Orazio Rotunno

Terza stella: allo Juventus Stadium è già realtà

Terza stella: allo Juventus Stadium è già realtà
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Terminati i lavori di affissione in vista della festa di domenica pomeriggio.

TORINO, 9 MAGGIO – L’Italia si divide, gli italiani hanno già espresso la loro opinione. No, non stiamo parlando delle elezioni di questi giorni, ma cosa importa della politica! Qui c’è qualcosa di ben più importante su cui fermarsi a riflettere, su cui siamo chiamati a decidere. Ma voi, da che parte state? Terza stella sì, terza stella no. Il dubbio è amletico. Fosse per il mondo bianconero beh, la domanda non è neanche da porre. Ma qui sfugge un particolare, sfugge a tutti noi, forse. La decisione non spetta a noi, ai tifosi, calciatori, e nememno a dirigenti o presidenti. Esistono organi competenti, organi federali, predisposti ad hoc per enigmi simili. E loro decideranno. Per fortuna non è più tempo di anarchia, anche se il mondo politico di queste settimane vorrebbe riportarla in auge. Ognuno non può fare come vuole, esistono delle regole, e vanno rispettate. E sono quelle stesse regole adottate da una giustizia sportiva ed ordinaria che non può essere ignorata. Poi chi era in campo a sudare e correre per la maglia, i tifosi allo schermo o sugli spalti a soffrire, è giusto che sentano loro ciò che hanno vissuto, che ritengono più giusto. Fare di tutta un’erba un fascio non è mai giusto, chi ha sbagliato ha pagato, paga e pagherà a vita, secondo le sentenze emesse. In questi giorni abbiamo assistito ad un coro unanime nel club bianconero, ovviamente a favore della terza stella: ebbene sì, non si parla che di questo. Il rischio a tal punto è che da qui all’intera estate passi in secondo piano l’argomento centrale di questi giorni, della stagione calcistica che va per concludersi: una grande Juve, questa grande Juve. Un allenatore diventato grande, una squadra diventata grande, un gruppo di giocatori imbattibili, che hanno saputo far cadere l’alibi del caso-Muntari non perdendo una partita che fosse una. Una dirigenza finalmente capace, anche grazie a risorse nuove, da uno stadio che ha giocato alla grande il suo ruolo, a dei tifosi che hanno riempito fino all’ultimo seggiolino lo Juventus Stadium per 20 partite sulle 21 disputate. Sarebbe molto più gratificante anche per la Juve e il mondo della vecchia signora parlare di questo, esaltarne l’impresa, anzichè riportare a galla episodi che hanno fatto male alla reputazione a livello mondiale non solo della Juve in sè, ma dell’intero calcio italiano, giusto o meno che fosse levarne gli scudetti. Nel frattempo la terza stella brilla, fuori dalla sede bianconera, e ora anche sulla facciata dello Juventus Stadium. La festa per domenica pomeriggio, dopo il match con l’Atalanta, è pronta e attende solo di esplodere. Mettere tutti daccordo sarà impossibile, e gli sfottò rappresentano il sale di questo sport e dei salotti calcistici. Ma se al banchetto prendono parte anche presidenti e dirigenti il rischio è sempre quello di fomentare violenza, verbale ma soprattutto fisica, all’interno di rivalità già sufficentemente accese.

 

Orazio Rotunno

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