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Bundesliga

Triplete, ora tocca al Bayern: Stoccarda ultimo ostacolo verso la storia

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Ribery, di schiena: riuscirà a essere decisivo anche stasera?

Ribery, di schiena: riuscirà a essere decisivo anche stasera?

Stasera alle ore 20 il Bayern Monaco giocherà per un triplete che può passare alla storia. Andrà infatti di scena all’Olympiastadion di Berlino, stadio dai ricordi fantastici e dalle emozioni fin ora mai ripetute per il popolo italiano, la finale della DFB-Pokal, la coppa di Germania, ed a contendersela saranno proprio i bavaresi e i rossi dello Stoccarda. Un pò d’Italia oggi riassaggerà l’aria di finale allo stadio Olimpico berlinese, con Chicco Macheda tra le fila dello Stoccarda.

90 MINUTI PER LA STORIA – Una partita che di per se’, per il Bayern, potrebbe non avere una grande importanza, dato che i bavaresi hanno già in bacheca ben 15 coppe nazionali, ma questa, la papabile sedicesima, ha tre significati importanti, due riguardanti il mister Jupp Heynckes. Infatti oggi sarà l’ultima panchina bianco rossa del tecnico, prima dell’arrivo di Pep Guardiola, ma non solo: Heynckes avrà anche la possibilità di essere il quarto di sempre ad esser in grado di vincere la coppa sia da allenatore che da giocatore. E poi sarebbe un ottimo modo per salutare i suoi tifosi. L’altro ha ancora più un significato storico: infatti i bavaresi, dopo Bundesliga e Champions League sono favoritissimi per l’ambito Triplete, che ancora una volta ribadirebbe l’assoluta potenza dei Panzer di Monaco di Baviera.

Come ricordato in settimana dagli addetti ai lavori, il Triplete sarebbe storia per il calcio tedesco: il Munchen diventerebbe la prima squadra di Germania capace di conquistare campionato, coppa nazionale e la massima competizione europea. Dopo il Celtic nel 1967, la doppietta olandese di Ajax ( 1972) e PSV ( 1988 ), il “treble” del Manchester United del 1999 e quelli di Barcellona e Inter nel 2009 per la prima e 2010 per la seconda, l’anno 2013 potrebbe affiancare nella lista anche il Bayern. Una delle ultime due squadre citate, il Barcellona, si è dovuto chinare alla strapotenza tedesca con un passivo di 7 gol subiti e nemmeno uno realizzato nella doppia sfida delle semifinali di Champions. Proprio quel Barcellona che nell’ormai lontano 2010 dovette salutare la massima competizione europea a favore dell’Inter che poi, come sappiamo e come storia ricorda, conquistò coppa e Triplete. Un passaggio di testimone o pura casualità?

MOTIVAZIONI A MILLE – Da Neuer, Lahm, Ribery, Robben a Schweinsteiger oggi l’obiettivo è comune e le motivazioni sono al massimo. “Per noi, per la Germania, vincere oggi sarebbe storia, e faremo di tutto per portarci a casa il Triplete!” cosi il portierone tedesco Manuel Neuer, uno dei protagonisti indiscussi dell’annata bavarese. Anche Bastian Schweinsteiger ribadisce la massima spinta morale “La squadra vuole conquistare anche questa coppa. Londra è stato qualcosa di speciale, ma la teniamo dentro di noi solo come un ricordo, perchè siamo concentrati per questo appuntamento, concentrazione aumentata di giorno in giorno. Vogliamo il trofeo“. Motivazioni a mille per i tedeschi che tengono a concludere al meglio quest’incredibile stagione e vogliosi di salutare come si deve il tecnico Heynckes.

In questo momento il Bayern è la squadra più forte d’Europa, se non del mondo. Hanno battuto tutto e tutti, record compresi. Scenderemo in campo con la convinzione di farcela“- dice il tecnico Bruno Labbadia-” vi sono quei giorni nei quali a vincere è la squadra sfavorita. Il nostro desiderio è di portare la coppa a casa, sappiamo di dover giocare una  partita perfetta, siamo consci delle nostre qualità e le sfrutteremo al massimo“. Anche per Labbadia sarebbe storia: il primo titolo in carriera.

Lo scorso anno il Borussia Dortumund schiantò per 5-2 i bavaresi in finale, aggiudicandosi il titolo e lasciando tanto amaro in bocca, quell’amaro che quest’anno è stato utilizzato per la rivalsa in campionato ed in Champions. Terzo trofeo possibile per il Bayern. Tre, il numero perfetto, per una squadra che quest’anno si è dimostrata in assoluto la perfezione del calcio europeo.

Luca Bucceri

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