Antonio Fioretto
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Ferguson e il peso di una leggenda: chi sarà l’erede?

Ferguson e il peso di una leggenda: chi sarà l’erede?
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Per quanto ottimisti si possa essere, arriva un momento nella vita nel quale bisogna confrontarsi con una dura realtà: niente dura. Inevitabilmente, in qualsiasi ambito, in qualunque campo, nessuna cosa dura all’infinito. Il calcio, tuttavia, che a detta di molti è una metafora della vita stessa, ha spesse volte creato un’ illusione completamente contraria a questa regola non scritta. Il gioco più seguito d’Europa è infatti riuscito a creare veri e propri miti o leggende, capaci di continuare a vivere anche dopo la fine della propria pista, sia essa sportiva o letterale. Emblematico, da questo punto di vista, è Sir Alex Ferguson, allenatore, manager e bandiera del Manchester United.

AL TOP In settimana è giunta la notizia del ritiro del tecnico scozzese. Le conseguenze della nuova sarebbero state facilmente pronosticabili: addetti ai lavori in fermento, giocatori increduli e colleghi pronti a frasi di circostanza. Le dichiarazioni del tecnico nato a Glasgow il 31 Dicembre 1941 sono emblematiche: “E’ il momento giusto per lasciarePer me era importante lasciare la struttura nelle migliori e più forti condizioni possibili – si legge nella nota scritta da Ferguson e apparsa sul sito dello United -. La qualità della rosa che ha appena vinto il campionato e la sua età media garantiscono altri successi negli anni a venire. Abbiamo un centro di allenamento molto efficiente, tra i migliori al mondo”. Così come un padre amorevole farebbe col proprio figlio, Sir Alex ha confermato la sua fama di uomo d’onore, assicurandosi il futuro della sua creatura. Lasciare ora significa dare ai tifosi del Manchester e a quelli di tutta Europa la possibilità di continuare a vincere e, soprattutto, di ricordare il proprio leader al top della sua carriera.

Sir Alex FergusonINIMITABILE In 26 stagioni (!) di Manchester United, Ferguson ha conquistato ben 38 (!!!) trofei: 13 Premier League, 5 Coppe d’Inghilterra, 4 Coppe di Lega, 2 Champions League, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Fifa World Cup e 10 Community Shield. Aggiungere aggettivi a tutto ciò sarebbe davvero inutile. La fama lo precede, come direbbero quelli bravi. Un mister straordinario, vero simbolo di professionalità, competenza e stile.

PUNTO E A CAPO Nonostante il fatto che uno come Ferguson non scomparirà mai del tutto dai cuori dei Red Devils e che, quindi, non si tratta di una storia finita, c’è comunque il domani che incombe. In automatico, dunque, i sentimenti lasciano spazio alla ragione. Programmare la prossima stagione diventa fondamentale, dopo la conquista del 20esimo titolo inglese e l’addio, appunto, del proprio allenatore. Ovviamente, il nuovo progetto ruoterà tutto intorno al nome del nuovo coach.

Un paio di considerazioni. Primo, c’è da capire se ci sarà un nuovo Ferguson o semplicemente un nuovo allenatore. Nel senso: si cerca un manager in grado di restare per almeno un altro decennio o un mister da massimo 3-4 stagioni? Secondo, sarà importante il ruolo che lo stesso Ferguson ricoprirà. E’ probabile che Sir Alex diventi una sorta di dirigente/ambasciatore. Questo potrebbe pesantemente influire sulla scelta del nuovo allenatore. La lista si accorcerebbe ai prediletti di Ferguson. Se così fosse, il nome numero uno è Josè Mourinho.

UNA PANCHINA PER POCHI Ferguson stravede per lo Special One. Di fatto, l’ex mister dell’Inter è il meglio che c’è sulla piazza e garantirebbe grandi prospettive al club d’ oltremanica. Di contro, Mourinho non è uno che dura 25 anni, o almeno non lo è stato fin ora. Ci sono da fare quindi le dovute valutazioni. Altri nomi importanti sulla lista sono Klopp, il genio del Borussia, e Antonio Conte, manco a dirlo tecnico della Juventus. Persino i bookmakers si sono divertiti a scommettere sul dopo Ferguson. Proprio Mou è il favorito con una quota di 2,50. Scala posizioni, tuttavia, Moyes, tecnico dell’Everton che gode della profonda stima di Ferguson stesso.

Insomma, tutta gente con gli attributi. D’altronde, in quel di Manchester c’è bisogna di qualcuno in grado di vincere, convincere e di portare sulle spalle un peso enorme. Un peso accumulato in ventisei stagioni, condite da vittorie, trionfi e trofei. Il peso di una leggenda.

Antonio Fioretto

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