Enrico Steidler

Blatter furibondo con la Figc: “Non si combatte il razzismo con le multe”

Blatter furibondo con la Figc: “Non si combatte il razzismo con le multe”
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Malagò: “Non bisogna lamentarsi di quello che dice Blatter, ma far sì che non possa più dircelo”

Milan-Roma

Se si arriva al punto di dover dare ragione al signor Joseph Blatter (dal 15 anni líder máximo della Fifa) significa che siamo davvero messi male: “È sorprendente e incomprensibile che la Disciplinare abbia deciso solo una multa, 24 ore dopo i fatti e senza aprire indagini” – tuona l’uomo che un anno e mezzo fa finì al centro di un polverone mediatico senza precedenti per aver detto “il razzismo nel calcio non esiste”“Solo una sanzione pecuniaria è inaccettabile: cosa sono 50.000 euro per un simile incidente? Non sono contento” – aggiunge Blatter con un understatement – “e chiamerò la federazione italiana”. Noi siamo in prima fila nella lotta al razzismo l’immediata (e imbarazzante) replica del presidente della Figc Giancarlo Abete, che forse conta le file partendo dal basso.

MALA TEMPORA – Gli ululati razzisti rivolti a Mario Balotelli dagli ultrà giallorossi sono tanto penosi quanto gravi, ma ancor più inquietante dell’idiozia curvaiola è l’inettitudine di chi dovrebbe ristabilire l’ordine: “Penso che non abbiamo imparato la lezione. E’ incredibile” – si sfoga Blatter sul sito della Fifa – “che dobbiamo ancora vedere tali incidenti soprattutto nella Serie A italiana, e anche a San Siro tra Milan e Roma, in una gara così importante. L’arbitro ha dovuto interrompere il gioco per alcuni minuti (un minuto e mezzo, ndr) per imporre la calma. Si tratta di una pessima notizia proprio adesso che siamo impegnati in questo gruppo di lavoro contro il razzismo. Entro un paio di settimane celebreremo il nostro Congresso Fifa (alle isole Mauritius, ndr) e cercheremo di trovare una risoluzione che sia vincolante per tutti. Non vedo l’ora che questo accada (ma il líder máximo si riferisce alla risoluzione o alla capatina sugli atolli?) e spero che non ci sarà nessun incidente prima del 30 maggio, giorno in cui sarà affrontato questo problema. Quello che mi sorprende, e che non è pienamente compreso” – ribadisce Blatter nel caso in cui il messaggio non fosse giunto forte e chiaro – “è che il Comitato di disciplina della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha preso la decisione di comminare solo una multa quando non erano ancora trascorse 24 ore dagli eventi. Questo non è il modo di affrontare questioni di tale portata”.

LA REPLICA DI ABETE“Noi siamo in prima linea. L’Uefa si è già mossa da mesi, l’esecutivo ha varato nuove norme contro il razzismo che saranno approvate dal congresso di Londra: se Blatter ci scriverà risponderemo. Noi siamo in prima fila nella lotta al razzismo. La multa troppo poco? Le norme stanno cambiando: ora sono queste e noi rispettiamo l’autonomia della giustizia sportiva. Abbiamo già valutato che la multa è un deterrente non sufficiente in prima battuta: si andrà dalla chiusura parziale di settori a quella totale più multa (è una vita che sentiamo Abete fare questi discorsi, non se ne può più), ovviamente in corrispondenza della gravità dei fatti (che altrettanto ovviamente non verranno mai giudicati così gravi). E queste nuove norme saranno recepite dal nostro codice di giustizia sportiva per la stagione 2013-2014. Parlare di tempi troppo stretti (le 24 ore cui fa riferimento il massimo esponente del calcio internazionale, ndr) non ha senso: i fatti erano evidenti, il referto dell’arbitro è esplicito ed è il punto di riferimento del giudice. Non mi sembra vi fosse bisogno di indagini…Bloccare la partita? Il coordinamento con le autorità ha funzionato molto bene, e l’arbitro ha avuto un ruolo rilevante. Negli incontri con il Viminale abbiamo fatto presente la necessità di coordinare meglio le nostre norme a quelle internazionali. La Fifa chiamerà? La Figc è in attesa di essere contattata dalla Fifa, ma al momento non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale”.

L’IMBARAZZO DI MALAGO’ – Molto più sensate e concrete le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò: “E’ sempre antipatico farsi dare un cartellino dall’estero però il presidente della Fifa ha il polso della situazione e sa quanto il nostro calcio sia stato protagonista di episodi in negativo. Non bisogna lamentarsi di quello che dice Blatter, ma far sì che non possa più dircelo. E’ mortificante, imbarazzante stare a parlare di queste cose. Soprattutto perchè abbiamo una grande finale di Coppa Italia in arrivo in cui dobbiamo dare il buon esempio. Ho visto Abete stamani in Giunta, siamo stati a lungo a parlare e ci siamo capiti al volo. Questa è materia specifica del calcio ed è giusto che il Coni non interferisca. Io dico solo che quando i problemi non si risolvono bisogna alzare l’asticella delle punizioni, anche se è sempre molto triste doverlo dire. Anche la Lazio ha pagato un prezzo altissimo e adesso anche in termini di immagine è coinvolta l’altra squadra della città. Al di là della specificità delle tifoserie, c’è un problema di cultura sportiva, di valori civili“.

TOMMASI: “GLI ALTRI CI SONO RIUSCITI” – Interviene sullo scottante argomento anche il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori: “Lo stadio per qualcuno è diventato un luogo di impunità dove diventare famosi rimanendo nell’anonimato – osserva Damiano Tommasi – “Bisogna estinguere questa piaga, perché altrove ci sono riusciti. Non si può tollerare che alla partita ci si senta liberi di insultare o di attuare gesti che durante la settimana non si farebbero o verrebbero puniti diversamente. L’episodio di Busto Arsizio con Boateng? Mi fa rabbrividire parlare di queste cose nel 2013. Occorre emarginare chi si comporta male”.

COME SI CAMBIA – Il “paladino dei diritti” di oggi è lo stesso uomo che si fece criticare e sbertucciare da mezzo mondo nel novembre del 2011 per aver dichiarato che “il razzismo nel calcio non esiste” nel (patetico) tentativo di ridimensionare gli insulti rivolti da John Terry – che per questo si beccò 4 turni di squalifica e una multa di 220mila sterline – ad Anton Ferdinand (fratello del ben più celebre Rio) durante il match fra QPR e Chelsea. “Forse c’è solo qualche parola o gesto non corretti” – aggiunse Blatter peggiorando la situazione – “Ma in questi casi basterebbe dire che questo è solo un gioco e stringersi la mano”. Ditemi che il commento sul razzismo di Blatter non è vero – twittò furibondo Rio Ferdinand – “Mi sento uno stupido per aver pensato che il calcio stesse assumendo un ruolo di primo piano contro il razzismo. I suoi commenti sul razzismo sono talmente accondiscendenti da essere quasi ridicoli. Se i tifosi urlano cori razzisti ma stringono le nostre mani allora è tutto ok?. Gordon Taylor, direttore esecutivo della FA (la Federcalcio britannica) arrivò al punto di chiedere le immediate dimissioni di Blatter (da poco rieletto come candidato unico per il quarto mandato consecutivo) e il satrapo della Fifa, messo all’angolo, fu costretto a un immediato dietrofront. Però, come si cambia per non soffrire, come si cambia per ricominciare.

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *