Antonio Foccillo
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Osvaldo escluso dalla Confederations Cup

L'italo-argentino paga il rifiuto di ritirare la medaglia alla termine della finale di Coppa Italia.

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Il codice etico prandelliano miete un’altra vittima. Dopo l’esclusione di Criscito agli scorsi Europei per le note vicende di calcio scommesse da cui il giocatore è stato poi assolto, questa volta tocca ad Pablo Osvaldo rinunciare alla competizione internazionale che partirà fra poco più di quindici giorni.

IL COMUNICATO: Questo è il comunicato ufficiale apparso sul sito della FIGCPablo Daniel Osvaldo non parteciperà alla Confederations Cup in Brasile con la Nazionale: lo ha deciso il Ct Cesare Prandelli, d’intesa con la FIGC, dopo aver valutato il comportamento del giocatore della Roma che, dopo aver perso la finale di Tim Cup, ha disertato la cerimonia di premiazione senza il permesso della società”.

Dopo aver annunciato di voler valutare attentamente la situazione, dopo telefonate e contatti con chi di dovere, Prandelli ha quindi deciso per l’esclusione. E’ chiaro a tutti come le reali motivazioni non possano essere ricondotte al fatto sopracitato. Viene in mente infatti come l’anno scorso, Maggio e De Sanctis, rei di non aver ritirato la medaglia in finale di Supercoppa Italiana persa contro la Juventus, siano stati convocati dal ct in vista del match contro la Bulgaria. All’ex tecnico di Parma e Fiorentina non è andata giù la mancanza di rispetto palesata nei confronti di Aurelio Andreazzoli. Dopo il battibecco in campo, Osvaldo avrebbe poi affidato a Twitter una controrisposta alle parole del tecnico giallorosso, che lo ha definito un ”piagnucoloso dietro le telecamere”.

Il ct è stato sempre chiaro: il comportamento tenuto dai giocatori in campionato sarà tenuto in grande considerazione. E non potrebbe essere altrimenti. La Nazionale va meritata non solo per i gesti tecnici sul campo ma, soprattutto, per il comportamento e gli atteggiamenti professionali che esultano dal rendimento sul rettangolo di gioco. Non sta a noi giudicare il comportamento dell’italo-argentino, ma fatichiamo a ricordare Totti e Del Piero uscire e criticare apertamente il loro mister davanti a migliaia di spettatori e telecamere. La differenza tra un grande giocatore e un campione la si vede anche da questi gesti, dalla gestione dei momenti di tensione e dal rispettare le decisioni prese dal proprio mister . Giuste o sbagliate che siano.

Antonio Foccillo

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