Enrico Steidler
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Il New Deal di James Pallotta: “Fuori i teppisti dagli stadi”

Il presidente americano della Roma indica la via: nessun ricorso contro la chiusura della Curva Sud e piena collaborazione con le forze dell’ordine

Il New Deal di James Pallotta: “Fuori i teppisti dagli stadi”
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La Curva Sud della Roma

La Curva Sud della Roma

Così si fa. In attesa dello stadio di proprietà – che rappresenta un ottimo filtro anti-imbecille, Inghilterra docet – è arrivato il momento di inaugurare nuove regole. Di comportamento, innanzitutto. La società si becca 50mila euro di multa (come l’Inter) e sarà costretta a chiudere la Curva Sud per un turno (il primo del prossimo campionato) per i cori razzisti rivolti dai suoi tifosi a Balotelli durante Roma-Napoli? Ok, questa è la legge, non è certo il caso di fare ricorso, ma semmai di dire poche, sentite parole sugli imbecilli di cui sopra e su cosa ha intenzione di fare l’AS Roma per contribuire ad estirpare il bubbone.

LE RAGIONI DEL CASTIGO – Ecco i passaggi più significativi della sentenza emessa dal giudice sportivo Giampaolo Tosel: “letta la relazione dei collaboratori della Procura federale; rilevato che, verso il 39′ del secondo tempo” della partita contro il Napoli, ndr “sostenitori della Soc. Roma, collocati nel settore dello stadio denominato ‘curva sud’, indirizzavano ad un calciatore di altra società grida e cori insultanti, espressivi di discriminazione razziale; valutata la pervicace e specifica recidività (dei cori razzisti, ndr) nonostante la formale diffida inflitta in occasione della precedente gara di campionato, delibera di sanzionare il club giallorosso con l’ammenda di 50mila e con l’obbligo di disputare una gara con il settore dello stadio denominato ‘curva sud’ privo di spettatori”.

IL VECCHIO E IL NUOVO“La Roma paga un dazio troppo alto. Noi non abbiamo fatto niente, paghiamo qualcosa di salato. E’ triste che gli stadi vengano chiusi, è una cosa dura da affrontare per noi e per tutte le società che vengono colpite. Tutta la solidarietà a Balotelli, speriamo che certe cose non debbano più accadere. Quante volte abbiamo già sentito questi discorsi? Cosa resta, a parte il piagnisteo, se si tolgono le parole preconfezionate, la solidarietà di routine e gli auspici da nonnina incartapecorita? E che concrete speranze in un futuro migliore possiamo avere se questo è il livello medio delle dichiarazioni post-batosta giudiziaria dei direttori sportivi del Belpaese? Pensieri e parole, in questa circostanza, sono quelli di Walter Sabatini, ma se sostituite la sua firma con quella di un qualsiasi altro dirigente del calcio italiano nessuno se ne accorgerà.

C’è però, finalmente, una voce in controtendenza (seguita dai fatti: la Roma non ha presentato ricorso), una voce fuori dal coro che ha la stessa importanza – e lo stesso valore – dell’agognata luce in fondo al tunnel: “Quello che è accaduto domenica scorsa è terribile e inaccettabile. La AS Roma non considera i responsabili di tali fatti come suoi tifosi. Le azioni di questo gruppo ristretto sono detestabili e danneggiano la nostra società e i nostri fedeli tifosi che rispettano le leggi. Non abbiamo ancora ricevuto un rapporto dettagliato dalla Lega o dalla Federazione, ma continueremo a lavorare con loro e con le forze dell’ordine per garantire che venga fatto tutto il possibile per identificare e bandire i responsabili dagli stadi di calcio. Wow!…Wow! E’ il caso dirlo, e di ripeterlo, visto che abbiamo dovuto aspettare l’arrivo di un americano per riscattare – almeno in parte – l’immagine del nostro calcio e riscoprire il valore della buona educazione. Grazie, mister James Pallotta, continui così: oggi le sue parole sono solo sue e si riconoscono fra mille, ma domani, forse, grazie a lei, saranno indistinguibili da quelle degli altri presidenti: poteri dell’emulazione, del progresso e – soprattutto – del buon esempio.

Enrico Steidler

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