Massimiliano Riverso
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Intervista ad Antonio Cassano, pater familias vecchio stampo

“É stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore, pensavo che con la sola qualità si andasse avanti”

Intervista ad Antonio Cassano, pater familias vecchio stampo
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Non ama le interviste, ma quando parla la notizia c’è sempre.

In un colloquio con Marco Tardelli, suo mister ai tempi dell’ Under 21, riportata dalla Gazzetta dello Sport e che andrà in onda questa sera alle 23,50 su Italia1, Antonio Cassano si è raccontato come mai aveva fatto.

Un dialogo intimo, in cui si è parlato di tutto, dagli errori del passato al rapporto con la moglie e i figli, fino ad arrivare al suo futuro, forse lontano dal mondo del calcio.

Pazzini e Antonio Cassano ai tempi della SampdoriaAUTOCRITICA – È un Cassano nuovo, più maturo e responsabile, a tratti fortemente autocritico.

É stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore, pensavo che con la sola qualità si andasse avanti”, racconta il genio di Bari Vecchia, “ho giocato in grandi squadre, ma ho fatto sempre poco”.

E ancora: “Ho fatto più casini della grandine, il 99% delle volte ho sbagliato io, però gli altri mi mettevano nelle condizioni di sbagliare. Passavo dal torto alla ragione in un attimo”.

Tardelli lo ascolta con l’attenzione che si dedica a un fratello minore, Cassano e il suo vecchio mister si capiscono molto bene.

LE ORIGINI – L’intervista continua, e Fantantonio parla delle sue origini, il rapporto con i genitori e l’ambiente in cui è cresciuto.

Mia madre è stata il punto di riferimento della mia vita. Fino ai 17 anni, quando ho iniziato a giocare a calcio da professionista, non sono mai andato a rubare pur avendo vissuto in un ambiente particolare. Mi ha messo sulla via giusta”.

E sul padre: “Mi è mancato zero”.

FAMIGLIA – Ricorda poi i giorni della malattia: “Nel tragitto verso l’ospedale, quando ho avuto l’ictus, non essendo credente ho pensato: “Se c’è qualcuno, fa’ che possa rivedere mio figlio. Ho preso paura ma non della morte, era paura di non rivedere mio figlio”.

STANCO DEL CALCIO – L’ultima parte dell’intervista è dedicata alla moglie e al suo futuro.

“Mia moglie era più matta di me, faceva tre allenamenti al giorno e guadagnava 200 euro. A un certo punto le ho detto: Il pane a casa lo porto io, tu pensa a fare la moglie di Antonio”.

Un pater familias vecchio stampo, insomma, Cassano è anche questo.

E infine un consiglio per i figli: “Ai miei figli dico che la cosa più importante è non fare calcio. Questo calcio mi ha stancato, troppa gente finta”.

FUTURO – Il numero 99 dell’Inter è stufo di questo mondo, e questo potrebbe anche aprire ad un clamoroso ritiro a fine stagione, per dedicarsi alla famiglia in tranquillità.

In ogni caso difficilmente resterà a Milano anche il prossimo anno. Il suo obiettivo è tornare a Genova, da giocatore o meno.

Le piste Sampdoria o Genoa non sembrano in questo momento praticabili e il suo futuro è avvolto nel mistero.

Cassano ha sempre riservato tante sorprese e anche quest’estate non mancheranno i colpi di scena.

Antonio Casu

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