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Mancini-City, quando finisce un amore

I motivi dell'allontanamento dell'allenatore italiano. Dal mercato alla gestione dello spogliatoio passando per i mancati successi di quest'anno.

Mancini-City, quando finisce un amore
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mancini

Futuro monegasco per Roberto Mancini?

Dopo tre anni e mezzo l’avventura oltremanica di Roberto Mancini alla guida del Manchester City è giunta al termine. Con un comunicato stampa i “citizens” hanno annunciato il divorzio dal tecnico di Jesi.

Un addio forse inevitabile visto che i rapporti del “Mancio” con i dirigenti e la proprietà, durante questa stagione, si erano incrinati e non poco. I motivi di questa spaccatura secondo l’allenatore italiano sono da ricercarsi nella mancata campagna acquisti, ma soprattutto neò mancato arrivo di giocatori richiesti dal tecnico ex Inter.

Sono infatti arrivati i soli Maicon, Rodwell, Nastasic e Javi Garcia, troppo poco per un club che vuole puntare a vincere la Champions League e a spezzare l’egemonia dello United. Ad onor del vero, il “Mancio” è stato abituato fin troppo bene in questi anni, visto che il City non ha mai badato a spese. Chissà, forse per un anno anche lo sceicco, proprietario del club, è stato fermato dall’ormai imminente introduzione del “fair play finanziario”.

GESTIONE SPOGLIATOIO – In questi anni in Inghilterra l’ex allenatore dell’Inter ha sempre avuto problemi con alcuni dei giocatori più importanti della rosa. Da ricordare la scellerata gestione di Carlitos Tevez, messo addirittura fuori rosa per poi diventare titolare inamovibile, del bosniaco Edin Dzeko che da settembre reclamava più spazio senza mai ottenerlo, per non parlare poi degli screzi avuti con Balotelli, che hanno portato la società a cedere l’attaccante al Milan.

I SUCCESSI – Il campo ha sempre parlato a favore del tecnico italiano: ha riportato FA Cup e Premier League sulla sponda meno nobile di Manchester dopo più di 40 anni vincendo il campionato all’ultimo minuto dell’ultima giornata, battendo i rivali storici dello United, fatto che gli ha garantito un prolungamento del contratto fino al 2017. La proprietà del City ha però deciso di rescindere questo contratto perché ultimamente anche i risultati faticavano ad arrivare, anzi, non arrivavano proprio, vista l’eliminazione al primo turno di Champions per il secondo anno consecutivo e il secondo posto in campionato senza aver mai davvero impensierito i “cugini”.

LA SCELTA DI FARE A MENO DEL MANCIO – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta di Wembley contro il Wigan in finale di FA Cup e la certezza matematica di chiudere la stagione senza nemmeno un titolo, cosa che con la rosa a disposizione è stata ritenuta inaccettabile dal presidente del club, con il quale Mancini ha cenato la sera prima della finale  di Wembley.

Per questo l’ex doriano si sente quasi pugnalato alle spalle ma gli basterà pensare alla buonuscita che riceverà dagli Emiri a fargli tornare il sorriso, potendo cosi ascoltare le sirene francesi della nuova potenza del calcio Europeo, il Monaco pronta ad affidargli la gestione tecnica e di mettere a sua disposizione una rosa all’altezza di competere con le big del calcio europeo.

Stefano Stucchi

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