Giovanni Nole
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Madrid, clamoroso Dimitrov: Djokovic subito fuori dal torneo!

In un match incredibile, tra miriadi di palle break e reazioni in stile ultrà del pubblico madrileno, Dimitrov colleziona la sorpresona di giornata, eliminando Nole.

Madrid, clamoroso Dimitrov: Djokovic subito fuori dal torneo!
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Mutua Madrid Open - Day FourNell’era in cui a contendersi i grandi tornei, dai Master 1000 agli Slam, è la solita cerchia di nomi, quella dei fab four, quando arriva l’eccezione, essa fa sempre un frastuono assurdo. Soprattutto in un’era tennistica in cui il talento conta, ma non è la caratteristica fondamentale per un top: forte mentalità, enorme resistenza e grande corsa sono stati il diktat per i vari Djokovic, Murray, Nadal e Federer per riempir le loro già folte bacheche negli ultimi anni, giocando (o nel caso di King Roger, adattando il proprio gioco) in maniera muscolare e approfittando delle superfici più lente per rimpolpare la loro fama di grandi recuperatori di palline. Ed è per questo che, quando un vertice del grande quadrato esce prematuramente sconfitto nei primi turni di un master, la cosa fa immensamente notizia. Per informazioni, chiedere a tal Grigor Dimitrov: il giovane tennista bulgaro, famoso ai suoi esordi per il suo voler emulare in tutto e per tutto sul campo il suo idolo Roger Federer, provò il colpaccio già qualche settimana fa, quando sulla terra rossa di Montecarlo quasi buttava fuori da quello che è stato il suo torneo per otto anni di fila Rafa Nadal, cedendo al terzo solo per dei crampi. Ma stavolta, sempre sulla terra rossa – stavolta, però, dell’esotica Madrid – , a Dimitrov il colpo grosso riesce. E a farne le spese, nientepopòdimenoche il numero uno al mondo, Novak Djokovic, che deve clamorosamente abbandonare la terra iberica dopo un solo turno giocato. Suo vicario, un tennista dal talento purissimo, che sta piano piano riuscendo a combinare i suoi grandi colpi con la duttilità su ogni superficie e una mentalità sempre più forte. Ecco il film del match.

PRIMO SET: UN INIZIO COI FIOCCHI – I primi sei game del primo set filano abbastanza lisci: i due tennisti mantengono i propri turni di servizio con relativa facilità, senza troppi scossoni. Che Dimitrov avrebbe creato qualche problema in più del previsto Djokovic lo comprende nel game sette: il bulgaro infatti si procura ben 4 palle break, che però sciupa prima facendosi recuperare dallo 0-40, e poi buttando via il vantaggio sul secondo deuce. Il tennista 21enne è in palla e si vede, rimandando dall’altra parte della rete ogni soluzione tentata da un Djokovic non al 100%. Tant’è che, sul 5 pari e servizio Nole, alla fine il break, alla prima palla buona, arriva per davvero: Dimitrov ha ora la possibilità di servire per portarsi a casa la prima partita, per l’entusiasmo del pubblico madrileno. Grigor, però, dimostra che a livello di resistenza psicologica, quando si tratta di chiudere un punto o un game importante, ha ancora qualche carenza: come gli accadde contro Murray non molto tempo fa, quando al momento di servire per chiudere il set ebbe un crollo psicologico e fece praticamente solo doppi falli, così (anche se in maniera plateale) accade anche contro Djokovic, che recupera il break e porta il match al tiebreak. Ma è qui che Dimitrov dimostra di avere la stoffa del grande tennista: dopo un inizio di tie così così, salva ben due set point del serbo e alla prima palla per la partita disponibile chiude i conti, vincendo il tiebreak per 8 punti a 6.

