Enrico Steidler

United-Chelsea, David Luiz fa espellere Rafael e se la ride

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Ferguson su tutte le furie per la simulazione del difensore dei Blues: “Ma che professionista è?”

Sono gli ultimi, concitati minuti di Manchester United-Chelsea 0-1 di domenica scorsa: i Blues sono appena andati in vantaggio grazie alla splendida azione coronata dal tiro di Mata a fil di palo (87’) e i neo-campioni d’Inghilterra premono sull’acceleratore alla ricerca del pari. La tensione è alle stelle (la posta in palio, per il Chelsea, è altissima: in gioco c’è l’accesso alla prossima edizione della Champions League) e ogni contatto fra i giocatori sprigiona scintille. Non fa eccezione il duello ingaggiato da Rafael e David Luiz sulla fascia: l’esterno dei Devils cerca di sfuggire alla marcatura del connazionale (sono entrambi brasiliani), ma costui ne rintuzza i tentativi con due gomitate ben assestate (e non segnalate dal guardalinee che pure è lì a due passi). Il corpo a corpo fra i due prosegue fino alla bandierina del calcio d’angolo, dove Rafael si lascia scappare il classico gesto che può ingannare i giudici di gara (un calcetto di frustrazione che sfiora appena la gamba del difensore) se uno dei protagonisti è un consumato attore privo di scrupoli sportivi: David Luiz, infatti, si accascia sul terreno di gioco come un coniglio colpito da una fucilata toccandosi la gamba “ferita”, e quella che lì per lì può sembrare una smorfia di dolore è in realtà la grassa risata di chi pregusta l’espulsione dell’avversario e se la gode per la sua “prodezza”. Il guardalinee, infatti, sventola la bandierina agitandola come a segnalare un fattaccio molto grave (ma chiunque, forse, sarebbe stato ingannato al posto suo) e l’arbitro – il signor Howard Webb, miglior fischietto inglese e non solo – caccia fuori dal campo l’incolpevole ma ingenuo terzino destro del Manchester.

IL CICLONE ALEX SI ABBATTE SU LUIZ“E’ rotolato per il campo come se stesse recitando la morte del cigno, convincendo l’arbitro ad espellere Rafael. E’ stata una brutta scena – tuona sir Alex Ferguson, inviperito per la slealtà del difensore dei Blues – “David Luiz si è messo a ridere mentre era a terra. E’ inaccettabile! Ha dato due gomitate a Rafael e lui ha reagito in modo avventato. Ma non direi che è stato un comportamento violento. Luiz è rotolato a terra e ha convinto l’arbitro ad estrarre il cartellino rosso: ma che professionista è? Queste cose si vedono spesso dai calciatori stranieri” – conclude, accigliato, il tecnico dei Devils – “in particolare dai sudamericani” .

L’ISOLA FELICE – Fino a qualche anno fa il calcio inglese non conosceva (o quasi) le simulazioni: i pochi che cadevano nella tentazione di recitare venivano immediatamente subissati dai fischi dei loro stessi tifosi (Di Canio ne sa qualcosa), esposti alla pubblica disapprovazione e spernacchiati senza pietà. Ma da qualche tempo a questa parte qualcosa è cambiato, purtroppo: il biasimo e gli sberleffi che in passato erano stati in grado di circoscrivere il contagio si stanno affievolendo e ora anche l’Isola felice è invasa da quella mala educación così diffusa nel resto del mondo e difficile da estirpare. Il problema, quindi, non è legato all’importazione delle cattive abitudini (soprattutto – ha ragione Ferguson – dal Sudamerica) ma alla loro irrefrenabile (così pare) emulazione. Quello che era out sta diventando in, o addirittura cool (“figo”): emblematico, sotto questo aspetto, l’episodio di Charlie Morgan, il raccattapalle dello Swansea diventato famoso (e non famigerato) per aver provocato l’espulsione di Hazard durante Swansea-Chelsea dello scorso gennaio.

HALL OF (IN)FAME – Ma non tutti in Inghilterra stanno abbassando la guardia: il Mirror, ad esempio, ha stilato nell’ottobre del 2012 la top ten delle simulazioni più clamorose (e indegne) dal 1990 in poi con lo scopo (raggiunto solo in parte) di lanciare un grido d’allarme sulla diffusione dei comportamenti anti-sportivi nel calcio (compreso quello inglese). Ecco la lista completa:

1 – Norbert Meier (Duisburg-Colonia, 2005)
2 – Rivaldo (Brasile-Turchia, 2002)
3 – Steven Taylor (Newcastle-Aston Villa, 2005)
4 – Paul Alcock (Sheffield-Arsenal, 1998)
5 – Sergio Busquets (Barcellona-Inter, 2010)
6 – Jens Lehmann e Didier Drogba (Arsenal-Chelsea, 2007)
7 – Alberto Gilardino (Celtic-Milan, 2007)
8 – Diego Simeone (Inghilterra-Argentina, 1998)
9 – Cristiano Ronaldo (dal 2002 ad oggi)
10 – Jurgen Klinsmann (Germania-Argentina, 1990)

Saltano agli occhi, fra gli altri, i nomi di Sergio Busquets (che cercò invano di favorire la remuntada blaugrana sull’Inter provocando l’espulsione di Thiago Motta con una sceneggiata di indimenticabile squallore), del nostro Alberto Gilardino (che si guadagnò l’ammonizione per aver maldestramente simulato un atterramento in area) e dell’arbitro Paul Alcock, colpevole di essere caduto come “un pensionato ubriaco su una lastra di ghiaccio” dopo una spintarella ricevuta da Di Canio (punito con 11 giornate di squalifica) durante Sheffield-Arsenal del 1998.

Enrico Steidler

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