Enrico Steidler

“La fogna della Liga”: l’inchiesta di Marca scuote il calcio spagnolo

“La fogna della Liga”: l’inchiesta di Marca scuote il calcio spagnolo
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“Prima della partita contro il Levante il nostro allenatore ci ha detto: se segniamo, segneranno anche loro. Se segnano loro, segneremo noi. Se saremo sullo 0-0 all'85 deponiamo le armi”

Prima pagina di MarcaScommettiamo che c’è del vero? E che comunque finirà (di nuovo) in una bolla di sapone? Il calcio spagnolo, e più in generale tutto lo sport del Paese di Fuentes, vive di scandali ricorrenti (soprattutto a fine stagione, quando i “biscotti” si fanno più evidenti), e forse un giorno ne morirà: ma è difficile pensare – nonostante il polverone mediatico sollevato in queste ore dall’inchiesta di Marca – che il tempo della resa dei conti sia già arrivato. Finché i protagonisti delle soffiate resteranno anonimi e le dichiarazioni di chi esce allo scoperto (vedi Augusto César Lendoiro, presidente del Deportivo La Coruña) continueranno ad essere tanto vaghe quanto poco disinteressante, Las cloacas de la Liga (La fogna della Liga, questo l’efficace titolo del reportage pubblicato ieri dal quotidiano sportivo più letto in Spagna) difficilmente potrà essere bonificata.

IL DOSSIER DELLO SCANDALO – Si avvicina, tuttavia, il giorno in cui il giocattolo si romperà, e Marca dà il suo contributo in tal senso. Traendo spunto dalle parole dell’attaccante del Getafe Adrian Colunga (“Gli accordi nella Liga esistono da sempre. Chi dice il contrario mente”), l’inchiesta dei giornalisti spagnoli svela gli avvilenti retroscena del rutilante jet set pallonaro attraverso le confessioni di numerosi protagonisti (calciatori, allenatori e dirigenti). “Purtroppo l’unico modo per parlare con loro” – sottolinea con disappunto Sergio Fernandez, autore dello scottante dossier – “è quello di garantirne l’anonimato. Molti parlano apertamente di questo scandalo e mostrano di voler collaborare, ma nessuno vuol vedere il suo nome sul giornale”. Sfilano così diversi personaggi “incappucciati” le cui dichiarazioni gettano più di un’ombra sulla regolarità del massimo campionato spagnolo: si va dal presidente che dice di essere “assolutamente certo” della compravendita di parecchie partite nella stagione che sta per concludersi (“ma la realtà è che possiamo fare ben poco”, conclude sconsolato) al giocatore che scende nei dettagli della combine (“Prima della partita contro il Levante il nostro allenatore ci ha detto: ‘se segniamo, segneranno anche loro. Se segnano loro, segneremo noi. Se saremo sullo 0-0 all’85 deponiamo le armi. Un pareggio combinato tra le due squadre e la partita è finita 0-0”) per arrivare, infine, agli allenatori che rivelano di avere più di un dubbio sulla lealtà di alcuni giocatori. “Tutti ne parlano, alcuni si ribellano, altri lo denunciano, sia dentro che fuori dallo spogliatoio, o anche alla Federazione. Ma nessuno va dalla Polizia”, scrive Fernandez. Ma se il calcio spagnolo, conclude, è arrivato al punto che gli allenatori (quelli onesti) non sanno se la squadra che mandano in campo è “pulita” oppure no (e se non lo è, in quale misura), allora “che esploda questo scandalo, anche se sarà doloroso“.

“CALCIO MAFIA” – E mentre molti giocatori, stando ai si dice, ora vivono nel terrore di avere il telefono sotto controllo e Javier Tebas, presidente della Federcalcio spagnola, decide di aprire un’inchiesta su Levante-Deportivo La Coruña 0-4 dello scorso 13 aprile (partita finita al centro del mirino per le accuse di scarso impegno rivolte ai compagni di squadra da Javi Barkero, centrocampista del Levante), l’immagine del calcio iberico è offuscata, come se non bastasse, anche dal libro-inchiesta “Calcio Mafia”, in cui giornalista canadese Declan Hill scrive a chiare lettere (dopo quattro anni vissuti da “infiltrato” nelle organizzazioni criminali del sud-est asiatico, cioè nel cuore della Cupola delle scommesse clandestine) che “alcune squadre spagnole truccavano le proprie partite all’estero per migliorare la situazione economica della società”.

Le gare truccate sono un cancro da eliminare” ha dichiarato Javier Tebas, che ha poi aggiunto: “in quattro anni avremo una Liga risanata“. Vedremo. Considerando che lo scandalo coinvolge anche la Segunda (la serie B spagnola) e che l’altra piaga infetta del calcio iberico (il doping) rischia la cancrena, o verrà il risanamento o sarà la muerte.

Enrico Steidler

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