Massimiliano Riverso
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Giro d’Italia, una tappa d’altri tempi: Mauro Santambrogio re del Jaffarau

La carovana rosa attraversa le Alpi Cozie sotto un diluvio universale e un freddo gelido che rende impraticabili le riprese video. Si torna al dopoguerra, ai tempi di Coppi e Bartali: nessuna immagine, nessun video e il filo continuo dei telecronisti Rai con radio corsa

Giro d’Italia, una tappa d’altri tempi: Mauro Santambrogio re del Jaffarau
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Mauro SantambrogioUna tappa d’altri tempi, la numero 14 di un Giro d’Italia dimezzato dall’impossibilità dell’ascesa al Sestriere e dai ritiri eccellenti di Wiggins e Hejsedal.

La carovana rosa attraversa le Alpi Cozie sotto un diluvio universale e un freddo gelido che rende impraticabili le riprese video. Si torna al dopoguerra, ai tempi di Coppi e Bartali: nessuna immagine, nessun video e il filo continuo dei telecronisti Rai con Radio Corsa. Le notizie arrivano frammentarie e l’immaginazione degli appassionati delle due ruote raggiunge apici mai visti.

La salita del Jaffarau non è sicuramente quella del Mortirolo, ma la stanchezza e la quasi ipotermia rendono la corsa un film appassionante. La maglia rosa Vincenzo Nibali scatta a 3,5 km dal traguardo completando l’ottimo lavoro di scrematura del gruppo prodotto dal team Astana. Sulle sue ruote piomba la sagoma di Mauro Santambrogio, a pochi metri di distanza il colombiano Betancourt.

Il forcing portato dallo Squalo mette in difficoltà Cadel Evans, crisi nera per Rigoberto Uran Uran e Michele Scarponi.

Santambrogio e Nibali scavano, tornante dopo tornante, un solco incolmabile per tutti, riprendendo ad un km dall’arrivo i quattro eroi di giornata.

Ai 400 metri spunta finalmente in diretta video la sagoma esile di Mauro Santambrogio, che in piedi sui pedali detta il ritmo della danza sul tratto più duro della salita. Tutti attendono la volata finale ma la maglia rosa Nibali non è un cannibale e concede la vittoria al ciclista di Erba.

La delusione dipinta sul volto di uno Scarponi infreddolito e la gioia impressa negli occhi sporchi di Mauro Santambrogio sono due delle immagini più belle della 93esima edizione del Giro d’Italia. L’Italia ritrova finalmente un campione che si era persa nei meandri del ciclismo professionistico.

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