Antonio Fioretto
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Giro d’Italia 2013, una corsa perfetta. Le pagelle dei protagonisti

Nibali, Garzelli, Visconti, Cavendish, i giovani e i gregari. Tutto il bello del ciclismo, concentrato nel Giro d'Italia

Giro d’Italia 2013, una corsa perfetta. Le pagelle dei protagonisti
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Tutta colpa dell’Epo. Non fosse stato per Danilo di Luca e per il suo oramai abituale vizietto di cercare aiuto in mezzi poco leciti, il Giro d’Italia 2013 sarebbe stato perfetto. Emozioni a iosa, una corsa rosa come non se ne vedevano da anni, che ha segnato la rinascita del ciclismo italiano la definitiva esplosione di un campione assoluto, che tutti gli italiani amanti della bicicletta aspettavano da tempo.

PIENI MERITI Voto 10 agli organizzatori della corsa rosa. Le tappe del Jafferau, del Galibier e delle Tre Cime di Lavaredo sono stati dei veri capolavori di organizzazione, passione e tempismo. In altre corse a tappe, probabilmente, ci si sarebbe arresi. Ma il Giro d’Italia rappresenta quasi qualcosa di sacro, da non profanare, bensì da onorare. Così il lavoro degli addetti è stato encomiabile e grazie a loro si è potuto assistere a uno spettacolo di prim’ ordine.

VincenzoNibali_2946529LEADER Le emozioni di questo Giro ci sono state in gran parte regalate da Vincenzo Nibali. Voto 10, dunque, anche a lui. Il Cannibale siciliano è stato semplicemente perfetto. Imbattibile. Ha corso da vero padrone del Giro, controllando gli attacchi degli avversari, staccando tutti sulle salite più impegnative e vincendo due tappe straordinarie. La cronoscalata di Polsa è stata la frazione che, di fatto, gli ha consegnato le chiavi della vittoria. Quella delle Tre Cime di Lavaredo, un trionfo epico, in mezzo al gelo e alla neve, conseguito per dimostrare a tutti di essere il numero uno.

UNA VITA DA GREGARIO Generosità. Non ci sono altre parole per descrivere il lavoro dei gregari del ciclismo. Voto 10 a tutti loro, veri eroi di questo sport, portatori incontaminati di valori ormai andati persi. Agnoli in lacrime alla fine della penultima tappa, lacrime di gioia per la vittoria dell’amico e compagno di team Nibali, è una delle fotografie più belle di questo Giro. Ancora, il buon Visconti che al termine della tappa del Galibier va a riscaldare con le proprie mani ghiacciate la schiena paralizzata di Ventoso. Voglia di aiutare, di mettere l’altro prima dell’ io.

LO SCERIFFO Voto 10 anche a Stefano Garzelli. Il corridore nato a Varese nel 1973 lascia le corse, scende dalla bicicletta, pur rimanendo nel suo mondo. Saluta tutti nell’ultima tappa, in quel di Brescia, dove il gruppo gli rende l’omaggio più bello: lui va davanti in solitaria, a salutare e dire addio alle strade e ai tifosi che ne hanno costernato la carriera. Tutti gli altri dietro, a godersi lo spettacolo. L’ennesima dimostrazione di uno sport unico, dove rispetto e dignità sono i valori principali.

SQUADRONI Voto 10 all’Astana e alla Movistar, le due squadre più forti del Giro 2013. Il team kazako ha messo Nibali nelle migliori condizioni possibili, in grado di esprimere tutto il suo strepitoso potenziale. La squadra spagnola, tuttavia, ha compiuto qualcosa di memorabile. Quattro vittorie di tappa, due con il ritrovato Visconti (voto 9), una con Intxausti (per lui anche un giorno in maglia rosa) e una con Dowsett, nella crono individuale.

ALLA MANIERA DI EDDY Voto 10 al devastante Mark Cavendish. Viviani e Ferrari non saranno certo avversari di primissimo piano, ma il britannico ha fatto intorno a se terra bruciata. Le tappe con arrivo in volata di questo Giro erano 7. Due si sono concluse con altrettante vittorie dei fuggitivi. Le restanti 5 le ha vinte tutte questo infallibile velocista. Indemoniato, un vero animale della bicicletta, incondizionato e incontrastato. Con o senza il treno della Omega-Quickstep a fargli da rampa di lancio, è stato il padrone assoluto degli arrivi e si porta a casa la Maglia Rossa. Conquista così le tre maglie a punti delle tre più importanti corse a tappe.

PRIMAVERA Voto 9 ai giovani del Giro. Rigoberto Uran, Rafal Majka, Carlos Alberto Betancourt, Diego Rosa e Fabio Aru. Questi, su tutti, i pischelli che hanno infiammato la corsa rosa di quest’anno. E’ bello notare che, a parte i due colombiani (Betancourt si porta a casa la maglia bianca e Uran arriva secondo nella generale) e il talento polacco, due dei migliori giovani del Giro sono italiani. Fabio Aru, gregario di lusso di Nibali, rappresenta un campione del futuro. Diego Rosa, corridore della Lampre,  è pressoché sulla stessa strada.

GIRO 2013: CERCHIO PERFETTO Non ci sono insufficienze in questo Giro d’Italia, che merita un voto 10 pieno. Peccato per Di Luca, che a 37 anni si è probabilmente giocato la carriera. Per il resto, la corsa a tappe più amata di tutte ha sorpreso tutti, regalando colpi di scena anche in quelle tappe relativamente tranquille. Gli altri sport, su tutti il calcio, hanno ancora molto da imparare.

Antonio Fioretto

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