SECONDO SET: PUBBLICO IN RIVOLTA! – Il finale di set gasa tantissimo Dimitrov, che invece di allentare la presa pressa ancor di più il serbo: dopo due game, il terzo e il quarto, dove i due ai vantaggi si son cambiati palle break senza però riuscire a capitalizzarne una, al sesto gioco, dopo tre tentativi, si impossessa del servizio avversario, portandosi avanti per 4-2 e servizio. Sembra a questo punto che il bulgaro abbia il match in mano: già ce lo immaginavamo Dimitrov mentre indossa un’immaginaria corona da numero uno al mondo, mandando Djokovic a far il mendicante sotto i ponti. E invece, ancora una volta, la reazione del serbo al break è fortissima, cos’ come ancora una volta Dimitrov soffre qualche pressione di troppo quando si tratta di confermare tutto ciò di (molto) buono fatto poco prima: secondo controbreak di giornata, che permette a Nole di pareggiare nuovamente i conti. Ma attenzione a quel che succede durante il game del contro break del serbo: sul 15-40, Djokovic durante il punto appoggia male la caviglia e si accascia a terra. Immediata la richiesta del medical time out: si inizia a temere per un suo eventuale ritiro, ma il numero uno del ranking ATP stringe i denti e continua a giocare. Ci si chiede, a questo punto: ‘Cosa potrà combinare il serbo a mobilità limitata contro uno dei giocatori più in forma del momento?” Invece, il fantomatico infortunio si rivela più paura che altro, visto che Novak gioca come prima e meglio di prima, tenendo alla grande fisicamente e chiudendo il game a suo favore. Cosa che il pubblico di Madrid non gradisce proprio per nulla: numerosissimi i fischi e gli insulti indirizzati al serbo, così che il tifo, quasi calcistico se vogliamo, di Madrid rivolge tutte le sue attenzioni ora sul giovane Dimitrov. Nel frattempo, però, anche il bulgaro inizia a palesare problemi fisici, precisamente dei crampi alla gamba; tutto ciò porta ad un abbassamento dei ritmi di un match fino a quel momento intensissimo, match che – inevitabilmente – si trascina al tiebreak. Un tiebreak che si rivelerà bellissimo e pieno di tensione: dopo aver annullato addirittura un match point (accolto, inutile dirlo, dal boato del pubblico), Djokovic chiude a favore il super game finale per 10-8, pareggiando il conto dei set. Stuccato dalle reazioni del pubblico nei suoi confronti, il serbo risponde stizzito, con gesti e parole non proprio nobilissime (ma, in tutta onestà, giustificate dal comportamento tutt’altro che corretto e rispettevole del pubblico madrileno, grande sostenitore di Nadal).

TERZO SET: LA TRAGEDIA SERBA – A questo punto, sembra che il match vada a concludersi verso la sua naturale (o almeno, per quanto si poteva pensare in quel momento) conclusione: Djokovic sta bene fisicamente e sembra essersi riscattato anche psicologicamente, mentre Dimitrov è distrutto dai crampi e col pensiero del match point sprecato martellante nella sua testa. Ma col grandissimo clamore di tutti, Dimitrov dimostra una grandissima forza mentale: coi crampi che sembrano essere svaniti nel nulla, ancora una volta avvia il set con un break di vantaggio, ma stavolta, invece di perderlo al game successivo (nonostante le tre palle a disposizione di Djokovic per il contro break), il bulgaro Federer-Wannabe mantiene il servizio e non concede assolutamente nulla nei suoi turni di battuta successivi. Sembra incredibile, ma Nole, stanco e abbattuto, non riesce più a creare alcun pericolo: dopo poco più di tre ore di match, si consuma la prima, clamorosa sorpresa del tabellone madrileno, con Dimitrov che batte Djokovic 7-6(6); 6-7(8); 6-3. Una vittoria bellissima per Grigor, che per la terza volta in carriera batte un top ten; ne esce distrutto invece Djokovic, che dopo aver perso da un prodigioso Haas in quel di Miami è alla sua seconda sconfitta importante stagionale ricevuta da un non top ten. Per Dimitrov, ora, negli ottavi di finale uno tra Giraldo e (più che presumibilmente) Wawrinka. Ma, nel frattempo, un certo Spagnolo di Manacor, dall’altra parte del tabellone, gongola contento.

Giovanni Nolè

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