Enrico Steidler
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Inter, le 12 domande della Curva a Moratti

12 striscioni e 30mila volantini: risponderà?

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Finalmente una contestazione civile e intelligente. Mentre a Bergamo infuria l’ennesima battaglia fra “tifosi” lungo le vie della città e sugli spalti (e in quasi tutti gli stadi il minuto di silenzio incautamente imposto dal presidente del Coni Malagò per ricordare il Ferguson – per continuità, successo e sense of humour – degli uomini politici Giulio Andreotti si trasforma in un minuto di fischi assordanti e insulti a ruota libera) la curva Nord nerazzurra sceglie di manifestare la sua irritazione e le sue perplessità in modo silenzioso e al tempo stesso efficace. Messi da parte i fumogeni e soffocati sul nascere i cori da galera, la mano fa cadere la spranga e impugna la penna: ne esce fuori un volantino (distribuito davanti allo stadio in 30mila copie) che affida a 12 domande (riproposte in curva su altrettanti mega-striscioni) rivolte direttamente a Massimo Moratti il compito di riassumere incisivamente i motivi del malumore dei tifosi e di esortare la proprietà a correre ai ripari. Lei ama l’Inter, noi amiamo l’Inter – così inizia il testo del volantino – Ora è il tempo delle risposte.

Inter Curva Nord Contesta MorattiSCRIPTA MANENT – Ogni critica – quando è civile – è rispettabile, e se è pure ponderata e azzeccata (non sempre ma quasi) lo è ancora di più. Ecco le 12 domande dei tifosi:
1) Secondo lei perché tutto lo stadio ha applaudito i recenti striscioni della Curva riguardanti la società?
2) Perché sono stati messi in discussione gli stessi medici con cui abbiamo vinto il Triplete?
3) Perché il progetto di svecchiare la squadra comporta la vendita dei giovani già presenti in rosa o provenienti dalla nostra Primavera?
4) Che senso ha svendere sempre i nostri giocatori?
5) 2010-2013. Dal tetto del mondo si è crollati alla situazione attuale. A fronte dell’esempio di altri club europei crede che la causa sia tutta da attribuire ai giocatori e allenatori di questo periodo?
6) Come mai la società è sempre passiva di fronte a ogni attacco mediatico?
7) All’Inter c’è sempre un colpevole da mettere in piazza e una fuga di notizie mai vista in altri club. Non sarebbe opportuno avere nella dirigenza un “uomo forte” capace di trasmettere il senso di appartenenza, gestire tutte le situazioni societarie e “mettere la faccia” a difesa della società?
8) Perché non è mai stato spiegato il reale motivo dell’allontanamento di Oriali dalla Dirigenza?
9) Perché si dice che la società Inter sia come una grande famiglia quando in realtà è l’esatto opposto? Non si è accorto che tutti pensano a se stessi e alla propria poltrona?
10) Come si fa a permettere che la seconda maglia dell’Internazionale sia rossa se si è interisti?
11) Si diceva che il suo sogno era la Champions come suo padre… ora si dice che l’altro suo desiderio sia lo stadio nuovo… Va bene, ma l’Inter?
12) Perché chi va via dall’Inter parla sempre bene di Lei… ma male dell’Inter?

Ad accrescere l’impatto provocato dalle parole contribuisce la resa scenografica della contestazione: tutti quegli striscioni che ricoprono la curva facendola somigliare a un gigantesco tazebao sono più eloquenti di mille cori, e impongono una risposta punto per punto.

BYE BYE EUROPA – Se è vero che la fortuna è cieca è ancor più vero – per citare l’ironica postilla di Freak Antoni – che la sfiga ci vede benissimo. Come mai – sembrano chiedersi i tifosi – l’Inter attira le disgrazie come il miele le mosche? Sarà mica che la caterva di errori commessi a tutti i livelli (tecnico, societario, ,ecc.) e la scarsa coesione della famiglia nerazzurra (sembra essere questo il comun denominatore delle domande rivolte a Moratti) favoriscono la moltiplicazione e l’accanimento delle sventure? Diciamocelo, il sospetto è legittimo e la domanda ci sta. In attesa della risposta più attesa e autorevole, l’unica in gradi di dissipare i dubbi (o di ingigantirli…), una cosa è sicura: 3 anni fa i nerazzurri erano campioni di tutto mentre oggi si ritrovano fuori dall’Europa – pure quella di consolazione, non succedeva dal 1999 – e con 15 sconfitte in campionato su 36 gare disputate (andò peggio solo nel 1947-48: 19 ko). Un motivo ci sarà, e (arbitraggi a parte) non è solo la sfortuna.

“L’AVREI FATTO ANCH’IO” – Il commento a caldo del numero uno nerazzurro è pacato e conciliante, ma sembra fare lo slalom fra le critiche invece di affrontarle: “Contestazione civile, li capisco. L’avrei fatto anche io. Ma certe risposte non so come darle. Per il resto anch’io penso la stessa cosa, dobbiamo avere più forza dal punto di vista societario. E’ difficile giudicare con tutti questi infortunati, si è spietati quando si pensa male e si è troppo buoni quando si pensa bene, bisogna avere grande equilibrio. La partita è lo specchio di una stagione brutta” – prosegue amareggiato Moratti – “partivamo già messi male perché erano rimasti pochi giocatori e si è fatto male immediatamente Jonathan. La partita poteva finire nel modo opposto ma quest’anno è così: pensiamo a ricostruire. Ai tifosi, che già stasera hanno dimostrato di avere la fiducia necessaria, starà a me dare risposte con i fatti”. E al cronista della Gazzetta dello Sport che prontamente gli chiede Promette di fare un’Inter più forte?  il presidente dell’Inter risponde senza tentennamenti: “Questo è il minimo”.

Enrico Steidler

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