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Ciclismo

Giro 2013, presentazione della diciassettesima tappa: Caravaggio – Vicenza, 214 km

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Uno dei più grandi poeti italiani, Giacomo Leopardi, nel 1829 scrisse la poesia: “ La quiete dopo la tempesta “. Noi ci permettiamo di prendere a prestito il titolo di questo canto per introdurre la tappa di oggi, con un solo cambiamento: sostituire prima con dopo. Già, perché la tappa di oggi, pur non essendo la classica frazione per velocisti, sarà per molti un’opportunità per mettersi in mostra e cercare di vincere, prima dei giorni di fuoco sulle montagne.
L’unico pensiero degli uomini di classifica invece, sarà quello di evitare le cadute, ( grandi protagoniste nei primi giorni di questo Giro) e di far riposare, per quanto possibile, le gambe. Lo spettacolo dunque, si dovrebbe vedere solo nella volata finale, se sarà volata.

Infatti, come spesso è accaduto in questo giro, ( e se vogliamo anche ieri ad Andrate ) dopo un percorso tutto pianeggiante, ci sarà l’ormai classica asperità,  appena prima del traguardo finale: il GPM di quarta categoria di Crosara che però, differentemente da ieri e da altre occasioni, potrebbe non impensierire molto.

IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE – Dopo i 5 km al 10 %, ne seguiranno infatti sedici totalmente pianeggianti, ed è quindi possibile che siano gli sprinter a contendersi il gradino più alto del podio. Anche il meteo dovrebbe essere clemente e risparmiare gli atleti prima degli sforzi futuri: la tempesta insomma, ciclistica e non, può ancora attendere ventiquattro ore.

Daniele Cerato

 

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