Daniele Cerato
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Auf Wiedersehen Barcellona: ma senza Messi si poteva fare di più?

Riflessioni a freddo sulla disfatta blaugrana

Auf Wiedersehen Barcellona: ma senza Messi si poteva fare di più?
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“Però giocare con Xavi, Iniesta, Villa è facile: li farei anche io i gol..” Chi è il bersaglio indiretto di questa provocazione sentita e risentita nel corso degli anni? Lui, Leo Messi, il grande assente di Mercoledì scorso, ma anche il grande mattatore dell’ultima partita di Liga col Betis, che avvicina il Barcellona al titolo nazionale.

CERTEZZE ED INTERROGATIVI – Istigazione pertinente? Forse sì, forse no; quello che si sa è che fino a due anni fa, i catalani erano considerati da tutti la squadra più forte del mondo, e da diversi la migliore di tutti i tempi. E dunque ci si è chiesti per un bel po’ quanto valesse Messi ipoteticamente privato dei suoi alfieri, quanto potesse rendere senza l’abbondanza tecnica che lo circondava. C’è però l’attualità feroce e cruda chiamata Bayern Monaco, che rigira inaspettatamente la questione: non più quanto varrebbe Messi senza Barça, ma quanto vale il Barça, questo Barça, senza Messi. Fino a quando si gioca contro l’ultima e la penultima della Liga, (rispettivamente Maiorca e Saragozza) succede che le partite finiscono 5-0 e 0-3, e l’ 8-0 complessivo porterebbe a dire che i “Blaugrana” sono grandi anche senza la Pulce. Poi se ti capitano i tedeschi in maglia rossa, le certezze nate sulla sabbia di due sfide oggettivamente abbordabilissime, si sgretolano. I “Vilanova boys”, (anzi sarebbe meglio dire “chicos”), nelle due sfide contro i bavaresi sono sembrati spaesati e sperduti, come una valorosa truppa che vincitrice di tante battaglie, improvvisamente diventa timorosa e insicura quando manca il suo comandante. Due sfide, sì due, perché a Monaco Messi c’era, ma camminava.

Leo Messi

GLI ALTRI DIECI – Fabregas piazzato come “falso nueve” un disastro, gli assistenti Villa e Pedro spuntati e imprecisi, le menti Xavi ed Iniesta, annebbiate. Certo di fronte c’era la squadra migliore del momento, uno schiacciasassi. Ma sarà sempre così per il Barcellona quando mancherà Messi? Il valore di certi giocatori, è indiscutibile, molti di loro hanno ancora un’età per la quale possono dare tantissimo. Una dimostrazione: la Spagna campione d’Europa che ha umiliato l’Italia in finale, è piena zeppa di giocatori del Barça. E si parla di solo dieci mesi fa.

QUESTIONE DI COACH – Probabilmente a questo ingranaggio che sembrava perfetto e ora sembra imperfetto, che appariva imbattibile e ora appare tremendamente battibile, manca la guida. Guardiola non c’è più. Tito Vilanova (appena reduce dal periodo di convalescenza per il tumore alla ghiandola parotide, e al quale facciamo il migliore “In bocca al lupo”) non ha la sua esperienza, non avrà mai la sua bravura, e non appare amalgamato con i giocatori, come lo era Pep. Era davvero impossibile disegnare un undici così abulico, così vulnerabile tatticamente, disponendo di tali campioni? E’ da dopo la gara di andata col PSG, ovvero da quando Messi ha accusato l’infortunio al bicipite femorale destro, che l’allenatore del Barcellona aveva una missione da compiere: assemblare, senza il Pallone d’oro, una formazione affidabile con un piano tattico preciso. Ed invece già dal ritorno con i francesi, (dove Leo entrando dalla panchina aveva “tolto le castagne dal fuoco”) si era intuito che qualcosa non girava, e quella intuizione è diventata conferma nelle semifinali col Bayern, terminate con una pesante umiliazione.

Non tutta colpa sua, ci mancherebbe, però probabilmente un allenatore “migliore” avrebbe aiutato i prossimi campioni di Spagna.

Daniele Cerato

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