Del resto c’è un dato su tutti che spiega il fallimento giallorosso: con le (ormai prossime) cessioni di Osvaldo e Stekelenburg, infatti, degli 11 giocatori acquistati nella primo anno di gestione americana rimarrebbero solo Lamela, Pjanic e Marquinho (ma anche questi due potrebbero lasciare la capitale). Un flop clamoroso che spiega meglio di ogni altro la totale mancanza di organizzazione societaria dei giallorossi. Per questo la Roma non può più permettersi errori: con la tifoseria in subbuglio e la proprietà stanca di fallimenti, Baldini e Sabatini devono per forza azzeccare tutte le mosse questa volta se si vuole dare inizio a quel progetto di cui, in due anni, non si è visto neppure l’ombra.

Davide Luciani

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