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Chiusa la tre giorni danese: il Giro arriva in Italia

Chiusa la tre giorni danese: il Giro arriva in Italia
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VERONA, 8 MAGGIO – Il giro d’Italia oggi riposa in vista della crono a squadra di domani in quel di Verona. La tre giorni danese ormai è archiviata. Grande successo e tante polemiche. Per qualche giorno l’aspra terra vichinga s’è colorata di rosa. Centinaia di migliaia di persone con cappellini, magliette avvolti dal calore e dall’allegria che solo il giro sa dare. Lungo i 400 km bambini ed anziani hanno salutato e incitato la carovana che passava. Un successo per l’immagine del Giro e dell’Italia.

DOPO TRE GIORNI TUTTO E’ COME PRIMA  – Ma la gara per quel che riguarda la classifica generale ha detto davvero poco. Solo la prima tappa, la crono individuale, ha segnato qualche distacco rilevante tra gli uomini che corrono per vincere il Giro. Poi solo cadute e qualche polemica scatenata dalla pazza manovra di Ferrari che ha trascinato Cavendish a terra fortunato ad uscirne illeso. A testimoniare quanto poco hanno inciso complessivamente le giornate danesi sulla classifica generale c’è il caso dell’americano Taylor Phinney che nonostante le cadute nelle ultime due tappe conserva la maglia rosa conquistata con la crono che ha inaugurato la corsa rosa. E così per il resto della classifica, dopo tre gare quasi nulla è cambiato.

GLI UOMINI DI CLASSIFICA SE LA RIDONO – Ivan Basso si dice contento. E ne ha ragione, in cronometro è andato bene lasciando solo 39 secondi allo specialista Phinney. A Verona, dopo tre giorni di gara, Basso partirà con lo stesso distacco del primo giorno dalla maglia rosa. Lo aspetterà un’altra crono, ma stavolta correrà in squadra e dovrebbe essere più facile. Attento Frank Schleck, partito un po’ in sordina ma pronto a dire la sua non appena la strada comincia a salire. Sorridono anche Cunego e Scarponi nonostante il minuto di ritardo dal primo.

SI GIRA IN ITALIA – Il Giro arriva finalmente in Italia ed è subito gara vera. Domani, 9 maggio, si parte da Verona con una crono a squadra che sicuramente cambierà la fisionomia della classifica generale. A seguire ci sarà una tappa veloce, adatta per un arrivo in volata a patto che una fuga da lontano non rovini i piani ai velocisti. E poi è già montagna e qui sarà un altro giro.

a cura di Francesco Di Santi

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