Davide Luciani
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Moratti riflette su Stramaccioni e valuta Mazzarri

Il presidente nerazzurro non è più convinto di rinnovare la fiducia al giovane tecnico romano . L’ex allenatore del Napoli in pole per un eventuale ribaltone.

Moratti riflette su Stramaccioni e valuta Mazzarri
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Mazzarri Inter, matrimonio in vistaFino alla partita con l’Udinese a chi chiedesse a Moratti se Stramaccioni sarebbe stato l’allenatore dell’Inter anche nella prossima stagione, il presidente nerazzurro rispondeva di “non avere dubbi sulla conferma di Stramaccioni”. Oggi invece, due giorni dopo la debàcle con i friulani Moratti alla stessa domanda ha risposto così:

I DUE PECCATI DI STRAMACCIONI
Certo, non può essere stata solo la sconfitta con l’Udinese a far venire dei dubbi a Moratti. E’ evidente che delle perplessità c’erano già prima. Moratti ha sempre difeso il tecnico romano e lo considera un po’ una sua creatura, ma due cose non gli sono piaciute al di là delle attenuanti, come i troppi infortuni, che gli ha sempre riconosciuto. Anzitutto la continua frequenza dei cambi di modulo che hanno finito per togliere alla squadra certezze. In secondo luogo la “spensieratezza” difensiva della squadra. Anche quando le cose andavano bene e l’Inter vinceva, infatti, i nerazzurri avevano sempre manifestato l’incapacità di difendersi e più volte era stato Handanovic, con interventi prodigiosi, a blindare la rete. Chiudere il campionato con 57 reti al passivo (seconda peggior retroguardia dietro il Pescara) non ha fatto piacere a Moratti. Da qui nascono i dubbi di Moratti su Stramaccioni. Certo, esonerare Stramaccioni, che ha un contratto fino al 2015, sarebbe una sconfitta personale, anche perché vorrebbe dire interrompere il programma di rinnovamento che ci si era posti quest’anno e che Moratti credeva di portare avanti con l’attuale tecnico nerazzurro.

MAZZARRI INTER: BINOMIO IDEALE
Moratti crede però che ci sia bisogno di un uomo forte capace di tenere in pugno lo spogliatoio, facendo scelte dolorose e che non abbia paura di valorizzare qualche giocatore. L’identikit porta dritto a Mazzarri, appena liveratosi dal Napoli. Il tecnico toscano risponde alla perfezione all’identikit del tecnico ideale per l’Inter. Ha carisma, personalità e riesce a far rendere al meglio tutti i giocatori. Inoltre, pur non essendo certo morbido, i calciatori stravedono per lui perché è duro, ma giusto, Insomma: Mazzarri è proprio il genere di tecnico in grado di tenere in pugno lo spogliatoio dell’Inter, notoriamente non certo il posto più tranquillo del mondo. Del resto per il tecnico toscano c’è un nerazzurro che può farsi “garante” delle sue qualità più di tutti gli altri: trattasi di Antonio Cassano. Il più collerico calciatore della serie A, colui che ha mandato a quel paese tutto e tutti con Mazzarri, alla Sampdoria per due anni, non ha fatto registrare neanche una cassanata. Questo per Mazzarri vale più di uno scudetto. Come se non bastasse dalla parte dell’ex allenatore del Napoli c’è la capacità di far brillare gli attaccanti. Per informazioni, oltre a Cavani (trasformato da attaccante esterno a centravanti), chiedere a Bianchi, Amoruso e Lucarelli.

I DUBBI SULLA DIFESA A 3
C’è solo un motivo che spinge Mazzarri lontano dall’Inter. Il tecnico solitamente adotta la difesa a 3, schema che Moratti non ama particolarmente e che con i giocatori attuali non è fattibile come si è visto quest’anno non appena si è rotto Samuel. Inoltre se Mazzarri sedesse sulla panchina dell’Inter, bisognerebbe rivedere tutte le strategie di mercato. Dei cinque giocatori già presi dai nerazzurri (Campagnaro, Botta, Laxhait, Andreolli e Icardi) solo il primo avrebbe la certezza di giocare visto che è uno dei fedelissimi del tecnico che lo ha avuto sia alla Samp che al Napoli. Per gli altri, bisognerà valutare bene l’adattabilità agli schemi di Mazzarri.

SCEGLIERE CON CALMA
Moratti si prenderà ancora qualche giorno di tempo per decidere. Il suo obiettivo è riportare subito l’Inter tra le grandi d’Europa e quindi non può permettersi errori. Qualunque allenatore siederà il prossimo anno sulla panchina interista dovrà essere capace di trasmettere alla squadra qiuellac”fame” che, dal “triplete” in poi, è completamente mancata.

Davide Luciani

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