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Calciomercato Torino, Cairo può garantire un futuro da Grande?

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Presidente del Torino dal 2005

Presidente del Torino dal 2005

TORINO, 22 MAGGIO – Era il 2005 quando Urbano Cairo è diventato presidente del Torino, del nuovo Torino, che al primo anno centrava la promozione in Serie A e faceva sperare i tifosi che per troppi anni avevano assistito e si erano ribellati a chi del Toro si era solo servito per farsi pubblicità.

“PREMESSE” NON MANTENUTE – La promozione dovrebbe essere l’impulso decisivo per gettare le fondamenta di un progetto sportivo e societario capace di riportare il Torino a traguardi sempre più ambiziosi. Gli acquisti di Abbiati, Fiore e Barone, tra gli altri, sono dei colpi ad effetto, ma senza una programmazione chiara, il rischio è di vanificare tutto. L’esonero di De Biasi prima ancora che inizi la stagione è segnale troppo chiaro di quanto le idee siano confuse.

CONTINUE RIVOLUZIONI – Il tempo passa e le abitudini non cambiano. Si passa da rifondazioni estive a rivoluzioni invernali, con un susseguirsi di allenatori da fare invidia a Zamparini. I risultati nella massima serie si riducono a qualche salvezza stentata, mentre nella serie cadetta c’è spazio per un’altra promozione dopo due tentativi falliti. Dopo 8 anni di presidenza Cairo, non rimane traccia di un progetto degno di questo nome e come ogni estate anche la prossima sarà piena di cambiamenti.

UNA ROSA IN PRESTITO – La squadra guidata da Ventura avrebbe bisogno di pochi innesti per puntare a qualcosa in più di una salvezza tranquilla, ma il vero problema è che della rosa attuale potrebbe rimanere ben poco, a meno che non si decida di intaccare il budget (20 milioni di euro?) destinato al calciomercato. In scadenza di contratto ci sono Coppola, Rodriguez e Rolando Bianchi, ormai vicinissimo al Genoa,  Il 30 Giugno Matteo Brighi farà le valigie e tornerà alla Roma per fine prestito. Poi ci sono i giocatori da riscattare partendo dalle comproprietà: Darmian, Glik e Basha aspettano una chiamata per capire il loro futuro. A questi si aggiungono altri 5 prestiti sempre con diritto di riscatto come Caceres, Menga, Santana, Birsa e Jonathas. Il rischio vero di veder svanire l’intero budget a disposizione del DS Gianluca Petrachi è legato alle permanenze di Cerci, Stevanovic e Barreto che, oltre a Bakic, sono in comproprietà libera.

Riassumendo nella rosa del Toro ci sono solo 9 calciatori di proprietà, tra cui Ogbonna che è sulla lista dei desideri di mezza Serie A. Un po’ poco per pensare in grande, a meno che non si cominci a pianificare nel tempo, senza troppi proclami, ma puntando sulla continuità. Su uno staff tecnico che sappia ripartire, magari valorizzando i giovani, per farli crescere e sentire a casa. Insomma facendogli respirare la storia del Torino, senza che a metà campionato debbano pensare a preparare le valigie in cerca di una nuova casa. Proprio in casa il Torino può contare su Moreno Longo, allenatore della Primavera, che sta facendo un lavoro eccezionale e guiderà i suoi ragazzi nella Final Eight del campionato nazionale Primavera in programma a Gubbio e Città di Castello dall’1 al 9 Giugno. Il rischio è che, senza investimenti mirati e un progetto a lungo termine, questi giovani vadano a fare le fortune di altre squadre, come troppo spesso accaduto in passato.

 

Andrea Croce

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